La Conferenza Stato Regioni l’11 settembre scorso ha dato il suo via libera al Decreto del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste che attua le misure straordinarie previste dall’Unione Europea a sostegno delle imprese agricole colpite dall’aumento dei costi di produzione determinato dalla crisi in Medio Oriente.
Il provvedimento rende disponibili complessivamente 136,8 milioni di euro, che sono la somma tra i 45,6 milioni di euro assegnati all’Italia dalla riserva di crisi della Pac e ulteriori 91,2 milioni di euro di risorse nazionali stanziate sul bilancio dello Stato. Lo ha reso noto ieri – 16 settembre 2026 – il Masaf, con una nota ufficiale, che fa riferimento al Regolamento di Esecuzione Ue 2026/1894 della Commissione del 27 luglio 2026 che prevede un “sostegno finanziario di emergenza per gli agricoltori colpiti da problemi specifici derivanti dalla crisi in Medio Oriente e che incidono sulla redditività economica delle loro aziende”.
Intanto dal Parlamento Ue arriva una doccia scozzese sul fronte del Cbam, il meccanismo europeo di tassazione dei prodotti ad alta emissione di CO2: è stata bocciata la clausola di sospensione della misura sui fertilizzanti chimici in caso di gravi perturbazioni del mercato proposta dalla Commissione Ue in sede di revisione del Cbam. In compenso gli agricoltori potranno usufruire del Fondo per la Decarbonizzazione, ma il voto ha scatenato la dura presa di posizione di Coldiretti.
Il Decreto del ministro sui fertilizzanti
Secondo la nota del Masaf, i 136,8 milioni di euro stanziati da Ue e bilancio dello Stato in attuazione del Regolamento di Esecuzione Ue 2026/1894 della Commissione del 27 luglio 2026 “consentiranno di compensare il 50% degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture maggiormente interessate dall’incremento dei prezzi e caratterizzate da un più elevato impiego di concimi”.
L’intervento è destinato a oltre 547mila agricoltori italiani e “sarà erogato senza ulteriori adempimenti burocratici, con l’accredito diretto delle risorse sui conti dei beneficiari”.
Tra le produzioni interessate – secondo la nota – figurano il comparto cerealicolo, con il grano, il riso e il mais, ma anche l’olio di oliva, il nocciolo, la barbabietola da zucchero e la colza, oltre alle altre colture che presentano un significativo fabbisogno di fertilizzanti.
Stando al decreto, i beneficiari del contributo sono gli agricoltori che – entro il 25 luglio 2026 – hanno presentato la domanda di aiuto per la Pac per interventi a superficie e per i quali l’aumento del costo dei concimi ha inciso per oltre l’1,5% del valore della coltura per ettaro.
Agea provvederà, sulla base dei dati del fascicolo aziendale e del Piano Colturale Grafico, a calcolare quanto spetta ad ogni singolo agricoltore sulla base degli aumenti registrati dai fertilizzanti, come presentati negli allegati al Decreto.
“Mentre gli altri fanno chiacchiere, il Governo Meloni realizza quello che ha programmato, sostenendo il settore agricolo”, ha affermato ieri il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“Con la crisi di Hormuz c’è stato un aumento dei prezzi di alcuni prodotti che servono a garantire agli agricoltori la possibilità di produrre, tra questi i fertilizzanti. C’è stato un aumento molto consistente. Siamo andati in Europa, abbiamo spiegato che era necessario intervenire e abbiamo ottenuto oltre 45 milioni di euro, ma non erano sufficienti per questo intervento, quindi abbiamo chiesto al collega Giorgetti (Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze Ndr) di intervenire ulteriormente con altri 91 milioni di euro”, ha spiegato Lollobrigida.
L’intervento si inserisce nel quadro delle misure messe in campo per sostenere il settore agricolo di fronte alle difficoltà determinate dal contesto internazionale. “È un ulteriore intervento al quale ne seguiranno altri perché non abbiamo mai smesso di seguire con attenzione quelle che erano le difficoltà dei settori agricoli” ha infine concluso il ministro, ricordando: “Siamo in attesa del ColtivaItalia che invece programmerà e garantirà fondi per tutti i settori italiani della produzione agricola perché noi crediamo che l’agricoltura sia davvero al primo posto”.
Parlamento Ue no a clausola di salvaguardia sul Cbam
Intanto sui prezzi dei fertilizzanti influirà quanto deciso dal Parlamento Ue, dove il 15 settembre scorso, con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, gli eurodeputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di estendere l’ambito di applicazione del Cbam oltre le materie prime di base a un ampio elenco di prodotti a valle – prodotti finiti in acciaio e alluminio come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa – estendendolo ulteriormente rispetto a quanto proposto dalla Commissione.
Chiedono inoltre l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra Ue utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete elettrica. In tale quadro, non è stata approvata la proposta della Commissione Ue che all’articolo 27a conteneva una clausola di salvaguardia per i concimi, tale da sospendere Cbam in caso di gravi perturbazioni del mercato.
Parlamento Ue, agricoltori ammessi al Fondo Decarbonizzazione
In compenso però nella stessa giornata il Parlamento Ue ha inoltre adottato la sua posizione sul Fondo Temporaneo per la Decarbonizzazione, volto a proteggere i produttori dell’Ue sui mercati di esportazione, con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni. I deputati chiedono di erogare il sostegno finanziario del Fondo dal 2027 al 2029, anziché dal 2028 come proposto dalla Commissione. Vogliono inoltre estenderlo ai produttori di fertilizzanti e agli operatori che sostengono costi più elevati legati al carbonio, includendo tra i prodotti ammissibili urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio, considerati strategici per la sicurezza alimentare.
Secondo i deputati, tutti gli operatori a valle – le imprese che utilizzano beni soggetti al Cbam nella loro produzione – dovrebbero poter beneficiare del fondo. Propongono inoltre di destinare i proventi rimanenti agli impegni internazionali dell’Ue per il finanziamento del clima nell’ambito dell’Accordo di Parigi, anziché restituirli agli Stati membri come proposto dalla Commissione.
Per il relatore sul Fondo Temporaneo per la Decarbonizzazione, il francese Pascal Canfin (Renew), in questo modo si offre “una soluzione più solida per gli agricoltori colpiti dai costi dei fertilizzanti”. Ma l’accesso al fondo per gli agricoltori durerà solo due anni.
La dura reazione di Coldiretti
E dura è stata la risposta di Coldiretti, contraria al voto del Parlamento Europeo, che ha escluso la clausola di salvaguardia sul Cbam – il meccanismo europeo che tassa le produzioni ad elevata emissione di anidride carbonica in atmosfera – per i concimi chimici in caso di gravi turbative di mercato.
“La cancellazione della clausola di salvaguardia – spiega Coldiretti -, che avrebbe consentito di sospendere l’applicazione della misura in caso di gravi perturbazioni del mercato, lascia di fatto gli agricoltori senza tutele, con effetti diretti sui costi del cibo naturale che diventeranno una nuova tassa sulla salute delle famiglie. Tale clausola rappresentava infatti l’unico strumento di tutela, ancorché debole, previsto per fronteggiare eventuali effetti negativi del Cbam legati al possibile aumento dei prezzi dei fertilizzanti”.
Secondo l’organizzazione agricola, la scelta degli europarlamentari “è ancora più grave se confrontata con la posizione adottata dalla Commissione Ue a giugno, che, pur rendendo estremamente restrittive le condizioni di attivazione, aveva comunque scelto di mantenere una clausola di sospensione”.
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