Trovare del ghiaccio sul condizionatore è uno di quei fenomeni che disorientano: in estate sembra impossibile, in inverno quasi ovvio; eppure, le cause sono precise e a volte la soluzione è a portata di mano. Bastano infatti alcune specifiche condizioni per mandare in crisi anche un impianto recente: per questo capire perché si forma ghiaccio nel condizionatore e cosa sta succedendo è il primo passo per poter intervenire correttamente, senza aggravare il problema e senza spendere, a meno che non si verifichi uno di quei casi in cui è indispensabile un tecnico certificato.
Come si forma il ghiaccio nel condizionatore?
Prima di stabilire se la presenza di ghiaccio rappresenti un segnale d’allarme, vale la pena capire come lavora un condizionatore dall’interno. Tutto si basa sul principio del ciclo frigorifero: un gas refrigerante percorre un circuito chiuso passando continuamente attraverso fasi di compressione e di espansione.
All’interno dell’unità interna – cioè lo split del condizionatore – il gas assorbe il calore presente nell’ambiente espandendosi e raffreddandosi; nell’unità esterna lo rilascia verso l’esterno e torna allo stato liquido, in un processo ciclico che, in condizioni ottimali, funziona in perfetto equilibrio.
L’evaporatore, ovvero la batteria di lamelle in alluminio situata nello split, lavora normalmente a temperature basse ma comunque superiori allo zero; l’umidità che l’aria porta con sé si condensa sulle lamelle e finisce nella vaschetta di raccolta, dove viene smaltita.
Il problema nasce quando qualcosa rompe questo equilibrio e la temperatura dell’evaporatore scende eccessivamente: invece di condensare, l’umidità si solidifica. Il ghiaccio che ne deriva agisce come uno strato isolante sulle lamelle, compromette progressivamente lo scambio termico e può portare il condizionatore al blocco completo.
Condizionatore ghiacciato per filtri ostruiti o sporchi
Tra le cause della formazione di ghiaccio nel condizionatore, probabilmente la più ricorrente è anche quella più facile da gestire: si tratta dei filtri dell’aria dell’unità interna intasati. Il loro compito è intercettare polvere, peli e impurità prima che penetrino nelle parti interne del dispositivo; con l’uso continuativo dello split essi si riempiono, cosa che riduce drasticamente il passaggio dell’aria.
Con un flusso d’aria insufficiente, l’evaporatore non riesce ad assorbire abbastanza calore dall’ambiente, e così la sua temperatura scende sotto lo zero e il ghiaccio inizia a depositarsi. Per risolvere il problema bisogna spegnere il condizionatore, estrarre i filtri, rimuovere lo sporco superficiale con un panno pulito e lavarli con acqua tiepida, per poi farli asciugare completamente e rimontarli.
I produttori consigliano di ripetere questa operazione ogni 2-4 settimane nei periodi di uso intensivo, e almeno una volta per stagione negli altri periodi. Si tratta di un gesto semplice che, nel tempo, è in grado di prevenire danni ben più costosi.
Ghiaccio nell’unità interna per carenza di gas refrigerante
Se la causa più comune non sussiste, quindi i filtri sono già ben puliti ma il ghiaccio sul condizionatore continua a comparire, l’ipotesi più concreta è una carenza di gas refrigerante. Si tratta del fluido che permette all’intero sistema di funzionare: assorbe e trasporta il calore, rendendo possibile la produzione di aria fredda. Quando manca il gas nel condizionatore perché il suo livello scende al di sotto del necessario, le prestazioni dell’impianto calano sensibilmente.
Con meno fluido in circolo, la pressione nel lato freddo dell’evaporatore si abbassa oltre i parametri previsti, trascinando con sé anche la temperatura. In questo scenario, il ghiaccio non si deposita sulle lamelle ma direttamente sul serpentino e spesso anche sulle tubazioni nei pressi dell’unità esterna.
La ricarica del gas refrigerante non è un’operazione fai da te, ma è riservata esclusivamente a tecnici certificati F-Gas, che sono tenuti prima di tutto a localizzare e riparare la perdita.
