Gran Galà Voci Napoletane, premi e DAB in Campania


La serata di Bagnoli aggiunge il tassello che mancava ai due precedenti interni di Sbircia la Notizia Magazine. Il pezzo del 30 maggio aveva fissato data, sede e impianto dell’iniziativa; l’articolo del 3 giugno aveva seguito la presentazione a Palazzo San Giacomo. Ora il dato nuovo è l’esito pubblico del palco, con una scaletta che ha saldato musica dal vivo, premi, editoria e sviluppo radiofonico.

Nota redazionale: il testo aggiorna la copertura precedente perché la manifestazione si è svolta e ha prodotto nuovi elementi verificabili, fra cui la medaglia consegnata nel quadro di Napoli Città della Musica, l’estensione DAB e l’annuncio dell’associazione La Casa di Susy.

Sommario dei contenuti

La prima edizione a Bagnoli

Il Gran Galà delle Voci Napoletane 2026 si è svolto martedì 9 giugno a Napoli, nel polo di via Diocleziano a Bagnoli. Nei materiali organizzativi la sede è indicata come Auditorium Parco della Musica; nella comunicazione istituzionale comunale lo stesso appuntamento è collegato all’Auditorium Porta del Parco, denominazione utile a identificare l’area urbana in cui la manifestazione ha preso corpo.

La scelta del luogo ha inciso sul valore dell’evento. Bagnoli porta con sé una storia di trasformazione urbana e una domanda costante di uso culturale degli spazi. Collocare lì una serata dedicata alla canzone napoletana ha dato alla manifestazione una cornice riconoscibile: la musica come presenza viva dentro un’area che cerca continuità culturale e occasioni pubbliche.

La regia organizzativa di Radio Studio Emme

L’iniziativa è stata fortemente voluta da Annamaria Viscardi, editrice di Radio Studio Emme, con il lavoro dello staff dell’emittente. La supervisione è stata affidata a Leopoldo Manfredonia, presidente del Cral Comune di Napoli, con direzione artistica di Donato Eremita, responsabile dell’Accademia Il dito nell’occhio.

Il patrocinio morale del Comune di Napoli, dell’Associazione Stampa Campania Giornalisti Flegrei presieduta dall’avvocato Claudio Ciotola e del Commissario Straordinario del Governo per la Bonifica Ambientale e la Rigenerazione Urbana dei Siti di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio ha collocato il galà in una cornice civica. L’aggancio alla candidatura della canzone classica napoletana a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco ha aggiunto un livello culturale al programma artistico.

Accoglienza, conduzione e avvio della scaletta

La conduzione ha avuto in Leo Chiummiello il volto principale della serata, con Antonio D’Addio a supporto nei passaggi giornalistici. Prima dell’ingresso nel cuore dello spettacolo, l’accoglienza ha previsto un aperitivo curato da Tizzano Eventi, SfogliateLab e Michele Pisapia, seguito da interviste, foto e saluti di rito.

Questa sequenza iniziale ha dato alla manifestazione un taglio professionale riconoscibile: accreditamento degli addetti ai lavori, presenza di operatori dell’informazione, passaggio davanti agli obiettivi e ingresso progressivo nella parte artistica. Per un evento al debutto, l’ordine di avvio è un dato rilevante perché misura la capacità organizzativa prima ancora della risposta del pubblico.

Artisti premiati e ospiti sul palco

La parte musicale ha portato sul palco SoleLuna, accompagnata dal balletto dell’Accademia Il Dito nell’Occhio, quindi Marco Calone, Ludo Brusco dei Mr. Hyde, Mario Forte, Patrizio Esposito, Nico Desideri, Antoine, Mariantonia Castaldo, Alfonso Giorno e Gianluca Zeffiro. La sequenza ha coperto più registri della scena partenopea, dal repertorio popolare alla canzone contemporanea sostenuta dal circuito radiofonico locale.

Il valore della scaletta sta nella compresenza di interpreti già radicati nel pubblico e voci con percorsi differenti. In una serata dedicata alle “voci napoletane”, questa scelta evita la riduzione del repertorio a celebrazione statica e mostra un ecosistema fatto di generazioni, sale, radio, produzioni discografiche e pubblico di prossimità.

Il ricordo di Cinzia Oscar con Marco Calone

Uno dei momenti più partecipati ha riguardato Cinzia Oscar, scomparsa di recente e ricordata attraverso un riconoscimento alla memoria. Il passaggio è stato legato anche alla presenza di Marco Calone, protagonista di un momento emotivamente denso davanti a una platea che ha riconosciuto il peso artistico e affettivo dell’omaggio.

Nel contesto della musica napoletana, il premio alla memoria non risponde solo al rito della commemorazione. Inserito fra esibizioni e riconoscimenti, l’omaggio restituisce continuità a figure che hanno lasciato tracce nel rapporto fra pubblico, canzone e spettacolo popolare.

Monica Sarnelli e Pino Mauro, due premi alla carriera

I due premi alla carriera hanno segnato l’asse più solido della serata. Monica Sarnelli ha ritirato il riconoscimento insieme a quello legato allo spettacolo teatrale dell’anno, Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci, lavoro dedicato all’universo femminile nella cultura napoletana.

L’altro premio alla carriera è andato al maestro Pino Mauro, voce storica della canzone napoletana, interprete legato alla sceneggiata e figura capace di rappresentare la tradizione partenopea oltre il perimetro cittadino. La doppia premiazione ha collocato accanto due traiettorie diverse, unite dalla capacità di trasformare repertorio e presenza scenica in riconoscibilità popolare.

