Rocca è di parola: la Casa di Comunità a Ceccano è realtà

Fine delle chiacchiere, inizio della sostanza: nella spietata arena della politica arriva un momento in cui le piazze si svuotano, i megafoni si spengono, i riflettori si abbassano ed a parlare restano unicamente i timbri del protocollo. È in quel momento che si misura la reale caratura di un’Amministrazione e lo spessore di chi la guida. Nel caso della vertenza sanitaria di Ceccano che ha arroventato l’intera estate tra Regione di centrodestra e Comune di centrosinistra, il momento della verità porta la data del 5 agosto 2026. Ed è un momento che consegna agli archivi una vittoria politica e amministrativa netta per il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e per i ceccanesi: la promessa è stata mantenuta.

Il peso dei fatti

Francesco Rocca (Foto: Regione Lazio Press Service)

Durante il Consiglio Regionale straordinario di fine luglio, Rocca aveva preso la parola sfidando a viso aperto le interruzioni e le polemiche della minoranza. Aveva tracciato una linea chiara, assumendo un impegno solenne davanti al territorio: Ceccano avrebbe avuto la sua Casa della Comunità. (Leggi qui: La promessa di Rocca ferma la protesta: Ceccano sospende il presidio e aspetta).

In molti avevano bollato quelle rassicurazioni come un classico esercizio di tatticismo politico per disinnescare la protesta e prendere tempo. Si sbagliavano di grosso. Mentre fuori infuriava la battaglia della comunicazione, la macchina amministrativa della Pisana era già al lavoro. A fari spenti ed a ritmi serrati. In barba all’estate, ai giorni di fine luglio già cerchiati in rosso con il pennarello delle ferie, gli uffici già semivuoti. Ad un’intensità del motore che oggi ribalta completamente la narrazione disfattista tenuta dal Comune di Ceccano nelle scorse settimane. Rocca non si è limitato a difendere l’operato della sua Giunta: ha imposto un duro pragmatismo.

Il documento: l’Hub è ufficiale e i fondi ci sono

A trasformare la promessa politica in realtà amministrativa è l’atto ufficiale della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, con data 5 agosto 2026. L’oggetto del documento spedito ai vertici dell’ASL di Frosinone è cristallino e non ammette repliche: «Riscontro richiesta riconversione della Casa della Salute di Ceccano in Casa della Comunità HUB».

Nel testo, firmato dai massimi dirigenti regionali tra cui il Direttore Andrea Urbani, si «conferma la possibilità di riconvertire la Casa della Salute di Ceccano in Casa della Comunità HUB», nel totale rispetto della coerenza funzionale, operativa e tecnologica richiesta dal DM 77/2022.

Ma l’azione della Giunta Rocca va ben oltre la semplice «benedizione» burocratica. Il documento entra chirurgicamente nel merito finanziario e progettuale: la Regione conferma la possibilità di procedere a una «congrua rimodulazione dell’importo» economico destinato all’opera e chiede formalmente alla ASL l’invio della «progettualità da porre a base di gara all’attenzione del Nucleo di Valutazione Regionale». Significa, in termini pratici, che le coperture finanziarie ci sono e che l’iter per far partire le gare e i cantieri è stato ufficialmente sbloccato.

«Fatti contro chiacchiere»

Massimo Ruspandini con Daniele Maura

Ad intervenire pubblicamente sulla vicenda sono stati subito il deputato Massimo Ruspandini con i consiglieri regionali Daniele Maura e Alessia Savo. Hanno scelto una linea comunicativa compatta, annunciando all’unisono che «la Casa della Comunità Hub diventa realtà» e rivendicando l’impegno mantenuto dalla Regione Lazio, contrapponendo esplicitamente i fatti del centrodestra alle chiacchiere della sinistra.

C’è un ulteriore elemento, umano e strutturale, che va sottolineato. Il servizio che andrà a sostituire l’ex Presidio Ambulatoriale di Territorio finalmente riparte: ed è indubbiamente una buona notizia. Ma chi ha risposto «presente» alla manifestazione d’interesse della ASL per coprire i turni? Ad accettare l’incarico, tenendo di fatto in piedi la continuità assistenziale, sono stati per la maggior parte medici già in pensione. Dottori giovani e disponibili non se ne sono trovati. Non si trovano più in tutta l’Italia. Il Lazio ha trovato la soluzione con un’intuizione del presidente Francesco Rocca e del DG Arturo Cavaliere, benedetto dal vicepresidente della fondazione Tor Vergata Gabriele Picano: un accordo con le facoltà di Medicina di Tor Vergata e di Tirana. In base al quale gli specializzandi dell’ultimo anno verranno nel Lazio a fare pratica.

Foto: Vince Paolo Gerace © Imagoeconomica

Nel frattempo, si parte con i medici esperti che erano andati in pensione. Ma hanno il vantaggio di conoscere bene molta parte della popolazione. La riattivazione del servizio fabraterno è una vittoria per i cittadini, certo, ma ha rischiato di saltare per una cronica carenza che con il Lazio ha nulla da spartire. È l’intero sistema pubblico ad essere strutturalmente a corto di ossigeno.

La trincea del sindaco e la vittoria dei ceccanesi

È stata una battaglia lunga e logorante. Una mobilitazione che ha visto il sindaco Andrea Querqui in prima linea, in vera e propria trincea, a difendere il diritto alla salute del territorio con un presidio permanente portato avanti sotto i 40 gradi dell’estate. Inutile e pretestuoso, secondo Rocca. Forse. Ma astuto sul piano mediatico.

Per settimane lo scenario è stato: la Regione che assicurava l’imminente via libera ai lavori su Ceccano rivendicando di avere salvato una struttura che il centrosinistra di Zingaretti aveva soppresso. E sull’altro fronte il sindaco di Ceccano che ribatteva: va bene, ci credo ma fatemi vedere la carta. L’obiettivo politico dichiarato dal primo cittadino era esattamente questo sin dal primo giorno: chiedere che la Casa della Salute venisse formalmente riconvertita in Casa della Comunità per blindare i servizi.

Andrea Querqui con Alessia Savo

Ora che il Governatore Rocca, attraverso i documenti ufficiali della Regione, ha dato seguito a questa precisa richiesta cristallizzando l’impegno e sbloccando l’iter, si può trarre il bilancio definitivo: a vincere questa complessa partita sono stati, senza dubbio, i ceccanesi.

Il dibattito pubblico oggi si nutre di dirette, post e video social: con l’atto prodotto oggi invece la Regione Lazio restituisce dignità all’azione istituzionale. Il Presidente Rocca ha dimostrato con i fatti che si può governare una crisi complessa senza farsi dettare l’agenda dai sit-in ma rispondendo con la forza silenziosa e inoppugnabile delle carte scritte.

La riconversione del presidio di Ceccano in un vero e proprio Hub sociosanitario non è più un’ipotesi, uno slogan o una speranza: è un percorso amministrativo tracciato nero su bianco. Le chiacchiere stanno a zero, oggi contano i fatti. E i fatti portano la firma della Regione Lazio.


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