«Anche quando si scherza, bisogna essere seri»: battuta ed atto politico insieme. Pronunciata poco dopo le 19 di questa sera da Maurizio Cianfrocca, sindaco di Alatri in scadenza e non più ricandidato per il secondo mandato: per sua dichiarazione pubblica fatta in consiglio Comunale ma soprattutto per scelta dei partiti di centrodestra che hnno deciso di non riproporlo. (Leggi qui: Il sindaco Cianfrocca annuncia in Aula: «Obiettivi raggiunti, non mi ricandido»).
Libero da vincoli, slegato dalla necessità di accontentare tutti, questa sera il sindaco di Alatri esce dal silenzio sulla vicenda del finanziamento da 500mila euro per l’Acropoli. Lo fa con la precisione di chi vuole chiudere una discussione, non alimentarla. (Leggi qui: Niente mancette elettorali: Cianfrocca chiude il cerchio dei lavori all’Acropoli).
Il risultato è un documento che cambia la prospettiva su una storia che fino ad oggi era stata raccontata solo a metà.
La ricostruzione
Tutto comincia con un bando regionale. Il Comune di Alatri può candidare un progetto per ottenere 500mila euro. La prima ipotesi valutata è Via Madonna della Sanità: la strada dissestata che conduce all’Ospedale San Benedetto, cara ai cittadini, simbolo di un’infrastruttura trascurata. Ma gli approfondimenti tecnici evidenziano subito un problema: quella strada è già interessata da altri finanziamenti. Per questo motivo non è candidabile.
Si passa alla seconda ipotesi: il parcheggio di Via Madonna della Sanità. Anche qui, stop. L’area non è interamente di proprietà comunale, una porzione non le appartiene. Ed i termini del bando parlano in maniera chiara: solo progetti interamente pubblici possono partecipare. Altra ipotesi esclusa.
A quel punto sul tavolo rimangono due opzioni: l’Acropoli e il campo sportivo di Monte San Marino. Cianfrocca le valuta entrambe. Il campo di Monte San Marino? Nemmeno quello è su terreno comunale. E se il parcheggio era stato escluso proprio per questo motivo, non avrebbe potuto essere diverso per il campetto. Logica elementare.
Resta l’Acropoli. Sulla quale togliere l’asfalto dal piazzale e sostituirlo con una pavimentazione di sanpietrini per rendere tutto l’ambiente in sintonia. Progetto coerente con il percorso già avviato, inserito persino in un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nell’ambito della variante puntuale dell’area archeologica. Punteggio stimato: 93 punti. Il più alto tra tutte le opzioni.
Il colpo di scena dell’ultimo momento
Ed è qui che la storia si complica. Poche ore prima della scadenza del bando (non settimane prima, non giorni prima: poche ore) arriva la proposta di candidare comunque Via della Sanità, sostenendo che in realtà sarebbe candidabile. La prova addotta? Lo screenshot di una FAQ riferita a un interpello presentato da un altro Comune. In pratica? Un altro Comune ha avuto un problema simile a quello di Alatri ed ha presentato una richiesta di chiarimenti. La risposta è stata inserita nelle FAQ cioè le domande e le risposte più frequenti su un argomento: vengono pubblicate proprio perché sono temi e quesiti che capitano spesso.
L’amministrazione Cianfrocca si trova ad un bivio. E sceglie di procedere per la strada che aveva già deciso dall’inizio di intraprendere: quella di presentare il progetto per ripavimentare l’Acropoli. Il sindaco questa sera spiega perché con una chiarezza che non ammette repliche: «Una FAQ non è un atto amministrativo né un’autorizzazione». Cosa significa?
Che se se si fosse voluto candidare Via della Sanità sulla base di quella interpretazione, sarebbe stato necessario richiedere per tempo un interpello specifico per Alatri. Aspettare la risposta. Verificare i dettagli del caso citato. Confrontarlo con la situazione del Comune. A poche ore dalla scadenza, tutto questo era semplicemente impossibile. Anche ammettendo che l’interpretazione fosse corretta, i tempi per predisporre, approvare e allegare tutti gli atti necessari non c’erano.
«Avremmo dovuto richiedere un finanziamento importante basandoci sullo screenshot di una FAQ riferita a un altro Comune, in contrasto con quanto comunicato dai nostri uffici e senza conoscere i dettagli di quel caso né poterlo confrontare con il nostro», scrive il sindaco. La risposta è no. La giunta approva l’Acropoli. Con la sola astensione del vicesindaco Roberto Addesse.
Lo scontro fratricida
Fin qui la ricostruzione tecnica. Ma attorno a questa vicenda si è sviluppato qualcosa di più e di più interessante dal punto di vista politico. Ed è proprio di fronte a quella situazione che Maurizio Cianfrocca questa sera ha deciso di rompere il silenzio.
Bruno Addesse, coordinatore comunale di Forza Italia e fratello del vicesindaco leghista Roberto Addesse, ha firmato nel pomeriggio la nota con cui il Partito azzurro ha attaccato la posizione del vicesindaco. Gli contesta di avere detto no al progetto per la strada dell’ospedale in quanto non candidabile salvo poi ripensarci una volta in Giunta.
Ma la nota di Cianfrocca aggiunge un elemento che cambia la prospettiva: la proposta di non candidare Via della Sanità aveva una logica. E l’aveva pure quella di ripensarci all’ultimo momento sulla base di una Faq. Ma è mancato il tempo per approfondire. Ed alla fine si sarebbe rischiato di appoggiare una mossa improvvisata, tecnicamente fragile, basata su un documento che non ha valore amministrativo. Si è preferito andare sul sicuro.
Il che significa che lo scontro tra Forza Italia e Lega su questa vicenda poggia su una premessa contestata. Non c’è stato un tentativo strutturato di dirottare i fondi su un’altra opera per fini elettorali: o almeno, non nella forma in cui è stato raccontato. C’è stato un cambio di posizione nelle ultime ore, basato su un’interpretazione che il sindaco ha ritenuto insufficiente per giustificare un rischio del genere su un finanziamento da mezzo milione di euro.
Cosa rimane
Cianfrocca chiude con un pensiero al centrodestra: che, a un anno dalle elezioni comunali, continua a farsi la guerra interna senza un candidato sindaco, senza una strategia condivisa, con Lega e Forza Italia su fronti opposti anche sulle questioni tecniche. «Le amministrazioni devono decidere sulla base degli atti, dei pareri tecnici e delle norme vigenti, non di interpretazioni dell’ultimo minuto o polemiche strumentali», scrive.
È un messaggio a chi nella maggioranza sta già pensando al 2027 invece di governare il 2026. È un messaggio a chi usa i cantieri come campagna elettorale anticipata. Un messaggio, forse, anche agli Addesse. Entrambi.
Il finanziamento per l’Acropoli è stato presentato. La storia della pavimentazione dell’area pedonale antistante la Cattedrale San Paolo andrà avanti. Il resto (lo scontro tra fratelli, le tensioni nella coalizione, la chat senza coordinatori) è la cornice di una consiliatura che finirà tra qualche mese.
«Anche quando si scherza, bisogna essere seri»: Cianfrocca l’ha detto per primo. E per ora l’unico che sembra farlo sul serio è lui.
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