Amoris laetitia, in ascolto delle fragilità delle famiglie evitando giudizi affrettati


Quarta giornata in Vaticano per condividere, a dieci anni dall’esortazione apostolica, esperienze di accompagnamento pastorale a livello globale. La teologa americana Rubio: “Rilanciare il matrimonio come unione intima orientata alla crescita nell’amore e nella giustizia, che non richiede la perfezione”. Il cardinale filippino David: “Non limitarsi a chiedersi quanto le famiglie siano vicine all’ideale, ma anche quanto la Chiesa sia disposta ad avvicinarsi nelle loro reali difficoltà”

Antonella Palermo – Città del Vaticano

“Di fronte alle fragilità vissute dalle famiglie, Amoris laetitia ci ha invitato a dare priorità all’ascolto, a evitare giudizi affrettati e a lasciarci sorprendere dall’azione della grazia di Dio nella vita delle persone”. Così il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in apertura della quinta giornata dell’incontro, in corso in Vaticano, sulla esortazione apostolica Amoris laetitia dieci anni dopo la pubblicazione. La professoressa Julie Hanlon Rubio, docente di Etica sociale cristiana alla Jesuit School of Theology della Santa Clara University di Berkeley, sottolinea che “la Chiesa può offrire una visione stimolante del matrimonio come un’unione intima orientata alla crescita nell’amore e nella giustizia, che non richiede la perfezione”. Il cardinale Pablo Virgilio Siongco David, vescovo di Kalookan, nelle Filippine, offre il racconto di una esperienza pastorale decisiva che ha portato negli anni a evitare stigmatizzazioni semplicistiche sulla famiglia facendo affiorare il Vangelo proprio nelle fragilità.

I dati: tendenza globale all’allontanamento dal matrimonio

La riflessione della teologa parte da una serie di dati sulla scelta del matrimonio oggi, comparati con quelli di alcuni decenni fa. Siamo di fronte a un’evidente accelerazione della tendenza globale all’allontanamento dal matrimonio, dalle Filippine alla Polonia, dall’Argentina al Sudafrica, dagli Stati Uniti al Giappone. La percentuale di adulti che non si non si è mai sposata, precisa Rubio, continuerà a crescere. In particolare, i cattolici statunitensi oggi si sposano in numero inferiore rispetto a cinquant’anni fa e solo un quarto di essi celebra il matrimonio in Chiesa. Anche i tassi di fertilità sono in calo ovunque, inclusi in Paesi come Kenya, Ucraina e India. In diminuzione anche i battesimi, circa un terzo rispetto agli anni ’90. La questione è che “i matrimoni di oggi – argomenta la professoressa americana – sono più reciproci e appaganti, ma anche più ambiziosi, meno fecondi e più fragili”. Quando l’amore è essenziale per il matrimonio, spiega, è più difficile trovare un partner adatto. Alcune donne rifiutano questo percorso di vita, scoraggiate da un quadro intorno fatto di unioni coniugali in cui l’infedeltà e la violenza domestica sono all’ordine del giorno. Si generano dunque forti perplessità in cui si annida anche il senso di impreparazione alla genitorialità: sotto questo aspetto, si rimanda la scelta di avere figli salvo poi scoprire che il momento giusto per crescere dei figli è ormai passato.

“La Chiesa risponda con la sua visione avvincente”

Rubio mette in risalto un tema cruciale della contemporaneità: “Le coppie tendono a rimanere isolate nelle loro difficoltà”. È un fatto che emerge anche dagli elevati divorzi in età avanzata. Il tema su cui dunque è urgente insistere, secondo la relatrice, è rimotivare le coppie a “guardare verso l’esterno”, cosa oggi sempre più difficile da trovare. In questo senso, la teologia cattolica può offrire la chiave di volta: un’unione intima impegnata in qualcosa di più grande. “In questo momento, il mondo ha bisogno che la Chiesa risponda alla fragilità del matrimonio con la sua visione avvincente”, afferma Rubio ricordando che per lo stesso Papa Francesco ‘il fatto che l’amore sia imperfetto non significa che sia falso o irreale’. E anche Magnifica humanitas è esplicita su questo punto: la fragilità umana non è un problema da risolvere, ma un elemento fondamentale della nostra umanità da integrare.

In ascolto delle storie concrete, nelle loro reali difficoltà

Il cardinale Pablo Virgilio Siongco David, dalle Filippine, illustra alcune situazioni relativamente alla realtà della sua Diocesi di Kalookan. E lo fa con un intervento a tratti toccante, portando esempi concreti di come Amoris laetitia abbia aiutato nel comprendere una cosa fondamentale: che non bisogna limitarsi a “chiedersi quanto le famiglie siano vicine all’ideale, ma anche quanto la Chiesa sia disposta ad avvicinarsi alle famiglie nelle loro reali difficoltà”. “L’accompagnamento, quindi, non è semplicemente ciò che un sacerdote o un operatore pastorale fa per una famiglia. È ciò che la comunità cristiana impara gradualmente a diventare attorno a quella famiglia”, sottolinea il porporato. È accaduto, racconta, con le Stazioni Missionarie, per esempio, un modo di evangelizzare in contesti particolarmente dolorosi in cui la vita familiare può essere compromessa da povertà, migrazione, violenza, dipendenza, detenzione, ingiustizia e dal lavoro precario. Realtà che “possono limitare gravemente la libertà delle persone e la loro capacità persino di avvicinarsi all’ideale cristiano di vita familiare”, afferma il cardinale.

Superare le classificazioni basate sull’ideale di famiglia

“Ecco perché Amoris laetitia è stata così importante per noi. Non ci chiede di abbandonare l’ideale. Ci chiede di accompagnare persone reali”, sottolinea. “Ci ha fornito un linguaggio per esprimere ciò che stavamo già imparando a livello pastorale: discernere situazioni concrete piuttosto che partire da classificazioni, accompagnare una crescita graduale e confidare che la grazia possa già essere all’opera anche in vite e relazioni segnate dalla debolezza e dall’incompletezza”. Una vera e propria “lezione pastorale”, insomma, soprattutto nell’area metropolitana di Manila ricompresa nel territorio della Diocesi, dove la povertà delle famiglie può favorire un forte isolamento e dove a peggiorare le situazioni è la diffusione di droghe e tossicodipendenti. Mettendosi in ascolto di esperienze ‘limite’, la Chiesa ha appreso che “ciò che a prima vista ci appare come una famiglia irresponsabile o disfunzionale può assumere un aspetto molto diverso quando entriamo in casa e ascoltiamo la sua storia”.


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