Scarsa circolazione dell’aria nello split del condizionatore
I filtri sporchi e la carenza di gas non sono gli unici problemi che possono ridurre la circolazione dell’aria e causare il congelamento dell’evaporatore. Un ventilatore danneggiato o che gira a velocità ridotta produce lo stesso effetto di un filtro ostruito; un risultato simile si presenta se le griglie di aspirazione e di mandata sono bloccate.
In questo caso bisogna chiamare un tecnico e verificare che ventilatore e griglie funzionino bene e che, in fase di installazione dell’unità interna del condizionatore, siano state rispettate le distanze minime dai muri laterali o dal soffitto, e che lo split sia stato correttamente posizionato.
Tubi del condizionatore congelati e coibentazione danneggiata
Le tubazioni che connettono unità interna ed esterna del condizionatore trasportano il gas refrigerante a temperature molto diverse tra loro. Il tubo del gas è freddo in modalità raffreddamento e caldo in modalità riscaldamento; per questo è avvolto da uno strato isolante che lo separa dall’aria esterna e impedisce la formazione di condensa sulla sua superficie.
Quando questa protezione si deteriora, viene danneggiata o risulta insufficiente fin dall’installazione, il tubo rimane esposto all’aria circostante. La condensa che si forma può congelare generando accumuli di ghiaccio capaci di ostacolare il percorso del gas refrigerante o di causare perdite d’acqua lungo il percorso. Ripristinare la coibentazione è un lavoro che richiede l’occhio di un professionista per valutare correttamente l’estensione del deterioramento.
Ghiaccio sull’unità esterna del condizionatore in inverno: che succede
Quando fuori fa freddo e compare del ghiaccio sull’unità esterna del condizionatore, con l’impianto in modalità riscaldamento, il quadro cambia completamente. In questo caso si tratta di un fenomeno del tutto prevedibile, non di un guasto: lo scambiatore esterno lavora come evaporatore a temperature molto basse, e l’umidità dell’aria si deposita e congela sulla sua superficie. È una situazione che si verifica tipicamente quando temperature rigide e umidità elevata si combinano insieme.
I condizionatori moderni dotati di funzione pompa di calore sono attrezzati per gestire questo scenario da soli, grazie al ciclo di sbrinamento che per pochi minuti dirige il calore sull’unità esterna che sugli ambienti interni della casa. Sul display dell’unità interna potrebbe apparire la scritta “Preriscaldamento”: è tutto nella norma.
L’unica verifica utile da parte dell’utente è assicurarsi che le griglie dell’unità esterna siano libere da neve o ghiaccio e che attorno all’apparecchio ci sia spazio sufficiente per il ricambio d’aria.
Cosa fare se il condizionatore fa ghiaccio e come sbrinarlo
Trovare del ghiaccio sullo split del condizionatore richiede un’azione immediata, ovvero quella di spegnere l’apparecchio: tenerlo acceso in quelle condizioni accelera infatti l’usura del compressore, che è anche il componente più oneroso da sostituire.
Se il modello dispone della modalità solo ventilatore, attivarla aiuta a sciogliere il ghiaccio più rapidamente pur mantenendo un minimo di circolazione dell’aria; in alternativa, è sufficiente aspettare alcune ore con la macchina spenta.
Una volta terminato lo sbrinamento, i passaggi che è possibile seguire sono:
- asciugare l’acqua raccolta nei pressi dell’unità interna;
- pulire i filtri e attendere che siano completamente asciutti prima di reinserirli;
- ispezionare il tubo di scarico della condensa verificando che non sia piegato né ostruito;
- fare lo stesso con le griglie di aspirazione e di mandata controllando che siano prive di ostruzioni;
- riaccendere l’apparecchio solo quando tutto è in ordine e asciutto.
Una cosa da non fare mai è tentare di rimuovere il ghiaccio con strumenti appuntiti o con acqua calda: le alette dell’evaporatore sono estremamente delicate e bastano pochi secondi per piegarle o romperle irreparabilmente. Se il problema si ripresenta dopo aver pulito i filtri, la strada giusta è contattare un tecnico abilitato: molto probabilmente si è in presenza di una perdita di gas o di un guasto meccanico che non si può affrontare in autonomia.
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Gabriella Dabbene
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