Feste, concerti, sagre, infiorate e festival. Ad Alcamo l’estate è appena cominciata, ma il conto è già rovente: tra le celebrazioni della Madonna dei Miracoli e gli appuntamenti programmati fino al 9 agosto, il Comune ha impegnato oltre 455 mila euro. E il calendario non è ancora completo.
Altro che antipasto. Qui siamo già al conto del ristorante, coperto compreso.
Le manifestazioni dell’Estate Alcamese vere e proprie partiranno, come spesso accade, con un certo ritardo. La spesa pubblica, invece, è arrivata puntuale. Per i soli appuntamenti previsti fino al 9 agosto sono stati impegnati circa 203.500 euro.
La voce più pesante è quella relativa al concerto di Loredana Bertè, in programma domenica 2 agosto in piazza della Repubblica: 164 mila euro.
A organizzare lo spettacolo, in collaborazione con il Comune di Alcamo e con la Gianfaby Production by JR Art Agency, è la Marcello Cannizzo Agency di Ragusa. (Comune di Alcamo)
Un nome che, da qualche anno, ricorre con una certa frequenza nei programmi musicali e negli affidamenti del Comune di Alcamo.
Da Clementino a Loredana Bertè, passando per la stessa agenzia
Anche il concerto di Clementino, svoltosi il 20 giugno per la festa della Madonna dei Miracoli, è stato affidato alla Marcello Cannizzo Agency.
In questo caso non si tratta di stime o cifre approssimative. L’atto di liquidazione dirigenziale numero 126 del 6 luglio 2026 certifica un importo contrattuale di 75 mila euro più Iva, per un totale di 82.500 euro.
La fattura è stata liquidata alla Marcello Cannizzo Agency srl, con sede a Ragusa, per il servizio di realizzazione della rappresentazione artistico-musicale di Clementino. Di questi soldi, 81.171 euro sono stati prelevati dal capitolo comunale destinato alle prestazioni per il settore culturale e 1.329 euro dal capitolo per le manifestazioni turistiche.
L’interlocutore privato scelto dal Comune per il grande concerto del 2026 è dunque lo stesso che compare nell’organizzazione dello spettacolo di Loredana Bertè.
Ma il rapporto non nasce quest’anno.
Nel giugno del 2025, sempre per i festeggiamenti della Madonna dei Miracoli, ad Alcamo si esibì Nina Zilli. Anche in quell’occasione l’evento fu organizzato dal Comune con la collaborazione della Marcello Cannizzo Agency e della Gianfaby Production. Il costo fu di 60 mila euro.
Negli anni precedenti la stessa società ragusana aveva inoltre curato altri appuntamenti per conto del Comune, tra i quali il concerto di Roy Paci & Aretuska, organizzato in piazza Ciullo per il Capodanno del 2023. (alcamo.trasparenza-valutazione-merito.it)
Si delinea così un rapporto ormai ricorrente tra il Comune di Alcamo e la Marcello Cannizzo Agency: Nina Zilli nel 2025, Clementino e Loredana Bertè nel 2026, oltre ad altri spettacoli negli anni precedenti.
La continuità degli affidamenti pone alcune domande politiche e amministrative: come vengono scelti gli artisti? Con quali criteri viene individuata l’agenzia? Vengono valutate proposte alternative? E come viene verificata la convenienza economica per il Comune?
Domande ancora più rilevanti se si considera che, soltanto per Clementino e Loredana Bertè, la spesa complessiva raggiunge 246.500 euro.
Oltre 252 mila euro per la festa della Madonna
Il concerto di Clementino è stato l’appuntamento più costoso del programma per la festa della Madonna dei Miracoli.
Agli 82.500 euro destinati allo spettacolo vanno aggiunti circa 33 mila euro per l’Infiorata di piazza Ciullo, oltre ai contributi concessi alla Pro Loco e alle spese per le altre iniziative inserite nel calendario.
Complessivamente, per la festa della Madonna, il Comune ha impegnato 252.645 euro.
Adesso arriva la seconda parte del programma estivo. E il pezzo forte è proprio Loredana Bertè, una delle interpreti più note della musica italiana, con una carriera iniziata negli anni Settanta e dodici partecipazioni al Festival di Sanremo.
Il concerto si terrà in piazza della Repubblica, mentre continuano a trascinarsi i problemi legati all’apertura del parcheggio e del viale alle spalle dell’ex autostazione.
La musica, insomma, arriva. Le opere pubbliche un po’ meno.
