Al Gaslini la cardiochirurgia del futuro con la Ross-Pears


Primo centro in Italia per la Ross-Pears e terzo in Europa per esperienza nella nuova frontiera della cura delle valvulopatie aortiche congenite

 

Gaslini e cardiochirurgia  – Il Gaslini di Genova è oggi l’unico centro italiano autorizzato a eseguire l’intervento di Ross-Pears (Personalised External Aortic Root Support), una delle più innovative tecniche cardiochirurgiche per il trattamento delle valvulopatie aortiche congenite, ed è il terzo centro europeo per esperienza in questa procedura.

Sono undici gli interventi con risultati di follow-up molto promettenti realizzati dal 2023. Tra questi anche il caso di Pietro, presentato questa mattina in Sala della Trasparenza che, insieme alla sua famiglia, ha scelto di sottoporsi all’intervento Ross-Pears tra le diverse opzioni terapeutiche proposte, privilegiando una soluzione in grado di offrire una migliore qualità di vita nel lungo periodo.

<<Le valvulopatie aortiche congenite sono alterazioni della valvola aortica presenti fin dalla nascita. La più frequente è la valvola aortica bicuspide, che interessa circa il 2% della popolazione e presenta due lembi invece dei tre normalmente presenti – spiegano dall’Istituto -. Con il passare degli anni queste anomalie possono compromettere progressivamente il funzionamento della valvola e dell’aorta, rendendo necessario un intervento chirurgico per prevenire complicanze e preservare la funzionalità del cuore>>.

Le forme più complesse possono essere trattate con l’intervento di Ross, una procedura altamente specialistica riservata a centri con grande esperienza cardiochirurgica, che utilizza la valvola polmonare del paziente per sostituire quella aortica. La Ross-Pears rappresenta l’evoluzione più avanzata di questa tecnica, perché aggiunge un supporto esterno personalizzato che aumenta la stabilità della neo-radice aortica e riduce il rischio di complicanze e reinterventi nel tempo.

“Il riconoscimento dell’Irccs Gaslini come unico centro italiano autorizzato a eseguire la tecnica Ross-Pears e terzo in Europa per esperienza è un risultato di straordinario valore per la sanità ligure e nazionale – sottolinea Massimo Nicolò, assessore alla Sanità di Regione Liguria -. È la dimostrazione concreta di come investire nell’innovazione, nella ricerca e nelle professionalità significhi offrire ai pazienti le migliori opportunità di cura, anche nei casi più complessi.

Parliamo di una procedura altamente specialistica che consente a bambini, adolescenti e giovani adulti affetti da patologie cardiache congenite di guardare al futuro con prospettive migliori, riducendo il rischio di complicanze e di ulteriori interventi. Regione Liguria continuerà a sostenere l’eccellenza del Gaslini e di tutto il Sistema sanitario ligure, affinché le nostre strutture possano continuare a essere un punto di riferimento, anche internazionale, nella ricerca, nell’innovazione e nell’assistenza, garantendo ai cittadini cure sempre più avanzate, sicure e di qualità”.

“L’introduzione della tecnica Ross-Pears al Gaslini rappresenta un risultato che nasce dal lavoro di un’équipe altamente specializzata, nella quale competenze diverse operano in modo integrato con un unico obiettivo: offrire ai bambini e ai giovani con cardiopatie congenite le migliori opportunità di cura. Un intervento di questa complessità è possibile grazie alla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, rianimatori, perfusionisti, infermieri di sala operatoria e di terapia intensiva e tutti i professionisti coinvolti nel percorso assistenziale, dalla diagnosi al follow-up. È proprio questa capacità di lavorare insieme, condividendo competenze, responsabilità e innovazione, che consente al Gaslini di essere un punto di riferimento internazionale e di trasformare i progressi della ricerca in benefici concreti per i pazienti e le loro famiglie” ha dichiarato Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Istituto Giannina Gaslini.

“Con la Ross-Pears non stiamo semplicemente sostituendo una valvola cardiaca: stiamo offrendo ai nostri pazienti, spesso bambini, adolescenti e giovani adulti, la possibilità di vivere una vita il più possibile normale. Questa tecnica rappresenta oggi l’evoluzione più avanzata dell’intervento di Ross perché, oltre a utilizzare una valvola costituita dal tessuto del paziente stesso, aggiunge un supporto esterno personalizzato che protegge la neo-radice aortica dalla dilatazione nel tempo. Il risultato è una maggiore durata della correzione, un minor rischio di complicanze e di futuri reinterventi, senza la necessità di una terapia anticoagulante per tutta la vita. Significa non solo curare una malformazione cardiaca, ma offrire ai nostri pazienti una prospettiva di vita più lunga, più sicura e più libera” spiega Guido Michielon, direttore della Cardiochirurgia dell’Istituto Gaslini.

