La chiusura va letta con una scansione precisa. L’avviso copre due finestre notturne consecutive, quella tra 3 e 4 giugno e quella tra 4 e 5 giugno; al momento della pubblicazione resta da gestire la seconda. Questo dettaglio cambia la lettura pratica per automobilisti e autotrasportatori, perché restringe il problema alla fascia notturna in arrivo e consente di pianificare l’itinerario prima dell’ingresso nel nodo del Gran Sasso.
Avviso operativo: chi viaggia verso Teramo deve considerare Assergi come punto di uscita obbligatorio durante la chiusura notturna e deve scegliere l’alternativa in base alla distanza da percorrere, al tipo di veicolo e alla tolleranza ai cantieri sulla viabilità ordinaria.
Tratta e orari: il perimetro che conta davvero
Il blocco riguarda il segmento autostradale Assergi-Colledara/San Gabriele nella sola marcia verso Teramo. La fascia indicata, dalle 22:00 alle 05:00, lascia fuori il traffico diurno e concentra l’intervento nella parte della giornata in cui la pressione ordinaria sull’A24 è più bassa. La formulazione della concessionaria colloca il provvedimento sul tratto che coincide con l’attraversamento del Gran Sasso e questo spiega perché l’uscita ad Assergi diventa il punto di separazione tra traffico ammesso e traffico da deviare.
La nostra ricostruzione del calendario coincide con l’avviso di Strada dei Parchi e con la scheda regionale di ANSA. La coincidenza tra orario, tratta e uscita obbligatoria è l’elemento che consente di trattare l’avviso come una disposizione di viaggio immediatamente applicabile, senza margini di interpretazione per chi arriva da ovest.
Perché Assergi diventa il punto decisivo
Assergi è il filtro tecnico della chiusura: chi proviene da Roma, dall’A25 o dall’area dell’Aquila e procede verso Teramo deve uscire lì prima di trovarsi davanti al tratto interdetto. La segnalazione ha una conseguenza concreta sui tempi di scelta. Arrivare allo svincolo senza avere già deciso la direttrice alternativa significa comprimere la manovra dentro un punto di uscita obbligato, con possibile accumulo di veicoli in una fascia oraria in cui la guida notturna rende meno elastica ogni deviazione.
Il riscontro operativo è allineato anche nelle cronache di AbruzzoLive e NewsTown, utili per confermare il dettaglio più rilevante per il conducente: l’obbligo di uscita precede il traforo e impone la scelta della deviazione prima del tratto interdetto.
Lunga percorrenza e mezzi pesanti: il percorso più lineare
Per chi deve raggiungere Teramo o Giulianova da lunga distanza, soprattutto con mezzi pesanti, l’asse più leggibile è quello che usa A25 Torano-Pescara, prosegue su A14 in direzione Ancona e rientra verso il Teramano dallo svincolo Giulianova/Teramo, completando il collegamento con la SS80. È il tragitto più autostradale tra quelli indicati e riduce l’esposizione alle strade interne, aspetto che pesa di più per veicoli lenti, carichi o vincolati a tempi di consegna.
Questa opzione allunga il percorso rispetto all’attraversamento diretto del Gran Sasso e risulta più stabile quando l’obiettivo è mantenere continuità di carreggiata e accessi controllati. La distanza chilometrica incide insieme a illuminazione, disponibilità di svincoli e prevedibilità della marcia, variabili che nella notte di un cantiere programmato acquistano peso operativo.
Le alternative locali e il nodo Capannelle
La seconda direttrice passa da L’Aquila Est, percorre SS17 e SS153 nella Piana di Navelli, raggiunge Bussi e permette l’ingresso in A25 verso A14 fino a Giulianova, con arrivo a Teramo tramite SS80. È una soluzione intermedia, più territoriale nella prima parte e poi nuovamente autostradale.
L’altra possibilità usa L’Aquila Ovest, la SS80 per il Valico delle Capannelle, la SS150 e il rientro in A24 dallo svincolo non presidiato di Basciano. Qui serve una valutazione più prudente, perché la stessa segnalazione operativa evidenzia cantieri lungo la SS80 delle Capannelle. Emmelle.it e AbruzzoNews confermano il peso di questa viabilità alternativa per il traffico locale, un dato che porta a distinguere il percorso adatto al residente dal tracciato più opportuno per chi deve completare una tratta lunga.
La causale tecnica: il traforo dentro il dossier acqua
La chiusura nasce dalle attività del Commissario Straordinario per la Sicurezza del Sistema Idrico del Gran Sasso. Questa indicazione pesa perché il traforo è una galleria autostradale inserita in un contesto idrico sensibile. Nel Gran Sasso, viabilità, sicurezza delle gallerie e protezione delle acque si toccano nello stesso spazio fisico; ogni lavorazione richiede quindi una regia capace di coordinare accesso al cantiere e continuità della circolazione.
Il quadro più ampio è quello già ricostruito nel nostro approfondimento interno Decreto Ponte è legge: ok finale Camera con 160 sì, dove avevamo isolato il passaggio sul Gran Sasso e sulle autostrade A24-A25. La lettura trova coerenza tecnica anche nei documenti e nelle analisi di Ministero delle Infrastrutture, ANCE ed Edilportale: l’elemento comune è la concentrazione delle competenze sul traforo per tenere insieme sicurezza idrica e adeguamento infrastrutturale.
Cosa monitorare dopo le 05:00 del 5 giugno
La riapertura prevista alle 05:00 di venerdì 5 giugno chiude la finestra notturna sul tratto del Gran Sasso verso Teramo. Il punto da osservare subito dopo è la normalizzazione dei flussi in uscita dalle alternative, perché i veicoli deviati sulla lunga percorrenza o sulle statali possono rientrare sul reticolo principale in momenti diversi. La circolazione diurna successiva dipenderà dalla rapidità con cui si svuoteranno questi percorsi e dalla presenza dei cantieri già segnalati sulla SS80 delle Capannelle.
Il successivo elemento di attenzione riguarda Teramo Est, dove è indicata una chiusura notturna distinta della rampa di uscita per chi proviene dall’Aquila, dalle 21:00 del 5 giugno alle 06:00 del 6 giugno. È un intervento separato dal blocco del traforo e va trattato come un secondo punto della stessa settimana critica per la viabilità del Teramano.
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Junior Cristarella
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