‘L’Agenda politica del merito’, VIII Congresso di Meritocrazia Italia


L’ottavo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia si terrà a Roma, presso il Teatro Rossini, venerdì 16 e sabato 17 ottobre, e s’intitolerà “L’agenda politica del merito”. La decisione è giunta al termine della Direzione Nazionale Seminariale del Movimento, tenutasi questo fine settimana a San Felice Circeo, tradizionalmente deputata a definire i temi oggetto dell’assise romana, ed è frutto di mesi di lavori preparatori in cui sono confluiti suggerimenti, proposte, analisi e desiderata di tutti i dirigenti nazionali e locali.

Sottotitolo sarà l’acronimo UTILE, che sta per Uguaglianza Trasparenza Istruzione Lavoro Economia. È la prima volta che viene scelta una sigla da scoprire parola per parola, e va detto che i cinque termini che la compongono esprimono altrettanti valori che Meritocrazia Italia considera fondamentali per la propria accezione di “merito”.

Il tema sarà sviscerato in due sessioni. La prima s’intitolerà La cultura politica: oltre la tecnocrazia, oltre il populismo; la seconda Il valore delle energie: lavoro, ambiente, diplomazia. Concluderà il tutto un “corner”, cioè una fase congressuale con un numero di relatori in contemporanea sul palco maggiore che nelle sessioni, intitolato Giovani social mente utili, gioco di parole tra l’avverbio “socialmente” e le sue due componenti, che nell’italiano corrente paiono sempre più in contraddizione reciproca: “social” e “mente”.

All’evento al Circeo hanno preso parte ben 110 dirigenti. È stata la seconda volta consecutiva che Meritocrazia Italia ha scelto questa località in provincia di Latina per il proprio evento estivo, e di questo l’Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di San Felice Circeo Michela Magrelli ha ringraziato, nel rivolgere ai presenti il benvenuto ufficiale a nome del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, “vicina”, ha sottolineato, “a tutte le persone che credono nel fare, nel portare avanti istanze e progettualità”.

Numerosi gli interventi che hanno contribuito a finalizzare titolo e temi del Congresso. Il giornalista Saverio Montingelli, già moderatore della Direzione Nazionale tenutasi a Milano a fine marzo, ha esordito chiedendosi il perché dell’astensionismo, grave tendenza emersa nelle ultime tornate elettorali a livello sia nazionale sia locale. “La gente è delusa perché chiede di vivere e non semplicemente di sopravvivere. Viviamo in un momento in cui si sopravvive, non solo dal lato economico. I giovani spesso sono in difficoltà, la società non ne favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro, e se lo fa, non lo fa secondo la loro vocazione”.

Di grande rilievo le considerazioni di Giuseppe De Mita, che in passato è stato deputato e vicepresidente della Regione Campania. “Siamo tutti in cerca di una forma da dare al futuro. Siamo consapevoli delle nostre libertà e ne abbiamo conquistato una forma astratta di esercizio così ampia che di fatto risulta impossibile perché fa paura. La democrazia oggi è a rischio perché la paura delle libertà spinge al totalitarismo, ossia a metterci sotto a un capo per obbedirgli pur di rigettare la percezione del pericolo di essere liberi. Allora l’unica risposta è la comunità, ossia lo spazio all’interno del quale la libertà della persona si afferma riconoscendo la libertà dell’altro. Credo che senza cultura e culture non andiamo da nessuna parte”.

Fulvio Baldi, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione, non nuovo alle platee di Meritocrazia Italia, si è chiesto come si declina il merito nella giustizia. “Decidendo sempre in scienza e coscienza innanzitutto. Dietro le carte ci sono sofferenze umane, aspettative, momenti problematici, possibili baratri patrimoniali, psicologici, affettivi”. Un altro magistrato, Carlo Buonauro, gli ha fatto eco elencando i due elementi di «pressione patologica di cui oggi il sistema democratico soffre. Da un lato la tecnocrazia, figlia del pensiero neoliberale per cui non esiste la società bensì soltanto gli individui, per cui più che alla rappresentanza occorre affidarsi alla tecnica e alla competenza iperspecialistica, così spianando la strada all’homo oeconomicus, cioè all’essere umano quale mero consumatore che s’avviluppa in questo autunno del pensiero. E dall’altro il populismo identitario, la paura della solitudine per cui ciascuno tende a confondersi alla massa tipicamente affidandosi allo schermo degli smartphone. La democrazia rischia di fronte a queste due spinte. E la meritocrazia potrebbe essere il grimaldello che rompe una spirale così terribile». È da queste considerazioni che è scaturita la tematica della prima sessione.

