Sono molte le particolarità enologiche di una grande regione come l’Emilia-Romagna: si passa dai rossi frizzanti e gastronomici dell’Emilia ai vini bianchi e passiti di grande fascino della Romagna, che nascono fra colline dolci, castelli, borghi medievali e filari. Ecco, allora, quali sono i principali vini tipici dell’Emilia-Romagna e come abbinarli al cibo.
Colli Bolognesi Pignoletto DOCG
Prodotto principalmente dal vitigno Grechetto Gentile (storicamente chiamato Pignoletto), racconta la doppia anima del territorio: da un lato la tradizione contadina dei vini frizzanti, dall’altro la crescente ricerca di bianchi fermi di qualità gastronomica. La zona di produzione si estende sui rilievi collinari a sud-ovest di Bologna: tra i comuni più vocati Monteveglio, Zola Predosa, Monte San Pietro, Castello di Serravalle e Sasso Marconi.
Il Colli Bolognesi Pignoletto DOCG si adatta a ogni tipo di tavola ed è perfetto con:
- Antipasti emiliani: crescentine e tigelle accompagnate da mortadella, prosciutto crudo, coppa e salumi misti, soprattutto nella versione frizzante.
- Primi piatti: la versione ferma si abbina bene a tortellini in brodo, tortelloni di ricotta ed erbette, lasagne alla bolognese.
- Piatti di pesce: ottimo con il pesce dell’Adriatico, in particolare antipasti di mare, fritti misti e grigliate.
- Cucina vegetariana: accompagna torte salate, verdure gratinate, insalate ricche, primi a base di verdure di stagione.
Lambrusco di Sorbara DOC
In questo particolare Lambrusco prevale eleganza, finezza aromatica e una spiccata acidità, con un profilo che ricorda i rosati gastronomici e le bollicine di carattere. La denominazione interessa in particolare i comuni di Sorbara e Bomporto, con suoli sciolti e sabbiosi, spesso soggetti a nebbie autunnali e inverni freddi, che contribuiscono a preservare l’acidità delle uve.
Le versioni più diffuse sono il frizzante e lo spumante, ottenuti con rifermentazione in autoclave (metodo Charmat) o in interpretazioni artigianali. Questo vino si abbina perfettamente a:
- Salumi e gnocco fritto: abbinamento classico con salame, coppa, culatello, mortadella e gnocco fritto.
- Primi piatti ricchi: perfetto con tortellini alla panna, lasagne, tagliatelle al ragù, anolini e paste ripiene in genere.
- Piatti di maiale: zampone, cotechino, salumi cotti e secondi di maiale trovano nel Sorbara un abbinamento perfetto.
Colli di Parma DOC
Questa provincia è famosa in tutto il mondo per il prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano, tra i formaggi tipici dell’Emilia-Romagna. Tuttavia, qui si produce anche ottimo vino: la denominazione Colli di Parma DOC si estende sulle colline a sud della città, tra i 200 e i 500 metri di altitudine, comprendendo comuni come Langhirano, Felino, Lesignano de’ Bagni, Traversetolo e altri centri a forte vocazione agricola.
In particolare, qui si coltiva Malvasia (bianco fermo o frizzante), Sauvignon, Barbera e Bonarda. Inoltre, questo vino trova la sua massima espressione con:
- Prosciutto di Parma e salumi: le Malvasie frizzanti o semisecchi sono ideali con il Prosciutto di Parma affettato sottile, mentre i rossi frizzanti (Barbera-Bonarda) esaltano salame di Felino e coppe.
- Parmigiano Reggiano: con stagionature medio-lunghe si può scegliere una Malvasia secca di buona struttura o un rosso fermo dei Colli di Parma, in base all’intensità del formaggio.
- Paste tradizionali: anolini in brodo, tortelli d’erbetta, tortelli di zucca e di patate si abbinano bene sia con i bianchi di buona freschezza sia con rossi leggeri.
- Cucina di carne: arrosti, bolliti misti e secondi di maiale trovano nei rossi dei Colli di Parma accompagnamenti equilibrati.
Reggiano DOC
La Reggiano DOC è una delle denominazioni più estese e storiche dell’Emilia centrale, legata in modo particolare al mondo dei Lambrusco, ma non solo. La zona di produzione comprende la fascia pianeggiante e collinare della provincia di Reggio Emilia, con terreni che vanno dalle argille pesanti ai suoli più sciolti. Sotto questa denominazione si trovano:
- Reggiano Lambrusco: colore rosso rubino con spuma vivace; profumi di ciliegia, mora, viola; gusto secco o amabile, con piacevoli bollicine.
- Reggiano Rosso: può essere fermo o frizzante, da Lambrusco e altri vitigni, con corpo medio e tannino morbido.
- Versioni amabili o dolci: ideali per chi cerca vini più morbidi, spesso abbinati a dessert secchi o a fine pasto.
I vini della Reggiano DOC sono nati per accompagnare la cucina di casa, e quindi è perfetto in abbinamento con:
- Erbazzone e torte salate: il classico erbazzone reggiano, a base di bietole, parmigiano e pasta sfoglia.
- Paste ripiene: cappelletti, tortelli verdi, lasagne e cannelloni si sposano bene con i Lambrusco secchi o con i rossi fermi.
