All’alba, tra salsedine e profumo di forno, Bari si svela in pochi passi. Barche che rientrano dal mare, cassette di pesce sul molo San Nicola, panni bianchi e tavolieri di legno nei vicoli: in uno spazio concentrati si possono ammirare romanico pugliese, palazzi liberty e una cucina che resta stampata nella mente. L’itinerario di Bari a piedi condensa in una giornata i luoghi simbolo e alcuni indirizzi amati dai baresi, senza usare l’auto.
Come arrivare a Bari e perché conviene muoversi a piedi
Bari è uno snodo del Sud facile da raggiungere. L’aeroporto è esterno alla città ma connesso al centro da treni e mezzi pubblici; la stazione ferroviaria è inserita nel tessuto urbano, a distanza breve dal quartiere murattiano e dal mare. Chi arriva in auto può evitarla per tutta la giornata, lasciandola in parcheggi collegati a navette urbane.
La città vive dodici mesi l’anno: in primavera la luce è già piena, d’estate la brezza adriatica attenua il caldo, tra autunno e inverno musei e teatri regalano giornate piene con temperature tutto sommato miti. Per un primo incontro basta un giorno ben organizzato, ma si può allungare la sosta verso Polignano a Mare, Alberobello o le Grotte di Castellana.
Mattino a Bari Vecchia: impasti, pietra e fede
La porta d’ingresso ideale è il Castello normanno-svevo: torri e fossato raccontano passaggi che vanno da Ruggero il Normanno a Federico II e alle riforme cinquecentesche. Pochi minuti e si entra nel labirinto di archi, edicole votive e scalette. Proprio qui, varcata una piccola apertura di fronte al castello, si incontra via dell’Arco Basso, la celebre via delle orecchiette. Su tavole di legno, le donne del quartiere trasformano semola e acqua in piccole conchiglie rugose; il gesto è rapido, la vendita è diretta.
Proseguendo, si raggiunge la Cattedrale di San Sabino, romanico essenziale e facciata chiara, quindi la Basilica di San Nicola: portali scolpiti, lingue diverse tra i fedeli, reliquie che attraggono cattolici e ortodossi. Nella cripta, tra candele e icone, anche chi non crede percepisce un’atmosfera raccolta.
N’ dèrr’a la lanze e lungomare: la scena del mare
Ritornando verso le mura e scendendo al porto vecchio si entra nell’area chiamata N’ dèrr’a la lanze. Tra il Teatro Margherita, ex teatro su palafitte affacciato sull’acqua, e uno storico chiosco, si susseguono barchette blu, reti e vasche piene di frutti di mare. I pescatori chiamano, invitano all’assaggio, e qualcuno batte il polpo sulla pietra per ammorbidirlo.
Da qui si allunga la passeggiata più famosa: da un lato il mare aperto, dall’altro i palazzi istituzionali in stile tardo liberty. Panchine, runner, famiglie e gruppi di ragazzi compongono un flusso continuo che spiega, meglio di molte descrizioni, quanto Bari viva di fronte all’acqua.
Pausa focaccia e affacci sulla Muraglia
Il pranzo è un momento della giornata che qui non si salta. Nei vicoli bianchi della città vecchia, i panifici storici sfornano focaccia barese a ciclo continuo: impasto morbido, olio generoso, pomodori schiacciati e olive nere. Si dovrebbe segnare due nomi ricorrenti tra i locali: Panificio Fiore e Panificio Santa Rita, diversa mano sugli impasti, stessa devozione.
Poi, da Piazza Ferrarese a Piazza Mercantile, si sale sulla Muraglia: sopra le antiche mura, il cammino alterna tetti di pietra e Adriatico. All’altezza del Fortino di Sant’Antonio il panorama si apre, restituendo la forma compatta del centro antico. Per una sosta con vista mare, La Ciclatera sotto il mare offre posizione scenografica e atmosfera rilassata, soprattutto nel tardo pomeriggio.
Centro murattiano, shopping e arte tra liberty e mare
Per cambiare ritmo basta attraversare verso il quartiere murattiano, la Bari ottocentesca disegnata a scacchiera. Via Sparano, asse pedonale dello shopping, alterna grandi marchi a edifici storici. Spicca Palazzo Mincuzzi, 1928, con linee art nouveau e balconate sinuose: anche senza entrare, si dovrebbe alzare lo sguardo.
Sul lungomare, il Palazzo della Provincia ospita la Pinacoteca Corrado Giaquinto: il percorso, dal medioevo al novecento con un’attenzione a Puglia e scuola napoletana, si affaccia sul blu dalle finestre superiori. Rientrando verso il cuore cittadino, il Teatro Petruzzelli ricorda eleganza e resilienza: la facciata neoclassica, le locandine e la memoria dell’incendio del 1991 seguita dalla rinascita lo rendono un riferimento per la città intera.
Dove e cosa mangiare: dagli spaghetti all’assassina al crudo
La cucina barese si esprime in osterie di quartiere, trattorie di mare e locali che rivisitano la tradizione. Conviene muoversi con un’idea chiara di cosa assaggiare: dalla ritualità delle orecchiette al piatto che più di altri divide e conquista, gli spaghetti all’assassina, fino al crudo di mare servito con essenzialità.
- Le Arpie (borgo antico): osteria con pochi coperti, piatti simbolo come fave e cicorie e orecchiette; si consiglia prenotazione.
- Terranima: tradizione pugliese in chiave curata, presentazioni contemporanee senza perdere radici.
- Tiella (vicino al Petruzzelli): trattoria ampia con piatti tipici e panini locali come le pucce.
- Al Sorso Preferito: casa degli spaghetti all’assassina, nati qui negli anni Sessanta con sugo “tirato” fino alla croccantezza.
- La Locanda di Federico (Piazza Mercantile): ristorazione familiare con tocco attuale in pieno centro.
- Riva Restaurant (dietro il Petruzzelli): cucina di terra e mare in versione più elegante.
Sera a Largo Albicocca: panzerotti, sgagliozze e luci sospese
Col calare della luce cambia il passo della città. Largo Albicocca, nel cuore di Bari Vecchia, oggi più che riqualificata, appare come un salotto all’aperto: fili di lucine tra i palazzi e tavoli semplici. Friggitorie e chioschi sfornano panzerotti bollenti e sgagliozze – rettangoli di polenta fritta – da mangiare con le mani, seduti su sedie di plastica e in conversazioni che spesso coinvolgono il vicino di tavolo.
Per una cena di pesce, si può rimanere sul versante più verace da Al Pescatore, oppure scegliere il profilo elegante di Biancofiore. La chiusura ideale di serata è di nuovo sul lungomare: lampioni in fila, riflessi sull’acqua e onde che si infrangono sulle scogliere artificiali, un rito quotidiano per molti baresi.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Orecchiette nei vicoli e profumo di focaccia: è la città pugliese più verace da scoprire a piedi
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Redazione
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