Pasta, jazz e Festa dell’Uva
Il primo calendario dell’Estate Alcamese comprende anche 15 mila euro destinati agli organizzatori della decima edizione del Festival della Pasta Fresca.
La manifestazione prevede degustazioni con piatti venduti al pubblico al prezzo di sei euro.
Altri 16.500 euro sono stati impegnati per il Festival Jazz, previsto dal 7 al 9 agosto, mentre 8 mila euro sono stati concessi all’associazione Cavalieri di Alcamo per la Festa dell’Uva del 9 agosto.
Il totale degli eventi programmati fino a quella data raggiunge quindi i 203.500 euro.
Sommando questa cifra ai 252.645 euro spesi per la festa della Madonna dei Miracoli si arriva a oltre 456 mila euro.
E non è finita. Dopo il 9 agosto sono previste altre manifestazioni ancora in fase di organizzazione, con ulteriori costi che dovranno essere aggiunti al conto complessivo.
Il mezzo milione, dunque, non è più un’ipotesi particolarmente lontana.
Orlando: “Prima i servizi essenziali”
Sulle spese per gli eventi è intervenuto il consigliere comunale Franco Orlando, che ha presentato un’interrogazione al sindaco e al presidente del Consiglio comunale.
Orlando precisa di non voler mettere in discussione il valore della musica, della cultura e delle manifestazioni come strumenti di aggregazione e promozione della città.
Il problema, sostiene, è capire quali siano le priorità dell’Amministrazione.
«Una comunità giudica la qualità dell’azione amministrativa non dal numero degli eventi organizzati, ma dalla capacità di garantire servizi essenziali, qualità della vita e benessere diffuso», scrive il consigliere.
Orlando prende in considerazione i 203.500 euro del primo calendario estivo e aggiunge circa 35 mila euro per l’Infiorata, arrivando a una spesa di oltre 238 mila euro per iniziative temporanee.
Il suo ragionamento è semplice: una parte di queste risorse non potrebbe essere utilizzata per interventi destinati a rimanere nel tempo?
L’acqua arriva anche ogni quindici giorni
Il confronto diventa ancora più acceso se si guarda all’emergenza idrica.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, in alcuni quartieri di Alcamo i cittadini attenderebbero l’erogazione dell’acqua anche per quindici giorni.
Un disagio particolarmente grave durante i mesi estivi, quando le temperature elevate aumentano i consumi e rendono essenziale la disponibilità di acqua potabile.
Orlando denuncia inoltre la presenza di fontane pubbliche inattive o prive di acqua e la scarsità di fontanelle a disposizione di residenti e turisti.
Da qui la richiesta di predisporre un piano per installare nuovi punti gratuiti di distribuzione dell’acqua nei quartieri, nelle piazze e nei parchi.
Una città con più ombra e meno palchi
Il consigliere chiede anche interventi contro il caldo: nebulizzatori negli spazi pubblici, aree di raffrescamento, nuove alberature e maggiori zone d’ombra.
C’è poi il problema della manutenzione del verde urbano. Alberi e aiuole, secondo Orlando, avrebbero bisogno di essere irrigati e curati con maggiore continuità.
La stessa Infiorata, pur riconosciuta come iniziativa di forte impatto estetico, viene utilizzata dal consigliere per evidenziare una contraddizione.
«Una città non può limitarsi a mostrare il verde in occasione di un evento, se poi fatica a mantenere vivo e curato il proprio patrimonio arboreo durante tutto l’anno».
Tra le proposte figurano anche un piano straordinario per la manutenzione del verde e l’installazione di punti pubblici di abbeveraggio per gli animali.
Le domande sulle scelte del Comune
La polemica, dunque, non riguarda soltanto il costo di Loredana Bertè o quello di un singolo festival.
Le domande sono almeno due.
La prima: quanto può spendere un Comune per concerti e manifestazioni quando restano irrisolti problemi come l’acqua, le fontanelle, il verde pubblico e gli spazi ombreggiati?
La seconda: perché i principali concerti degli ultimi anni passano così spesso dalla stessa agenzia?
Orlando chiede che, già dal prossimo bilancio, una quota significativa delle somme oggi destinate agli eventi venga utilizzata per opere permanenti.
Non si tratta, ribadisce, di mettere la cultura contro i servizi. Ma di stabilire un ordine.
Prima l’acqua nelle case, le fontane funzionanti, gli alberi curati e le piazze vivibili. Poi i concerti.
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