Congresso Uiltec, Piras: nessuna transizione è credibile se non è costruita insieme al lavoro


Si è aperto ieri al Teatro Politeama di Catanzaro il IV Congresso nazionale UILTEC, dal titolo “Innoviamo i processi, tuteliamo i diritti. Le trasformazioni nel mondo del lavoro a tutela della persona”. Una giornata intensa di confronto sindacale e politico che ha visto la partecipazione di delegate e delegati da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e delle organizzazioni sindacali internazionali.

I lavori sono stati aperti dal contributo dell’attrice Lella Costa e del Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia”, prima che il Congresso entrasse nel vivo con la relazione introduttiva della Segretaria generale Daniela Piras.

Nella sua relazione introduttiva, la Segretaria Generale Daniela Piras ha tracciato la rotta dell’organizzazione, ponendo al centro la tutela della persona e avanzando proposte nette per governare gli effetti dei cambiamenti in atto anziché subirli passivamente.

Sul fronte delle politiche comunitarie, la UILTEC riafferma la propria vocazione europeista ma lancia un monito preciso: l’Unione Europea non può limitarsi a regolare i processi senza governare gli effetti industriali e sociali. Pur valutando positivamente l’Industrial Accelerator Act come primo strumento di politica industriale orizzontale, il sindacato denuncia il rischio che rimanga una dichiarazione d’intenti sulla carta se privo di adeguate risorse finanziarie per gli investimenti.

La richiesta principale riguarda una definizione stringente di “Made in Europe” che preveda soglie minime vincolanti e tracciabilità obbligatoria per ogni comparto strategico, dall’acciaio alla chimica. Parallelamente, in vista della prossima revisione della direttiva sugli appalti pubblici, la UILTEC esige l’introduzione di condizionalità sociali reali e sanzionabili, vincolando l’accesso ai fondi pubblici al rispetto di contratti leader, salari equi, stabilità occupazionale e massimi standard di sicurezza.

La transizione energetica rappresenta il principale fattore di selezione del mercato e l’attuale divario dei costi, che vede le imprese italiane pagare l’elettricità fino al 30% in più rispetto alla media europea, è il risultato strutturale di mancate scelte politiche lungimiranti. La UILTEC sostiene gli obiettivi del Green Deal ma contesta un approccio puramente ideologico e normativo che rischia di tradursi in deindustrializzazione e delocalizzazione. Per questo si propone l’adozione di una Direttiva vincolante sulla Transizione Giusta e di strumenti di protezione sul modello del programma europeo SURE.

A livello nazionale, il sindacato chiede al Ministero del Made in Italy una strategia che prevenga le crisi misurando ogni investimento su tre parametri fondamentali: occupazione creata, filiere mantenute nel Paese e qualità del lavoro.

Tra le proposte chiave spicca il lancio di un piano nazionale per l’idroelettrico, risorsa rinnovabile e programmabile, per affrontare con una regia condivisa la scadenza delle concessioni del 2029. Viene inoltre denunciato il paradosso della miopia italiana sul gas, evidenziando il blocco normativo delle riserve nazionali nei mari del Sud, pari a 12 miliardi di metri cubi, mentre si incrementa la rigassificazione via nave, con un conseguente aggravio di costi per famiglie e imprese. Forti dubbi vengono infine espressi sul nucleare di nuova generazione, giudicato non idoneo a rispondere alle emergenze immediate a causa di tempi di realizzazione ventennali, costi incerti e l’assenza di un piano per la gestione delle scorie.

“Da una parte Edison, sostenitore della corrente continua; dall’altra Tesla e Westinghouse, promotori della corrente alternata. Non fu solo una disputa tecnica: fu una battaglia per chi avrebbe controllato l’infrastruttura del futuro.” Con questa metafora Piras inquadra la posta in gioco sull’intelligenza artificiale: non un semplice fattore di progresso, ma “un’infrastruttura di potere”. Il rischio più profondo non è la sostituzione del lavoro: “È che l’IA lo svuoti di senso, trasformando le persone in esecutori passivi di decisioni prese altrove, da sistemi opachi, non verificabili e governati esclusivamente dalla logica del profitto.” La risposta della UILTEC è contrattuale: informazione preventiva, audit indipendenti, supervisione umana obbligatoria, divieto di decisioni automatizzate su assunzioni, valutazioni, percorsi professionali, licenziamenti, sanzioni. Se l’IA aumenta la produttività, quel valore deve tornare al lavoro: salari più equi, stabilità occupazionale, riduzione dell’orario a parità di salario. Piras richiama anche il messaggio di Papa Leone XIV contenuto nella Magnifica Humanitas: “L’intelligenza artificiale non può diventare il nuovo padrone silenzioso del lavoro. Il CCNL è il nostro primo software di tutela.”

Citando Primo Levi “la chimica serve a tutto: a coltivarsi, a crescere, a inserirsi nelle cose concrete” Piras descrive una filiera che vale 67 miliardi di euro, 112.000 addetti in Italia, e che alimenta il 96% della manifattura continentale. “La questione chimica non può essere ridotta a una vertenza industriale. È un tema di sovranità economica europea.” Sul farmaceutico – 52 miliardi di produzione, 71.000 addetti altamente qualificati, export tra i più alti in Europa – il rischio è la dipendenza dall’Asia per i principi attivi: “Garantire farmaci significa garantire sicurezza sanitaria al pari della difesa.” Sul tessile e il Made in Italy: il rischio concreto che il brand sopravviva alla produzione, mentre competenze e occupazione migrano altrove. Su vetro e ceramica, settori ad alta intensità energetica, la richiesta di accompagnare ETS e CBAM con meccanismi di compensazione efficaci per evitare delocalizzazioni verso Paesi con standard più bassi.

Nel corso della prima giornata sono intervenuti anche il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli e il direttore dell’Istituto Bruno Leoni Carlo Stagnaro, con un confronto dedicato alle prospettive energetiche e industriali del Paese. È stato inoltre presentato il Bilancio sociale UILTEC, strumento di rendicontazione dell’attività sindacale e dell’impegno dell’organizzazione sui territori e nei luoghi di lavoro.

A concludere i lavori è stato il Segretario generale UIL PierPaolo Bombardieri, che ha richiamato la necessità di rafforzare il ruolo del sindacato in una fase di profonde trasformazioni economiche, industriali e sociali. Il Congresso riprenderà oggi, dalle ore 9.00 con i panel dedicati a Europa e Intelligenza artificiale. Nel pomeriggio, l’intervento del Ministro del Lavoro, Marina Calderone.


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