- Piatti di maiale e manzo: salsicce, arrosti, bolliti misti e secondi stufati vengono alleggeriti dall’acidità e dalla spuma del vino.
- Parmigiano Reggiano: le stagionature medio-lunghe trovano nei rossi della Reggiano DOC un abbinamento tradizionale.
Gutturnio DOC
La sua origine è antica e il nome rimanda alle “gutturniae”, grandi coppe romane utilizzate per bere il vino nelle convivialità. Oggi il Gutturnio continua a essere protagonista della tavola piacentina. La denominazione si estende sulle colline della provincia di Piacenza, in particolare nelle valli della Trebbia, del Nure, dell’Arda e della Tidone.
Il Gutturnio è quindi inseparabile dalla cucina dei colli piacentini, tra le più ricche di salumi tipici e piatti di carne della regione. Nello specifico:
- Salumi piacentini DOP: coppa, pancetta e salame piacentino trovano nel Gutturnio frizzante l’abbinamento ideale, grazie all’effervescenza e all’acidità.
- Pisarei e fasö: il piatto simbolo della tradizione piacentina (gnocchetti di pane con sugo di fagioli) richiede un rosso schietto e saporito come il Gutturnio.
- Anolini e paste ripiene: le versioni ferme, Superiore o Riserva, accompagnano bene anolini in brodo, ravioli di carne e altri primi piatti strutturati.
Bosco Eliceo DOC
Il Bosco Eliceo DOC è coltivato su suoli sabbiosi e vicinissimi al mare, lungo la costa ferrarese e ravennate. Si tratta dei cosiddetti “vini delle sabbie”, caratterizzati da un profilo salino e da una rusticità affascinante, fortemente legata al territorio. La zona di produzione comprende le aree litoranee tra il Delta del Po e Ravenna, con vigneti che spesso si trovano quasi a ridosso delle pinete e delle dune.
La vocazione del Bosco Eliceo DOC è chiara: accompagnare la cucina di mare e i piatti tipici della tradizione ferrarese e romagnola costiera, quindi:
- Cucina di pesce: i bianchi e i Fortana rosato o frizzante accompagnano fritti misti, grigliate di pesce azzurro, vongole, cozze e piatti semplici.
- Anguilla delle Valli di Comacchio: preparata alla griglia o in umido, trova in un Fortana secco e frizzante un abbinamento tradizionale.
- Cappellacci di zucca: uno dei piatti simbolo di Ferrara può essere accompagnato sia da bianchi sapidi sia da rossi leggeri come il Fortana, giocando sul contrasto dolce/salato.
Romagna Albana DOCG
La Romagna Albana DOCG è stata la prima denominazione italiana dedicata a un vino bianco ad ottenere la DOCG (nel 1987). Prodotta dall’uva Albana, è un vino che racchiude molte anime: può essere secco, amabile, dolce, passito e persino spumante.
La zona di produzione copre una vasta area collinare della Romagna, comprendendo province come Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e parte di Bologna. È uno dei vini tipici Emilia-Romagna più interessanti per chi ama sperimentare. In particolare:
- Versione secca: si abbina bene a primi piatti di pasta all’uovo con sughi bianchi (ad esempio tagliolini ai frutti di mare, passatelli asciutti), carni bianche, piatti di pesce saporiti, formaggi stagionati e pecorini.
- Versione amabile/dolce: indicata con formaggi erborinati, foie gras, paté, piatti dal gusto agrodolce e alcuni dessert non troppo zuccherati.
- Passito: ideale con dolci secchi della tradizione romagnola (ciambella, biscotti, crostate di frutta secca), con pasticceria secca in genere e, per chi ama gli abbinamenti audaci, con formaggi stagionati o erborinati.
Colli di Rimini
I Colli di Rimini rappresentano l’estremo oriente della regione, dove le colline romagnole guardano verso l’Adriatico e si mescolano. Nei Colli di Rimini si trovano sia vini bianchi sia rossi, spesso con una linea comune. In particolare:
- Sangiovese: protagonista dei rossi, declinato in versioni giovani, fruttate, con tannini morbidi e un profilo più immediato rispetto ai Sangiovese di altre aree più interne.
- Cabernet, Merlot e altri internazionali: spesso usati in uvaggi o in purezza per rossi un po’ più strutturati e moderni, ma sempre con attenzione alla bevibilità.
- Bianchi da Trebbiano, Chardonnay e altri vitigni: freschi, profumati, pensati per accompagnare piatti di pesce e cucina leggera.
Dove trovare i migliori vini in Emilia-Romagna
Ogni area ha una forte identità, legata a vitigni e stili diversi, e merita una sosta dedicata. Oltre alle visite in cantina, si possono trovare ottime selezioni di vini in enoteche specializzate, botteghe gastronomiche e, sempre più spesso, nei wine bar delle principali città della regione: Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ravenna e Rimini.
L’Emilia-Romagna, oltre a vantare un immenso patrimonio culturale e gastronomico, offre un’elevata qualità della vita grazie ai suoi servizi efficienti e alla vivibilità dei suoi centri abitati. La presenza di città dinamiche e ben collegate garantisce inoltre numerose opportunità lavorative e formative. Scopri su idealista gli ultimi annunci di case in vendita o in affitto nella regione e trova la soluzione perfetta per te:
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Matteo Squillante
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