Profumi d’estate anche per Ceccano. Per una volta, ad essere infuocata non è l’aria politica ma quella segnata dal barometro. Apparentemente siamo in un periodo torrido ma solo sul fronte climatico: sia la maggioranza che la minoranza appaiono immobili, ferme nei propri schieramenti, come se si stesse aspettando qualcosa. Una stasi tattica, con la minoranza in attesa del varco giusto e la maggioranza con il colpo a sorpresa in caldo.
Eppure sottotraccia, sulle bacheche dei social e nei sussurri dei corridoi di Palazzo Antonelli, la partita a scacchi è più viva e complessa che mai.
Del Brocco, Baccarini e la frecciatina social
Fratelli d’Italia è uscita allo scoperto organizzando una prima vera assemblea pubblica del circolo cittadino, con l’obiettivo di riorganizzarsi sul territorio con una meta precisa: tornare a governare la città. Un incontro molto partecipato, in cui il trio consiliare formato da Ugo Di Pofi, Ginevra Bianchini e Alessia Macciomei ha fatto quadrato, mostrandosi unito davanti a militanti e simpatizzanti. Ma la vera narrazione, quella più ricca di retroscena, si è consumata sui social. (Leggi qui: Fratelli d’Italia riaccende i motori a Ceccano: l’obiettivo è tornare al governo).
Riccardo Del Brocco ha pubblicato un post chirurgico: «L’opposizione è il terreno dove si fa meglio Politica e in un momento dove non ci sono competizioni elettorali, ci corre l’obbligo di accorciare le distanze, serrare i ranghi e bonificare i pozzi». Un messaggio a forte trazione identitaria, blindato dal commento del consigliere Di Pofi e — soprattutto — dal sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini, che ha ribadito come l’opposizione seria sia «una delle migliori palestre di crescita personale e politica».
Un’incursione tutt’altro che casuale, quella di Baccarini: il tempismo, nel teatro della politica, non è mai un dettaglio. Il commento arriva sulla scia della recente intervista dell’assessore regionale Giancarlo Righini, che ha fatto esplicitamente il nome di Baccarini inserendolo nel ristretto trittico dei papabili alla presidenza della Provincia di Frosinone. Quel plauso virtuale sulle bacheche ceccanesi è stato letto da molti come un posizionamento strategico preciso.
Con chi ce l’aveva?
Ma la domanda che circola a Ceccano è un’altra: a chi erano rivolte le parole di Del Brocco sull’opposizione che suda?All’assemblea erano fisicamente presenti anche l’ex vicesindaco Federica Aceto e l’ex presidente del Consiglio Alessandro Savoni. Del Brocco sa bene di cosa parla: la sua gavetta politica è nata facendo una ferrea, lunga e a tratti solitaria opposizione ai tempi dell’amministrazione di centrosinistra — la cosiddetta Stalingrado Ciociara — prima di diventare assessore all’Ambiente e, oggi, sub commissario per il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Est. (Leggi qui: Da Stalingrado ciociara a roccaforte di patrioti).
Federica Aceto, al contrario, godeva di un’investitura blindata: era l’erede naturale, la figura su cui i vertici del Partito (l’ex primo cittadino Roberto Caligiore e l’onorevole Massimo Ruspandini) avevano scommesso. Quando ti affidano il ruolo di vicesindaco e contemporaneamente la delega alle Politiche Sociali — quella che «porta i voti» — il significato è palese: l’establishment ha già scelto che sarai tu la futura candidata a sindaco.
Liburdi: «Le parrocchie sono le nuove sezioni del Pd»
A scaldare ulteriormente il clima ha pensato il presidente del circolo di Fratelli d’Italia, Rino Liburdi, con uno strale durissimo sui social.
Con il suo stile pungente, Liburdi ha puntato il dito contro le dinamiche di alcuni ambienti cattolici locali, accusando le parrocchie di essersi trasformate in «succursali delle sezioni del PD e laboratori del radicalismo di sinistra».