Fra gli altri interventi, quello di Michele De Gasperis, Presidente del dipartimento economia sociale di UniCoop, e di Roberto Grattacaso, Presidente della Federazione italiana risk manager aziendali, che ha elogiato il pay-off di MI (L’Italia del Merito e dell’Equità), sottolineando come il potere al merito sia un rischio, se non viene bilanciato, e la chiave giusta per bilanciarlo è precisamente l’equità. Ha parlato anche la Responsabile nazionale MI Alessia Fachechi, spiegando che “nessuno di noi ha la presunzione di salire in cattedra o di insegnare agli altri cos’è il merito: semplicemente vogliamo rimboccarci le maniche e cercare, con lo sforzo disinteressato quotidiano, di cambiare le cose”.

Paolo Cancelli, Ministro MI per l’integrazione culturale nazionale e internazionale, ha ribadito che “diversità è opportunità. Quel che maggiormente manca è la consapevolezza di mettere al centro l’umiltà. Umiltà significa porre il talento al servizio. Chi ha più potere deve servire. Cosa? La casa comune, in cui oltre duecento Paesi costruiscono uno scenario. Il documento sulla fratellanza umana siglato ad Abu Dhabi nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb non parla di religione: parla a filosofi, economisti, giuristi, e proclama la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza scientifica come metodo e criterio. Raccomanda insomma di uscire dalla logica dello scontro e entrare in quella dell’incontro, di costruire ponti, immaginare sinergie. C’è una parola che mi piace molto: meritosofia. È la sapienza di leggere la complessità, creare ambienti generativi, familiari, portatori di diversità. La diversità non è mai un ostacolo, è un’opportunità. Solidarietà ed eguaglianza sono i due valori costituzionali su cui vorrei portare avanti la meritosofia. A ognuno di noi è in capo il dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale”.

Nell’ambito delle nomine che hanno portato a nuovi inserimenti nella dirigenza di primo livello di Meritocrazia Italia, si segnala la costituzione di un dipartimento dedicato alla disabilità. Il nuovo ministero (così sono chiamati i dipartimenti di MI) si chiamerà “dell’Abilità Diversa” e sarà diretto da Angelo Ferrara.

Meritocrazia Italia ha oggi sottoscritto un protocollo con Unifunvic Europa, organismo internazionale universitario di gnatologia sportiva e posturologia odontoiatrica. L’accordo, sottoscritto dal Presidente nazionale di MI Walter Mauriello e dal Presidente di Unifunvic Europa Antonio Imeneo, avvia un progetto comune incentrato sulla promozione del merito, dell’equità sociale, dello sport, della garanzia delle cure, della salute e dell’accesso alle medesime opportunità per persone con disabilità e fragilità, anche appartenenti alle comunità straniere in Italia.

“Questo è un Movimento di gente comune che riesce a totalizzare oltre 22mila associati e un milione e trecentomila follower reali sui social malgrado debba alzarsi ogni mattina per lavorare e non faccia politica di professione, così smentendo chi sostiene che per fare politica occorre tanto buon tempo e la volontà di guadagnarci. Noi peraltro dalla nostra attività in MI stiamo davvero guadagnando moltissimo: dal punto di vista sociale. La gente vede in noi idee differenti. E ce n’è bisogno perché per superare la piaga dell’astensionismo la strada è solo quella della cultura, che è sempre in salita. Nostro obiettivo è affermare il merito in modo oggettivo, consentendo alle persone di qualità di cambiare in meglio la vita di tutti. La politica non è cosa per pochi eletti, non è solo per chi è laureato in prestigiose università, non è solo per i ricchi. È per tutti, e la Costituzione dice che sono i più meritevoli a dover guidare il Paese. Purtroppo oggi accade regolarmente il contrario, se è vero che il 75% dei Comuni è in pre-dissesto, proprio perché ci sono amministratori che non sanno gestire le risorse pubbliche. Allora noi creiamo il palcoscenico su cui il merito possa esprimersi, e lo dimostriamo coi fatti: chi, a parte noi, dà la parola a tutti, anche a quelli con cui dissente, e si mette in platea ad ascoltarli? Quale Movimento posta nei social solo al 5% il proprio leader e al 95% gli altri? La politica è l’arte del compromesso e chi fa politica deve avere la forza di dire ‘hai fatto bene’ anche a chi la pensa diversamente. Non mi sentirò mai l’uomo solo al comando, perché al comando di un progetto ci sono solo le idee. La gente attende una nuova offerta politica, e noi lanceremo quella di persone buone, utili e trasparenti, la cui unica missione sarà quella di dire la verità”.


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