Una giornata di approfondimento presso il Dipartimento Cospecs dell’università di Messina
di Fulvio Arena, tirocinante in Giornalismo (Unime)
MESSINA – Si è svolto il 2 ottobre, presso il Dipartimento Cospecs dell’università di Messina, il convegno dal titolo “Disturbi del neurosviluppo”, una giornata di approfondimento che ha richiamato una significativa presenza di laureati e studenti dei corsi di Psicologia, Pedagogia, Scienze dell’Educazione e della Formazione.
Un incontro pensato come momento di formazione, confronto e riflessione su una tematica complessa, che coinvolge non soltanto la persona interessata, ma anche la famiglia, la scuola, i professionisti e le istituzioni. Diverse competenze si sono confrontate nel corso della giornata, offrendo al pubblico differenti prospettive sui percorsi di diagnosi, intervento e presa in carico.
Ad aprire i lavori è stata la Dott.ssa Erika Ristuccia, in qualità di moderatrice, che ha introdotto il tema sottolineando come parlare di disturbi del neurosviluppo significhi parlare soprattutto di scuola, famiglia e istituzioni.
Un concetto che ha rappresentato uno dei fili conduttori dell’intero appuntamento: la necessità di mettere in relazione i diversi contesti nei quali la persona vive e cresce, costruendo una rete capace di accompagnare il percorso di sviluppo e di sostegno.
A seguire è intervenuta la Dott.ssa Lorena Calandi, analista del comportamento e presidente dell’Associazione Alba Messingioco, associazione nata nel 2023 e impegnata, tra le proprie attività, anche nell’ambito delle difficoltà legate ai disturbi del neurosviluppo.
Il suo contributo ha permesso di portare l’attenzione sulle problematiche che possono accompagnare le persone con disturbi del neurosviluppo e le loro famiglie, evidenziando l’importanza di percorsi di supporto adeguati e della collaborazione tra le diverse figure coinvolte.
Particolarmente significativo anche l’intervento del Prof. Vincenzo Cicero, coordinatore del COSPECS e professore associato di Filosofia teoretica, che si è rivolto in particolare alle giovani matricole presenti al convegno.
Un momento rivolto dunque alle nuove generazioni di studenti, chiamate a confrontarsi con un settore professionale nel quale la preparazione teorica deve necessariamente dialogare con l’esperienza e con la capacità di lavorare in équipe.
I lavori sono proseguiti con la Dott.ssa Amelia Rizzo, referente del gruppo di lavoro dell’Ordine degli Psicologi dedicato a disabilità e salute, che ha affrontato il tema delle risorse psicologiche nei caregiver di bambini con autismo.
Un contributo che ha posto al centro dell’attenzione anche la dimensione familiare, ricordando come il percorso di un bambino con autismo coinvolga inevitabilmente anche coloro che quotidianamente se ne prendono cura e che necessitano, a loro volta, di ascolto, sostegno e strumenti adeguati.
Successivamente è intervenuta la Dott.ssa Maggio, che ha approfondito il ruolo dello psicologo all’interno dell’équipe multidisciplinare, con particolare riferimento alla diagnosi e al trattamento e al supporto rivolto alla persona e alla famiglia.
Nel corso del suo intervento sono stati affrontati anche i diversi ambiti nei quali opera lo psicologo, con riferimento alle nuove storie dell’autismo e alla necessità di guardare alla persona nella sua complessità.
Particolare attenzione è stata dedicata alla diagnosi precoce dalla Dott.ssa Simona Nigro, pediatra di famiglia, che ha sottolineato l’importanza del ruolo del pediatra nell’individuazione tempestiva dei primi segnali di disagio o di difficoltà nello sviluppo del bambino.
Il pediatra di famiglia rappresenta infatti una figura che può intercettare precocemente eventuali segnali e orientare la famiglia verso i successivi percorsi di valutazione e approfondimento.
A completare la prima parte della giornata sono state la Dott.ssa Elisa Galanti, analista del comportamento, e la Dott.ssa Emanuela Stracuzzi, neuropsichiatra infantile, che hanno contribuito con i loro interventi ad ampliare il confronto sulle diverse professionalità coinvolte nel campo dei disturbi del neurosviluppo.
Il pomeriggio: dalla diagnosi alla presa in carico
Dopo la pausa pranzo, il convegno è ripreso con una seconda parte dedicata ad altri importanti aspetti del percorso di valutazione e intervento.
Tra gli interventi del pomeriggio quello della Dott.ssa Marinella Zingale, referente del gruppo di lavoro dell’Ordine degli Psicologi dedicato all’autismo, che ha sviluppato il tema “Dalla diagnosi alla presa in carico”.
Un passaggio fondamentale per comprendere come la diagnosi rappresenti soltanto una fase di un percorso più ampio, che deve proseguire attraverso interventi e sostegni rivolti alla persona e alla sua famiglia.
La presa in carico, infatti, richiede il coinvolgimento di più professionalità e una collaborazione costante tra i diversi soggetti che operano attorno alla persona.
Con la partecipazione degli altri relatori, la giornata è quindi proseguita con una tavola rotonda, che ha rappresentato uno dei momenti più partecipati dell’incontro.
Il pubblico ha avuto la possibilità di rivolgere direttamente domande ai professionisti presenti, dando vita a un confronto aperto sui temi affrontati nel corso delle diverse relazioni.
Le domande hanno consentito di approfondire ulteriormente aspetti legati alla diagnosi, alla presa in carico, al ruolo della famiglia, all’intervento precoce e alla collaborazione tra le diverse figure professionali.
Un confronto che ha riportato al centro il concetto di rete, elemento fondamentale quando si affrontano i disturbi del neurosviluppo.
Scuola, famiglia, servizi sanitari, psicologi, neuropsichiatri, analisti del comportamento, educatori e istituzioni sono chiamati a dialogare e a condividere competenze e responsabilità, nell’interesse della persona e del suo percorso di vita.
La chiusura dei lavori ha concluso una giornata caratterizzata da un’importante partecipazione di studenti e laureati, che hanno avuto l’opportunità di incontrare professionisti provenienti da ambiti diversi e di approfondire una realtà complessa come quella dei disturbi del neurosviluppo.
Il convegno ha così rappresentato non soltanto un momento di formazione, ma anche un’occasione di confronto tra università e mondo professionale, offrendo ai giovani presenti nuovi spunti di riflessione sul proprio futuro percorso.
Il messaggio emerso nel corso della giornata è stato quello di una presa in carico che non può esaurirsi nella diagnosi, ma deve proseguire attraverso ascolto, competenze, collaborazione e costruzione di una rete capace di accompagnare la persona e la famiglia nel tempo.
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