Il premio alla memoria per Lorenza Licenziati

La serata ha dedicato un riconoscimento alla memoria anche alla giornalista Lorenza Licenziati, recentemente scomparsa. Il premio è stato ritirato dal figlio Raffaele De Santis, in un passaggio che ha portato dentro il galà il lavoro dell’informazione culturale e il legame umano con la comunità professionale napoletana.

La presenza di un premio giornalistico dentro una manifestazione musicale chiarisce la struttura ampia dell’evento. Il galà ha trattato la canzone napoletana come fenomeno da raccontare, documentare e accompagnare nel tempo, assegnando alla stampa un ruolo esplicito nella circolazione del patrimonio culturale.

L’angolo dell’editoria con quattro libri

Lo spazio editoriale ha presentato quattro volumi: La verità dentro di me – Lettera a un fiore di Magda Mancuso, Pompei – Una storia proibita della giornalista Anna Maria Ghedina, Un tris di regine di Antonio D’Addio e Il suono della vita – Storia di un musicista napoletano di Sossio Giordano. I primi tre titoli sono editi da Armando De Nigris.

Questo inserto ha ampliato il formato della serata. Accanto a esibizioni e premi, il galà ha dato spazio alla pagina scritta come dispositivo di conservazione del racconto artistico. Nel caso della musica napoletana, libro e palco lavorano sulla stessa materia: biografie, luoghi, memoria familiare, repertori e figure che il pubblico riconosce anche fuori dalla sala.

La New Generation prodotta da Zeus Record

Una sezione specifica è stata riservata alla New Generation, coerente con l’attenzione che Radio Studio Emme dedica ai giovani artisti del territorio. Si sono esibiti Biagio Foglia, Ciro Marra, Francesco De Rosa, Michele Di Tommaso, Laura Sabrina, Sandro, Giuseppe Centi, Giuseppe Gaeta ed Emilio Cava, tutti prodotti dalla Zeus Record dei fratelli Barrucci.

Il segmento giovanile è uno dei dati più interessanti della prima edizione perché trasferisce il discorso sulla tradizione dalla celebrazione alla continuità produttiva. Una radio che premia i grandi nomi e apre lo stesso palco ai nuovi interpreti crea un percorso di ascolto: il pubblico riconosce le voci note e incontra chi cerca oggi spazio nel mercato locale.

La medaglia consegnata nel segno di Napoli Città della Musica

Poco prima della conclusione, il consigliere comunale Toti Lange, impegnato nel progetto Napoli Città della Musica, ha consegnato una medaglia ufficiale ad Annamaria Viscardi, Antonio D’Addio e Cristian Gambardella. Il riconoscimento ha riguardato il lavoro svolto dall’emittente per valorizzare musica e cultura napoletana.

La consegna ha un peso istituzionale concreto. Radio Studio Emme è stata riconosciuta come presidio continuativo di programmazione musicale, promozione artistica e comunicazione territoriale. Il passaggio rafforza il legame fra progetto radiofonico e strategia cittadina sulla musica.

Radio Studio Emme tra 108 FM, DAB e nuove piattaforme

Durante il galà, Radio Studio Emme ha presentato i nuovi progetti del gruppo. Alla storica frequenza 108 FM si affianca una stazione digitale dedicata alla musica classica, attiva 24 ore su 24, insieme a Radio Studio Emme Made in Italy, emittente tematica costruita sul repertorio italiano di catalogo.

L’offerta editoriale include anche un portale di informazione e il podcast Cactus. La novità più rilevante sul piano distributivo è l’ufficializzazione della copertura DAB sull’intero territorio della Campania. Per una radio locale, la copertura digitale regionale amplia la disponibilità del segnale e rende più solida la presenza del marchio fuori dall’ascolto abituale in FM.

La Casa di Susy e l’impegno solidale

Annamaria Viscardi ha annunciato anche la nascita dell’associazione benefica La Casa di Susy. Il progetto è dedicato alla memoria della sorella Susy e orientato al sostegno concreto dei malati oncologici, con attività solidali destinate ad affiancare le iniziative editoriali e radiofoniche del gruppo.

L’annuncio sposta il perimetro del galà oltre la dimensione musicale. Radio Studio Emme lega così il proprio sviluppo a una responsabilità sociale dichiarata, inserendo nel calendario futuro un soggetto dedicato alla cura delle fragilità e alla costruzione di reti di aiuto sul territorio.

La platea professionale e il finale di festa

Alla serata hanno partecipato giornalisti, fotografi, blogger e operatori culturali. Fra i presenti risultano Diego Paura, Teresa Lucianelli, Simona Bonaura, Ezio Micillo, Enzo Imparato, Maria Carla Palermo, Renato Aiello, Mariapia Della Valle, Lina La Mura, Rosita Arpaia Bevilacqua, Vincenzo Assanti, Giuseppe De Carlo, Alfonsina Longobardi, Tony De Luca, proprietario del teatro Bolivar, Alfredo Coppola, Andrea Carlino, Arturo Ciotola, Armando De Nigris, Luis Navarro e Anna Calemme.

Il finale con torta e brindisi ha chiuso la prima edizione in un clima di festa. Il dato da trattenere è la tenuta complessiva del format: una radio locale ha costruito un evento capace di accogliere premiazioni, nuove voci, memoria artistica, editoria e annuncio sociale nella stessa serata.


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 Antonio D’Addio

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