Alcuni ex amministratori e componenti del collegio sindacale della Sogas, la società che gestiva l’aeroporto di Reggio Calabria, dovranno risarcire in solido la curatela fallimentare per 12,3 milioni, oltre agli interessi legali. Lo hanno deciso i giudici del tribunale di Catanzaro. Su richiesta del curatore, Maria Martino, infatti, la sezione del Tribunale specializzata in materia di impresa, presieduta dal giudice Adele Ferraro, ha accolto le ragioni dell’avvocato Donato Patera che ha assistito il Fallimento Sogas. La curatela ha provato «gravi condotte di mala gestio tenute dagli amministratori ai danni della società». La crisi finanziaria della società sarebbe stata evidente già dal 2011, ma sarebbe stata celata attraverso «bilanci non veritieri», la sopravvalutazione dei crediti e la mancata costituzione di adeguati fondi rischi. La prosecuzione dell’attività, nonostante la perdita del capitale sociale, avrebbe così aggravato il dissesto fino al fallimento dichiarato con cinque anni di ritardo. Gli amministratori, secondo l’accusa, avrebbero disatteso le raccomandazioni e le segnalazioni del collegio sindacale. Alcuni componenti di quest’organo sono destinatari per provvedimento di risarcimento danni perché avrebbero concorso nell’illecito civile degli amministratori per omesso esercizio dei poteri-doveri di controllo loro attribuiti dalla legge: non avrebbero dovuto limitarsi, infatti, alla richiesta di chiarimenti al cda della Sogas ma dovevano pretendere dallo stesso le cosiddette «azioni correttive necessarie». Sono stati condannati, quindi, in solido il presidente del Cda Carlo Alberto Porcino e i componenti del consiglio di amministrazione Vincenzo Calarco, Antonio Barrile, Luca Maio, Tommaso Cotronei e Domenica Catalfamo. Quest0ultima è assessore in carica a Reggio Calabria, è stata assessore regionale e soprattutto è la cugina del sindaco Cannizzaro.
LA NOTA DI FEDERICA DIENI: “CATALFAMO SI DIMETTA O CANNIZZARO LE TOLGA LE DELEGHE”
«Non ho atteso la sentenza di oggi per denunciare quanto stava accadendo alla Sogas e all’Aeroporto dello Stretto. Lo feci mentre la crisi era ancora in corso, quando lo scalo perdeva voli, passeggeri e prospettive e gran parte della politica reggina preferiva minimizzare o tacere».
Lo afferma Federica Dieni, già parlamentare, commentando la sentenza civile pronunciata dal Tribunale di Catanzaro sulla gestione della società aeroportuale reggina.
«Già nel 2015 – ricorda Dieni – chiesi pubblicamente l’allontanamento dei vertici della Sogas, denunciando una gestione che aveva condotto l’aeroporto sull’orlo del baratro. Nel dicembre 2016 sollecitai espressamente l’intervento della magistratura affinché facesse luce sui compensi dei manager e accertasse le eventuali responsabilità legate al fallimento della società e al declino dello scalo. Nel 2017 chiesi inoltre che gli ex amministratori restituissero le somme eventualmente percepite senza titolo».
«Le mie denunce, dunque, non nascono oggi, quando sarebbe facile prendere le distanze. Risalgono agli anni in cui quella gestione produceva i suoi effetti e il territorio ne pagava direttamente le conseguenze».
Secondo quanto riportato dalla stampa, la sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Catanzaro ha condannato in solido alcuni ex amministratori e componenti del collegio sindacale della Sogas al risarcimento complessivo di 12,3 milioni di euro, oltre agli interessi, in favore della curatela fallimentare.

Tra gli ex componenti del consiglio di amministrazione destinatari della condanna figura anche Domenica Catalfamo, oggi assessore del Comune di Reggio Calabria.
«La sentenza non è definitiva e potrà essere impugnata. Il diritto di difesa deve essere pienamente rispettato. Ciò non impedisce, tuttavia, di formulare fin da ora una valutazione politica su una decisione di tale portata».
«Per questa ragione – prosegue l’ex parlamentare – Domenica Catalfamo deve dimettersi dall’incarico di assessore. Qualora non lo faccia spontaneamente, il sindaco Francesco Cannizzaro deve revocarle le deleghe. Diversamente, sarà lui ad assumersi davanti alla città la responsabilità politica della sua permanenza in Giunta».
Dieni richiama anche il contesto politico nel quale maturò la crisi della società aeroportuale.
«In quegli anni la Provincia di Reggio Calabria, azionista pubblico di riferimento della Sogas, era guidata da Giuseppe Raffa e Francesco Cannizzaro sedeva nel Consiglio provinciale all’interno della maggioranza che sosteneva quella amministrazione. Sul piano politico, dunque, quella stagione non è estranea né a Raffa né a Cannizzaro. Gli indirizzi e le scelte assunti dalla Provincia nei confronti della società appartengono alla responsabilità politica di quella maggioranza».
«Proprio per questo Cannizzaro avrebbe dovuto usare particolare prudenza nella composizione della propria Giunta. La nomina di Catalfamo è stata una sua scelta politica e oggi spetta a lui trarne le conseguenze».
«Non si tratta di sostituirsi ai giudici o di presentare come definitiva una decisione che non lo è. Si tratta di difendere la credibilità delle istituzioni e di riconoscere che la responsabilità politica ha tempi e criteri diversi da quella giudiziaria».
«Spetterà alla curatela utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge per ottenere il pagamento delle somme riconosciute dal Tribunale, ferme restando le eventuali impugnazioni e le decisioni dei successivi gradi di giudizio».
«Reggio Calabria – conclude Federica Dieni – ha pagato per anni il fallimento della Sogas, l’indebolimento dell’aeroporto e l’incertezza vissuta dai lavoratori e dall’intero territorio. La giustizia continuerà a fare il proprio corso. La politica, invece, deve assumersi subito le proprie responsabilità: Catalfamo si dimetta e, qualora non lo faccia, Cannizzaro le revochi le deleghe».
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