Dal luglio 2023 a oggi la Cardiochirurgia dell’Istituto ha già eseguito 11 interventi di Ross-Pears in altrettanti pazienti, con un’età media di 18 anni (range 11-41 anni). I risultati del follow-up, fino a tre anni dall’intervento, sono molto promettenti, con ottima funzione della neo-valvola aortica e stabilità della neo-radice aortica e dell’aorta ascendente.

Nei prossimi due anni sono previsti altri 12 interventi, con un incremento progressivo di questa procedura, destinata a diffondersi sempre più nel prossimo futuro.

“Per il cardiologo il valore di questa tecnica non si esaurisce in sala operatoria. La maggiore stabilità della neo-radice aortica consente di seguire il paziente nel tempo con prospettive molto favorevoli, riducendo il rischio di progressione della dilatazione e la probabilità di dover affrontare nuovi interventi. Questo significa garantire ai ragazzi e ai giovani adulti una migliore qualità di vita e un percorso di follow-up più sereno, con l’obiettivo di preservare nel tempo il risultato ottenuto dalla chirurgia. Inoltre, nei casi in cui il quadro clinico lo consente, la tecnica Ross-Pears può favorire il ritorno all’attività sportiva, un’opportunità di particolare valore, considerando che la maggior parte dei pazienti è costituita da ragazzi e giovani adulti” aggiunge Gianluca Trocchio, dirigente medico della Cardiologia dell’Istituto Gaslini.

“Quando ci hanno prospettato le diverse possibilità, Pietro ha capito che la Ross-Pears, pur essendo un intervento più complesso e con maggiori rischi, era quella che gli dava la prospettiva di poter guardare avanti con più serenità. Le altre strade avrebbero significato, nel corso della sua vita, dover tornare spesso in ospedale, affrontare controlli continui e nuovi interventi. Pietro ha scelto questa strada perché voleva avere la possibilità di vivere il più possibile una vita normale. Da genitori siamo profondamente grati al Gaslini per tutto quello che è stato fatto. Siamo stati presi in carico fin dal primo giorno di vita di Pietro e, dopo 17 anni, abbiamo ritrovato lo stesso impegno, la stessa competenza e la stessa attenzione – hanno commentato Piergino Bo e Laura Scanavino, genitori di Pietro -.

Grazie al dottor Guido Michielon, che ha scelto di tornare a lavorare in Italia portando la sua esperienza al Gaslini, per aver operato Pietro e per averci dato un’alternativa; grazie al cardiologo Gianluca Trocchio, che ci ha seguito in questi anni, ai cardiochirurghi Alfredo Virgone, che ci ha accompagnato durante la degenza, e Giuseppe Ferro e a tutto lo staff della Cardiochirurgia. Un grazie speciale anche a tutti i professionisti che si sono presi cura di noi: gli anestesisti, gli infermieri, gli oss, i fisioterapisti, le segretarie e tutto il personale dell’Istituto. Ognuno, con il proprio lavoro, ci ha aiutato a scalare questa montagna un passo alla volta. Per noi siete un esempio concreto di buona sanità italiana”.

Come funziona la Ross-Pears

La Ross-Pears rappresenta l’evoluzione dell’intervento di Ross, una procedura cardiochirurgica che sostituisce la valvola aortica malata con la valvola polmonare dello stesso paziente. La radice polmonare viene trasferita in sede aortica, dove diventa la nuova valvola aortica del paziente, mentre la valvola polmonare viene sostituita con un condotto valvolato che consente di ripristinare il normale flusso sanguigno verso i polmoni. Il principale vantaggio di questa tecnica è l’utilizzo di tessuto autologo, cioè dello stesso paziente, che garantisce una migliore integrazione biologica e consente di evitare l’impianto di una protesi valvolare e la necessità di una terapia anticoagulante permanente.

La vera innovazione della Ross-Pears è l’aggiunta di un supporto esterno personalizzato (Pears), progettato sulla base della ricostruzione tridimensionale della radice polmonare ottenuta mediante angio-TC. Realizzato in un materiale poroso di polietilene biocompatibile, il dispositivo viene impiantato durante l’intervento e avvolge la neo-radice aortica, l’anulus aortico e l’aorta ascendente, fornendo un sostegno stabile e duraturo.

Questo supporto ha un obiettivo preciso: prevenire la progressiva dilatazione della radice polmonare dopo il suo trasferimento in posizione aortica, una complicanza che può manifestarsi anche a distanza di anni, favorendo la comparsa di aneurismi, compromettendo il corretto funzionamento della neo-valvola e rendendo necessario un nuovo intervento chirurgico. Grazie a questo rinforzo “su misura”, la Ross-Pears punta a rendere il risultato dell’intervento più stabile nel tempo, riducendo il rischio di complicanze e di futuri reinterventi.

 

G. D.




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