C’è una scena de L’allenatore nel pallone che, più di ogni altra, è rimasta impressa nell’immaginario collettivo. Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi, riesce nell’impresa di salvare la Longobarda dalla retrocessione. È il trionfo dell’uomo semplice contro ogni pronostico. I tifosi lo portano in spalla, lo acclamano come un eroe e, nel pieno dell’entusiasmo, due gemelli gli strizzano i testicoli mentre lui urla disperato.
Durante l’ultimo Consiglio comunale di Paola, quello del 31 luglio 2026, dai banchi della minoranza quel film è stato evocato per descrivere il clima politico cittadino. E la frase scelta come titolo di questo editoriale – “Mi avete preso per un coglione” – sintetizza meglio di qualsiasi verbale il sentimento che rischia di maturare tra molti cittadini quando assistono a una politica che sembra parlare molto di equilibri interni e poco delle questioni quotidiane. Perché, mentre la politica discute di assetti e rapporti di forza, fuori dall’aula continuano a esserci problemi concreti che attendono risposte.
La maggioranza tra equilibri precari e deleghe che pesano
Una maggioranza dovrebbe trasmettere compattezza. O quantomeno dare l’impressione di avere una direzione comune. Le tensioni emerse tra due gruppi afferenti a due ex candidati a sindaco oggigiorno gregari del primo cittadino quater, sebbene lo abbiano portato in trionfo come i gemelli hanno fatto con Oronzo Canà, raccontano invece una realtà diversa. Sul tavolo ci sarebbero le deleghe assessorili e una distribuzione che, secondo le critiche politiche, non rispecchierebbe il peso elettorale espresso dalle urne un anno fa. Naturalmente si tratta di dinamiche tutte interne alla coalizione. Ma quando una parte significativa del dibattito politico ruota attorno agli equilibri tra correnti, il rischio è che i cittadini abbiano la sensazione di assistere più a una partita interna che all’amministrazione della città. Le differenze politiche sono fisiologiche. Meno fisiologico diventa il fatto che, dopo un anno di governo, continuino a rappresentare uno degli argomenti principali del confronto pubblico.
Forza Italia e quella rappresentanza che ancora aspetta una risposta
Anche uno dei partiti rappresentati in maggioranza sembra continuare ad attraversare una fase di confusione. Secondo quanto emerso nel dibattito politico cittadino, resta aperta la questione della rappresentanza locale della creatura nata nel 1994 su impulso di Silvio Berlusconi, mentre dal segretario provinciale Gianluca Gallo non sarebbe ancora arrivata una posizione definitiva. Nel frattempo si è consumato uno scontro tra un tesserato e un capostruttura riconducibile a un esponente regionale proprio sull’organizzazione del movimento a Paola. La vicenda, al di là dei protagonisti, pone un interrogativo politico più ampio: quanto incidono le dinamiche di partito sull’azione amministrativa? Perché se il dibattito resta confinato nelle sedi politiche è fisiologia democratica. Se invece finisce per riflettersi sulle scelte amministrative, allora diventa inevitabilmente un tema che interessa l’intera comunità.
Lungomare: mostrare i progetti non dovrebbe essere un problema
Tra le richieste avanzate nel corso del Consiglio emerge un principio semplice: trasparenza. Il lungomare rappresenta uno dei simboli della città e ogni intervento che lo riguarda dovrebbe essere facilmente consultabile dai cittadini. La domanda è altrettanto semplice:
- quale progetto è stato approvato?
- è stato realizzato integralmente?
- ci sono state modifiche rispetto alle previsioni iniziali?
Sono quesiti legittimi. Così come appare condivisibile l’auspicio che, per future operazioni di perequazione urbanistica, si ricorra a manifestazioni di interesse pubbliche capaci di garantire la massima partecipazione e concorrenza. Nel frattempo qualcuno osserva con ironia come il lungomare, nato per essere il principale biglietto da visita turistico della città, sembri oggi caratterizzato soprattutto da eventi di carattere religioso. Nulla contro tali iniziative, naturalmente, ma una località turistica ha bisogno di un’offerta capace di parlare anche a chi sceglie Paola per trascorrere le proprie vacanze.
