Che la corsa verso le prossime elezioni comunali ad Anagni sia ormai entrata nel vivo lo dimostrano dettagli che, ad un’occhiata superficiale, potrebbero sembrare insignificanti. Ma che, riordinati nel quadro generale, assumono tutt’altro peso.
Il primo indizio arriva dall’ultimo Consiglio comunale tenutosi venerdì, prima della pausa estiva. Un’assise caratterizzata da annunci amministrativi di rilievo: dalla riduzione della Tari, fino al progetto per l’acquisizione dell’area dell’ex Cantina Gatti-Ciprani, destinata a diventare il nuovo punto d’accesso al centro storico una volta completati i parcheggi nella zona sud della circonvallazione.
Un’astensione pesante
L’elemento politicamente più importante è rimasto però nascosto tra le pieghe delle votazioni di fine seduta. L’Aula era chiamata, tra le altre cose, ad approvare la delibera per far ripartire il progetto di un impianto fotovoltaico da realizzare sul territorio comunale (leggi qui Sanità, parcheggi e parco fotovoltaico: la giunta-Natalia vuole cambiare passo).
La delibera è passata con i voti di tutta la maggioranza, tranne un’astensione pesante: quella di Vincenzo Proietti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha sollevato dubbi sull’impatto del progetto nell’ambiente circostante.
L’uscita dell’esponente di FdI ha provocato un certo sbigottimento tra i banchi della coalizione; tanto che lo stesso sindaco Daniele Natalia è intervenuto per tentare di ricucire lo strappo e spiegare la situazione. Senza però riuscirci. L’astensione è rimasta. Per gli standard della maggioranza Natalia, praticamente una rivoluzione.
Non un gesto marginale
Un gesto marginale? Lo hanno definito così in tanti. Un gesto dietro il quale potrebbe nascondersi però una lettura politica più complessa. Il progetto del fotovoltaico porta infatti la firma dell’ala leghista della maggioranza. E dunque, (anche perché figure istituzionali di primo piano come il vicesindaco Riccardo Ambrosetti non potevano permettersi strappi diretti), l’astensione di Proietti è suonata come un chiaro messaggio strategico: come Fdi siamo in maggioranza e ci restiamo, ma con l’avvicinarsi della campagna elettorale siamo pronti a marcare il territorio e a far valere i nostri pesi.
È questo, e non da oggi, il vero nodo politico della giunta Natalia. Finché a tirare le fila è il sindaco uscente gli equilibri tengono. Ma, in vista della fine della consiliatura, quando si tratterà di individuare l’erede di Natalia alla guida del centrodestra, le legittime ambizioni dei singoli partiti rischiano di trasformare queste schermaglie in vere e proprie tensioni.E quella rivelata da Proietti potrebbe essere solo la prima.
E nel centrosinistra l’idea-Pampanelli divide
Sul fronte opposto, il clima non è meno agitato. Nel campo del centrosinistra fanno discutere le recenti indiscrezioni sulla possibile candidatura a sindaco di Simona Pampanelli (leggi qui Il centrosinistra alza i giri: ipotesi-Pampanelli come candidata a sindaco).
L’ipotesi, circolata nelle scorse ore come potenziale figura di sintesi dell’opposizione, ha subito registrato la presa di distanza e la replica polemica di Alvaro Sugamosto, esponente di “Parte da Noi” (corrente del Pd nazionale vicina, sul territorio, a Nazzareno Pilozzi) e, in città, considerato molto sensibile alle posizioni di LiberAnagni e dunque di Luca Santovincenzo.
Ma cosa ha detto Sugamosto a proposito dell’ipotesi Pampanelli (peraltro non smentita)? Ha ribadito che gli elettori di sinistra “intellettualmente onesti” dovrebbero dire “basta nell’appuntare stelle sul petto a personaggi che si son ben guardati dallo sporcarsi le mani gettandosi nella lotta politica e sociale”.
E che “il centro-sinistra di oggi non è più disponibile ad incoronare personaggi che, per il solo fatto di avere un nome o una posizione sociale, abbiano di fatto diritto a ricoprire ruoli per i quali non hanno affatto lavorato”. Dunque no a segnalazioni dall’alto per un candidato a sindaco di un centrosinistra (possibilmente) unito.
Sugamosto: spazio ai giovani e a Luca Santovincenzo
Chi ce l’ha dunque (o dovrebbe avere) questo diritto? Solo chi “ha veramente lavorato, giorno dopo giorno, studiando i problemi della città, cercando di avvicinarsi alle persone e con loro trovare soluzioni, ha veramente diritto a candidarsi per ruoli che ricoprono cariche pubbliche”. C’è gente così in città?
Per Sugamosto sì. Per lui “c’è una realtà, qui ad Anagni, che fa ben sperare e che è sotto gli occhi di tutti. Ci sono decine e decine di giovani che in questi anni, con tenacia e abnegazione, hanno studiato, lavorato e portato avanti problematiche territoriali e sociali che si rifanno ai valori del centrosinistra, proponendo soluzioni che la casta si è ben guardata dall’ascoltare”.
Giovani che “qualcuno in modo lungimirante, ha lavorato per farli crescere”. Che propongono “un vivere diverso, una società diversa, fondata sul rispetto di ogni essere umano, sul rispetto dell’ambiente, sul disarmo, sul rispetto dei diritti civili, su una sanità pubblica a beneficio di tutti”. In breve “una società più umana e più giusta”.
Chi potrebbe guidarli? “C’è qualcuno che il centrosinistra ha proposto nelle ultime elezioni comunali”; una persona che “in questi anni di opposizione ha fatto il suo dovere con coraggio e coerenza. Non buttiamo all’aria quel poco di positivo che è stato fatto”. Il nome non si fa, ma è difficile non leggere quello di Luca Santovincenzo.
Un campo largo e… minato
Che significa tutto questo? Molto probabilmente, che le posizioni tra le anime del centrosinistra ad Anagni sono ancora molto lontane. Qualcuno ricorderà le scintille tra il segretario del Pd di Anagni Francesco Sordo e l’esponente di minoranza (corrente Rinnovamento) Angela Manunza alla presentazione, poche settimane fa, della nuova segreteria.
In quell’occasione Sordo aveva lanciato ancora una volta un invito a (provare a) andare assieme. A superare la distanza tra il centrosinistra partitico e quello più civico.
Distanza che, a giudicare dalle dichiarazioni di Sugamosto (che certamente non ha parlato solo a titolo personale), rimane invece ancora notevole.
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