Il peperone crusco di PeperonAut conquista la grande distribuzione


Storie di inclusione (lavorativa) che si intrecciano tra loro e generano interesse da parte di aziende affermate sul mercato. Il progetto “PeperonAut” è questo e molto di più, perché coinvolge le famiglie e i volontari dell’associazione di promozione sociale Anffas Policoro, sino a estendersi a tutto il territorio del Materano. L’iniziativa di questo ente di Terzo settore, avviato nel 2014, riguarda giovani con disturbi dello spettro autistico di età compresa tra i 15 e i 29 anni, attraverso la trasformazione, promozione e commercializzazione del peperone di Senise Igp, eccellenza agroalimentare della Basilicata.

Alcune specialità di PeperonAut già in commercio

«PeperonAut ha preso vita ufficialmente nel 2023, quando siamo stati selezionati per l’ExpoAid di Rimini, su invito del ministro delle Disabilità, Alessandra Locatelli», racconta Giuseppe Tataranno, presidente di Anffas Policoro. «Sino a quel momento, avevamo dovuto procedere molto lentamente a causa degli effetti della pandemia. Ci eravamo concentrati su un progetto pilota, con il quale abbiamo formato gli educatori e i ragazzi che avevano scelto di fare un percorso preparatorio. È stata pure l’occasione per individuare una serie di problematiche, considerando che ci occupiamo di ragazzi e giovani autistici con un livello da 1 a 3. Non abbiamo lasciato indietro nessuno. Da Rimini in poi, ci siamo organizzati meglio e abbiamo reperito le risorse finanziarie: dapprima ci ha sostenuto il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, poi abbiamo vinto il bando della Regione Basilicata sul fondo inclusione, infine abbiamo avviato una raccolta fondi attraverso la rete di Anffas».

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.
DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA

Il passo successivo è stato compiuto al momento dell’apertura di un laboratorio di trasformazione del prodotto a Senise (Potenza). «Abbiamo fatto un investimento non indifferente, ma che ci gratifica tantissimo», spiega Tataranno. «Al momento, in quel laboratorio, lavorano quattro ragazzi con autismo (dai 23 ai 28 anni) affiancati da un job coach, una responsabile del ciclo produttivo, due educatori e noi genitori che facciamo volontariato. Abbiamo iniziato in sordina, ma lo scorso ottobre ci siamo ritrovati catapultati a sostenere a Parigi la candidatura della cucina italiana nel mondo da parte dell’Unesco, insieme ad altre realtà del Terzo settore. Abbiamo proposto il peperone crusco, un’eccellenza della cucina nazionale che è stata molto apprezzata. Hanno fatto seguito altre esperienze importanti in eventi, fiere e show-cooking, per esempio al Cook di Milano e ai Campionati italiani di cucina che si sono svolti a Rimini, a cura della Federazione italiana cuochi».

Il gruppo di giovani di PeperonAut al lavoro

L’appetito vien mangiando, recita un famoso proverbio. E stavolta l’appetito è venuto ad alcune aziende della grande distribuzione, incuriosite dal prodotto lavorato dai ragazzi di PeperonAut. «Abbiamo chiuso due contratti per la fornitura dei peperoni: uno con Despar e uno con Coop Italia. Quest’ultima, proprio nei giorni scorsi, ci ha comunicato di voler sostenere la nostra campagna di comunicazione», annuncia Tataranno. «In questo momento siamo presenti in 12 ipermercati da Pescara a Lecce, ma vogliono inserirci in tutti gli altri punti vendita subito dopo l’estate. Nel frattempo, non ci siamo dimenticati del nostro territorio: stiamo cercando di ampliare la platea dei ragazzi da aggiungere agli attuali quattro. Al momento la nostra attività si svolge soltanto di mattina, dal lunedì al venerdì, ma l’aumento delle richieste di prodotto ci spinge a inserire almeno altre due figure. Andremo di pari passo con la crescita del fatturato, per mantenere la sostenibilità. Non è semplice, è come se avessimo due attività: c’è il piano educativo dei ragazzi, che va tenuto fortemente sotto controllo ed è quello a cui teniamo tantissimo, ma ovviamente dobbiamo tenere in vita l’impresa. La parte commerciale non è residuale».

Un mezzo di PeperonAut e i quattro giovani del team

Crescere è gratificante, però impone anche un adeguamento della produzione e il rispetto dei tempi di consegna. «È vero, ma le aziende che ci hanno coinvolto hanno fatto un patto con noi, concedendoci un certo margine di tolleranza. Conoscono i nostri limiti e ci fa piacere che abbiano ben compreso la situazione. Noi genitori cerchiamo di dare una mano. Sul fronte prodotto, non abbiamo problemi perché lo compriamo da tre aziende agricole del territorio, con cui abbiamo un accordo».