Lavori sotto l’Agip: conoscere gli atti significa evitare dubbi
La trasparenza torna centrale anche riguardo ai lavori nella zona dell’Agip. L’interrogativo politico posto è preciso. Sarebbe opportuno rendere pubblica tutta la documentazione amministrativa relativa all’intervento, compresi eventuali accordi con soggetti privati e il capitolato d’appalto. Una richiesta che nasce anche dall’esperienza maturata in altre aree cittadine, come via Cristoforo Colombo e via Nazionale, dove vicende legate agli spazi interessati dai lavori pubblici hanno alimentato discussioni e polemiche. Quando si utilizzano risorse pubbliche, la conoscibilità degli atti non dovrebbe essere vista come un favore concesso all’opposizione, ma come uno strumento ordinario di garanzia per tutta la cittadinanza.
Viale Charitas e le domande sui fondi PNRR
Altro tema affrontato riguarda gli interventi su Viale Charitas. Anche in questo caso le richieste ruotano attorno alla possibilità di consultare:
- il progetto originario;
- il finanziamento utilizzato;
- eventuali varianti intervenute durante l’esecuzione;
- le procedure adottate per realizzare nuove bretelle di collegamento.
Nel dibattito è stata inoltre richiamata una strada recentemente spianata che attraverserebbe terreni privati. Da qui nasce un ulteriore interrogativo politico: esistono accordi che possano essere resi pubblici? Si tratta di un’opera pubblica o privata? Quali autorizzazioni sono state rilasciate? Domande che assumono particolare rilievo quando vengono richiamati fondi riconducibili al PNRR, strumenti che richiedono procedure rigorose e livelli elevati di trasparenza amministrativa.
Estate, turismo e quei 90 giorni che non si improvvisano
Il turismo continua a rappresentare una delle grandi occasioni mancate. Secondo quanto richiamato durante il dibattito, il calendario estivo sarebbe stato programmato con 28.000 euro, mentre in più occasioni sarebbe stato evidenziato come il capitolo di bilancio alimentato dalla tassa di soggiorno disponga di risorse ben più consistenti. Da qui la domanda politica. Come sono stati investiti quei fondi? Perché l’estate dura circa novanta giorni. Due eventi, per quanto riusciti, difficilmente possono rappresentare una strategia turistica. La promozione di una città non si costruisce con appuntamenti isolati, ma attraverso una programmazione continua, capace di coinvolgere operatori economici, associazioni e visitatori. Il rischio, altrimenti, è che la cosiddetta desertificazione turistica continui ad alimentare un circolo vizioso: meno eventi, meno presenze; meno presenze, meno investimenti.
Acqua: la pazienza dei cittadini ha un limite
C’è poi una questione che supera qualsiasi appartenenza politica. L’acqua. Un anno fa erano state annunciate soluzioni rapide. Oggi, secondo quanto denunciato nel dibattito consiliare, molte famiglie continuano a fare i conti con disservizi e interruzioni dell’erogazione. È probabilmente questo il punto che interessa maggiormente ai cittadini. Le persone possono anche non seguire le dinamiche tra correnti, non conoscere gli equilibri dei partiti e ignorare le schermaglie tra maggioranza e opposizione. Ma quando aprono il rubinetto e l’acqua non arriva, allora la politica entra direttamente nelle case. Ed è lì che si misura davvero l’efficacia di un’amministrazione.
La trasparenza come risposta alle polemiche – Le richieste avanzate nel corso del Consiglio sembrano convergere tutte verso un’unica esigenza: rendere accessibili gli atti. Progetti, accordi, capitolati, autorizzazioni, varianti, finanziamenti. La pubblicazione sistematica di questa documentazione consentirebbe di ridurre polemiche, interpretazioni e sospetti. La trasparenza, infatti, non serve soltanto all’opposizione per esercitare il controllo politico. Serve soprattutto ai cittadini, che finanziano ogni opera pubblica attraverso le proprie imposte e hanno il diritto di conoscere come vengono impiegate le risorse della collettività. Il Consiglio comunale del 31 luglio ha lasciato un’impressione precisa.
Da una parte una maggioranza impegnata a gestire equilibri politici tutt’altro che semplici. Dall’altra un’opposizione che ha concentrato il proprio intervento soprattutto sulla richiesta di maggiore trasparenza riguardo ai principali interventi amministrativi della città. Tra deleghe, partiti, lungomare, lavori pubblici, turismo e crisi idrica, il filo conduttore resta sempre lo stesso: i cittadini chiedono di vedere gli atti, comprendere le scelte e valutare i risultati. Perché la fiducia nelle istituzioni non si costruisce con gli slogan né con le tifoserie. Si costruisce mostrando documenti, spiegando decisioni e accettando il confronto pubblico. Altrimenti, il rischio è che la battuta cinematografica evocata in aula smetta di essere soltanto una citazione ironica e diventi, agli occhi di molti contribuenti, il riassunto amaro di un’intera stagione politica.
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