Secondo la pungente analisi dell’esponente meloniano, la sinistra — avendo «abbandonato ormai da anni le fabbriche» — avrebbe individuato una nuova frontiera: «il nuovo bacino elettorale da conquistare sono le chiese, gli oratori, le processioni… che pena!». Un attacco frontale all’ingerenza del centrosinistra nei luoghi di culto, che si chiude con un appello all’impronta pastorale di Papa Leone per un auspicato «cambio di rotta della Chiesa di oggi».
Il dualismo Piroli-De Santis: voci fisiologiche
Dai banchi della maggioranza, la manovra di ricompattamento del centrodestra viene osservata con attenzione ma senza particolare panico. Eppure, all’interno dell’Amministrazione Querqui, emergono in maniera sempre più definita le prime voci di corridoio: un dualismo latente, tutto al femminile, tra la vicesindaco Mariangela De Santis e la presidente del Consiglio Emanuela Piroli. Sembra che alla De Santis non vada del tutto a genio l’eccessiva visibilità istituzionale e mediatica della Piroli.
Stiamo parlando di voci e spifferi senza conferma ufficiale. Ma chi mastica le dinamiche dei palazzi sa che, quando queste voci iniziano a circolare con tale insistenza, un fondo di verità potrebbe esserci. Parliamo di due donne che, prima della sintesi finale sul nome di Andrea Querqui, erano entrambe in primissima linea per il ruolo di primo cittadino.
Per trovare la quadra, alla De Santis furono garantiti il ruolo di vicesindaco e la delega alle Politiche Sociali: una posizione che la stessa De Santis non manca mai di difendere. In una recente intervista, ha rivendicato il suo ruolo con estrema fermezza, chiedendosi retoricamente chi altri avrebbe potuto ricoprirlo al suo posto. Una situazione di normale dialettica interna che ad oggi non dovrebbe togliere il sonno al sindaco Querqui: ma che, come sempre in politica, andrà monitorata con attenzione per evitare che le normali ambizioni si trasformino in logoramento. (Leggi qui: Vice sindaca per forza, leader per vocazione? La partita di De Santis).
Nuova Vita porta a casa due milioni di fogne
Al netto delle fisiologiche dinamiche interne, c’è un dato politico ineludibile, misurabile in calce e cemento: la civica della vicesindaco, Nuova Vita, oggi ottiene tanto. Anzi, tantissimo. Definita un tempo con un pizzico di sufficienza «lista di quartiere», Nuova Vita non ha mai avuto un feeling idilliaco con il Partito Democratico, nonostante la coabitazione nella coalizione. Eppure, lontana dalle luci della ribalta e molto pragmatica, la vicesindaco De Santis porta a casa risultati mastodontici: sono partiti i cantieri per la realizzazione delle condotte fognarie nelle zone nevralgiche per il suo elettorato — un’opera strutturale attesa da decenni, del valore di oltre 2 milioni di euro. Le fogne non si vedono, ma cambiano la vita delle persone e, politicamente, cementano il consenso in modo irreversibile.
Il paradosso politico? Quei cantieri milionari sono potuti partire grazie a uno degli ultimissimi atti formali firmati da Francesco De Angelis, leader regionale del PD e allora presidente del Consorzio Industriale ASI. La De Santis ha incassato infrastrutture vitali grazie al suo avversario naturale di coalizione.
Tuttavia, anche in questo fortino all’apparenza inscalfibile, non mancano i sussurri. Pare che al vero «guru» e padre nobile della lista Nuova Vita, Gaspare Ferri, non vadano giù alcune scelte della maggioranza: non solo la mancata condivisione preventiva, ma la scelta di merito di alcune decisioni politiche e strategiche intraprese dall’amministrazione. Dinamiche che, se confermate, dimostrerebbero come governare e accontentare tutti — anche all’interno della propria civica — sia sempre l’impresa più difficile.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse. Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link Alessioporcu.it
Source link