Questo progetto combina formazione personalizzata, sviluppo delle competenze sociali e un percorso di autentica autonomia lavorativa, in una delle aree del Sud Italia in cui l’occupazione delle persone con disabilità resta tra le più basse del Paese. Però è di tre giorni fa una notizia che riempie d’orgoglio.

«Lunedì scorso una grossa azienda del settore ortofrutticolo ha richiesto una nostra giovane, Anna, per assumerla. Inizialmente sarà un contratto a tempo determinato, ma sono convinto che, dopo i canonici sei mesi di prova, il contratto sarà confermato e trasformato in tempo indeterminato, visto che stanno ampliando l’organico», commenta il presidente Tataranno con un comprensibile compiacimento. «Siamo felici per lei, è una donna di 37 anni che ha grandi capacità. Si meritava questo salto di qualità. Tante persone con disabilità lavorano regolarmente, ma non sono molti quelli che hanno disturbi del neurosviluppo. Dopo aver fatto un percorso di formazione, inserimento e sostegno, Anna lunedì ha firmato il suo nuovo contratto. È una gioia immensa, premia il lavoro e i sacrifici fatti in questi anni. Non siamo gelosi dei nostri ragazzi, ognuno deve trovare la propria strada attraverso un lavoro dignitoso. Diventano una risorsa e non un peso. Anna guadagnerà il suo stipendio, pagherà le tasse e i contributi, e contribuirà a mantenere viva l’Italia per quanto potrà fare».

I quattro giovani rimasti a Senise stanno completando il tirocinio retribuito: i più pronti, saranno stabilizzati con un regolare contratto, mentre gli altri proseguiranno il percorso formativo. «L’obiettivo è quello di assumerli tutti, ma ciascuno di loro ha differenti tempi», sottolinea il presidente di Anffas Policoro. «E noi abbiamo il dovere morale di aspettare tutti. Nel frattempo, ci prepariamo al prossimo ExpoAid (sarà a Rimini dal 25 al 27 giugno 2026 e ci sarà anche VITA, ndr): su invito del ministero, gestiremo il catering dell’evento insieme ad altre realtà del Terzo settore. Lorenzo, uno dei nostri ragazzi, interverrà insieme a me in un panel della manifestazione per raccontare la sua esperienza. Ma non ci dimentichiamo di un altro obiettivo fondamentale, e cioè il progetto di vita personalizzato che ogni ragazzo deve poter compiere. Stiamo predisponendo un progetto di socializzazione: oggi di mattina vengono a lavorare ma, da settembre-ottobre, di pomeriggio faranno altre attività per tirare fuori competenze e passioni. C’è Vincenzo, per esempio, che vuole fare il doppiatore di film, Antonello è un fumettista, Lorenzo trascorre tanto tempo a leggere libri nella biblioteca del suo paese, San Severino, mentre Davide è un appassionato di enologia».

Da sin.: Roberto Speziale (pres. Anffas), Alessandra Locatelli e Giuseppe Tataranno

L’entusiasmo di questi giovani è contagioso: «Vincenzo mi dice sempre: “Presidente, se lo sogni e lo puoi fare, si fa”. Avevano il sogno di lavorare e lo stanno realizzando, grazie alle loro capacità. Uno di loro ha un autismo di livello 3, dunque aveva un po’ di difficoltà in più rispetto ai compagni; aveva difficoltà nel maneggiare le forbici ma, da un mese a questa parte, taglia e pulisce perfettamente i peperoni. Per noi è un successo straordinario. Abbiamo avuto la pazienza di aspettarlo, lo abbiamo messo nelle condizioni di lavorare alla pari e ora sta nella linea produttiva con tutti gli altri. L’associazione è nata per arrivare a questo obiettivo, la stiamo perfezionando ma vedo i genitori contenti e gratificati. Avere a che fare con l’autismo è faticoso e complicato, ma oggi questi familiari sono più sereni e anche più aperti rispetto al passato. La strada è tracciata. Spero che le istituzioni abbiano una maggiore attenzione, soprattutto sul fronte dei servizi per le famiglie».

Credits: foto Anffas Policoro

Abbonarsi a VITA con la carta docenti?

Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento annuale che si intende acquistare (1 anno carta+digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a [email protected]




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Luigi Alfonso

Source link

Di