La pubblicazione dei bandi segna il passaggio decisivo: l’intervento lascia la ricognizione preliminare e diventa procedura competitiva. In una provincia dove il patrimonio pubblico abitativo è distribuito anche fuori dal capoluogo, il valore dell’operazione sta nel modo in cui la leva energetica viene agganciata alla manutenzione dell’edificio.
Nota di lettura: il pezzo distingue il dato operativo oggi valido dalle cifre circolate nella fase preparatoria del programma. Il riferimento da usare per i bandi 2026 è 1.820 alloggi.
Sommario dei contenuti
Il perimetro operativo: immobili ERP di proprietà ATER
Il programma riguarda gli immobili di edilizia residenziale pubblica di esclusiva proprietà dell’Azienda territoriale e dotati dei requisiti per accedere agli incentivi PNRR M7 I.17 REPowerEU. Questo taglio amministrativo è essenziale: la gara non copre genericamente ogni fabbricato popolare presente nel territorio, bensì un insieme di alloggi su cui ATER può esercitare pienamente il ruolo di stazione appaltante e proprietario pubblico.
Il riferimento a 1.891 unità immobiliari comparso nella ricognizione del luglio 2025 appartiene alla fase di avvio del programma. I bandi pubblicati nel 2026 fissano invece il perimetro esecutivo a 1.820 alloggi. La differenza segnala un assestamento tecnico del pacchetto ammesso a gara e chiude una possibile ambiguità per imprese, assegnatari e amministrazioni comunali.
Perché la concessione pesa più di un appalto tradizionale
La formula scelta affianca alla progettazione esecutiva la realizzazione dei lavori. Nel perimetro contrattuale entra anche la gestione successiva degli impianti termici centralizzati. Il richiamo all’articolo 193 del D.Lgs. 36/2023 porta il procedimento nel campo della finanza di progetto e del partenariato pubblico privato, con una responsabilità che prosegue oltre l’apertura del cantiere.
Il soggetto aggiudicatario dovrà quindi costruire una proposta sostenibile sul piano tecnico e finanziario. Il punto delicato è la durata della prestazione: l’efficienza promessa in fase di gara deve reggere durante la gestione degli impianti, altrimenti lo schema EPC perde la sua funzione principale.
EPC: il risparmio energetico diventa obbligo contrattuale
Lo Energy Performance Contract lega il contratto a una performance misurabile. Nel quadro nazionale REPowerEU per l’edilizia residenziale pubblica, gli interventi devono determinare un miglioramento dell’efficienza energetica almeno pari al 30%. Per Matera questo significa che il progetto non potrà limitarsi alla sostituzione puntuale di componenti: dovrà dimostrare un salto energetico leggibile negli indicatori dell’edificio.
La gestione degli impianti termici centralizzati è il passaggio che rende il modello più stringente. Chi realizza l’intervento resta coinvolto nella conduzione del sistema e viene spinto a progettare soluzioni che funzionino nel tempo, non solo nel giorno del collaudo.
Cosa finirà nei cantieri
Il pacchetto pubblico unisce l’efficientamento energetico al recupero delle facciate. Il decoro urbano entra come conseguenza concreta della riqualificazione dell’involucro edilizio: un edificio meno dispersivo ha bisogno di superfici esterne risanate con materiali coerenti e dettagli costruttivi capaci di ridurre sprechi.
Le lavorazioni definitive dipenderanno dai progetti esecutivi. La direzione è già leggibile: isolamento dell’involucro e interventi sugli impianti centralizzati con ricaduta visibile sulle superfici esterne. Per gli assegnatari il beneficio atteso riguarda comfort interno e stabilità del servizio termico, con ricadute sui consumi.
La leva REPowerEU: sovvenzione, prestito e capitale operativo
La misura nazionale PNRR M7 I.17 sostiene le ESCo aggiudicatarie con una sovvenzione fino al 65% del costo ammissibile e con un finanziamento facoltativo fino al 35% per la quota non coperta dalla sovvenzione. La dotazione complessiva dello strumento è pari a 1,381 miliardi di euro: 1,331 miliardi sulla componente gestita dal GSE e 50 milioni sulla componente finanziaria CDP.
Il caso materano utilizza questa architettura per moltiplicare la capacità dell’investimento pubblico. La spesa non viene letta come manutenzione episodica, perché la misura incentiva soggetti in grado di anticipare competenze tecniche integrate con organizzazione di cantiere e gestione energetica successiva.
Quanto pesa davvero l’investimento per alloggio
Il rapporto aritmetico tra 87 milioni e 1.820 alloggi restituisce un valore orientativo di circa 47.800 euro per unità abitativa. È un indicatore di scala, non una quota contrattuale uguale per tutti: ogni fabbricato avrà diagnosi energetiche e costi di gestione degli impianti variabili.
La stessa cautela vale per la lettura territoriale. Dividere l’importo per i 31 Comuni porta a circa 2,8 milioni di euro per Comune, valore utile a capire la dimensione media dell’operazione senza suggerire una distribuzione uniforme. La vera geografia dei cantieri emergerà dai lotti e dalle priorità tecniche indicate nei cronoprogrammi.
La sequenza amministrativa che ha portato ai bandi
Il percorso parte dall’avviso pubblico del 24 luglio 2025, costruito per sollecitare operatori privati a proporre interventi in concessione tramite finanza di progetto. Quella fase serviva a verificare interesse del mercato e compatibilità del patrimonio con la misura REPowerEU.
Il 28 luglio 2025 ATER aveva già presentato il programma come iniziativa su oltre 1.800 alloggi. Il 3 giugno 2026 la procedura è arrivata al livello successivo con la pubblicazione dei bandi: da qui in avanti la partita si misura su offerte e valutazioni tecniche. La capacità delle imprese di sostenere un EPC complesso diventa la variabile determinante.
Cosa cambia per gli assegnatari
Gli effetti in casa non saranno immediati, perché la pubblicazione dei bandi precede aggiudicazione e progettazione esecutiva. Solo dopo arriverà l’apertura dei cantieri. Cambia però la posizione del patrimonio: gli alloggi interessati entrano in una procedura finanziabile, con obiettivi energetici misurabili e responsabilità di gestione agganciate al contratto.
Per le famiglie assegnatarie il beneficio atteso riguarda soprattutto la riduzione delle dispersioni e una migliore qualità abitativa. Il recupero estetico delle facciate ha un valore urbano evidente, tuttavia la parte più concreta si giocherà sulle bollette e sulla temperatura interna, oltre che sulla manutenzione degli impianti nel corso della concessione.
I prossimi passaggi da seguire
Ora diventano centrali la scadenza delle offerte e l’aggiudicazione. Dopo quel passaggio servirà leggere i cronoprogrammi per capire dove partiranno i primi interventi, quali fabbricati avranno priorità e come verranno informati gli inquilini durante le lavorazioni.
Il successo dell’operazione dipenderà dalla capacità di mantenere insieme due piani: rigore energetico e gestione sociale del cantiere. Un programma su case abitate richiede comunicazione puntuale e tempi realistici. Il controllo pubblico sulla qualità delle prestazioni promesse completerà la verifica.
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Junior Cristarella
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