AIPB, Luiss e Confindustria stimano in 25 miliardi di euro il risparmio che potrebbe essere mobilitato verso l’economia reale italiana. Il Private Banking, che gestisce oggi 1.400 miliardi di euro, potrebbe accompagnare 88.000 imprese verso nuove fonti di capitale e 12 milioni di famiglie verso investimenti di più lungo periodo.
Dal 2000 il PIL USA è quasi triplicato, mentre quello europeo è cresciuto di 1,4 volte. Per colmare il divario e rilanciare la competitività, l’Europa deve mobilitare quasi 1.200 miliardi di euro di investimenti l’anno. Il risparmio, però, fatica a diventare capitale per le imprese: meno dello 0,7% delle attività finanziarie delle famiglie italiane è investito in azioni quotate italiane, mentre le imprese continuano a fare ampio ricorso al credito bancario. Le scelte più strategiche per le PMI – diversificare le fonti di finanziamento, aprire il capitale e pianificare per tempo la continuità aziendale – sono associate a differenziali di crescita del fatturato rispettivamente del +106%, +46% e +64%, secondo l’analisi AIPB-Prometeia. La consulenza finanziaria e patrimoniale potrebbe intercettare entrambi i potenziali, accompagnando 88.000 imprese verso nuove fonti di capitale e competenze e 12 milioni di famiglie verso investimenti di più lungo periodo.
Mobilitare il risparmio privato verso il finanziamento dell’economia reale per innescare una nuova stagione di crescita in Italia e in Europa. È questo il tema centrale dell’evento “Risparmio e impresa: nuove traiettorie per la crescita”, organizzato dall’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) e dal Centro Arcelli per gli Studi Monetari E Finanziari (CASMEF) della LUISS, presso la sede dell’Università a Roma.
L’incontro e il Rapporto CASMEF, oggetto della presentazione, propongono, per la prima volta, una lettura integrata di due mondi – risparmio delle famiglie e sistema produttivo – finora analizzati separatamente, ma il cui destino è indissolubilmente legato alla crescita del sistema Paese e dell’Unione Europea.
I lavori, aperti con il saluto di benvenuto di Stefano Manzocchi (Prorettore per la Ricerca e la Terza Missione, LUISS), sono proseguiti con la presentazione di Andrea Ragaini (Presidente AIPB), dal titolo “Impresa e risparmio: due potenziali da attivare per la crescita dell’Europa”, e la presentazione del Rapporto CASMEF LUISS “Il capitale di rischio e la crescita economica in Italia e in Europa”, illustrato dagli autori, il prof. Giorgio Di Giorgio e i ricercatori Federico Guerra e Giuseppe Zito (CASMEF LUISS). Al dibattito che ne è seguito hanno preso parte figure di spicco delle istituzioni e dell’industria: Angelo Camilli (Vice Presidente per il Credito, la Finanza e il Fisco, Confindustria), l’On. Giulio Centemero (Capogruppo Lega, VI Commissione Finanze, Camera dei Deputati), Lilia Cavallari (Presidente UPB), Nadia Linciano (Segretario Generale CONSOB), l’On. Luigi Marattin (Capogruppo Gruppo Misto, V Commissione permanente Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera) e Pietro Reichlin (Professore Ordinario di Economia, LUISS). Le conclusioni sono state affidate a Sergio Fabbrini (Professore Emerito di Scienza Politica, LUISS).
Le dichiarazioni
Angelo Camilli, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco: “Il Rapporto LUISS presentato oggi mette in evidenza una grande opportunità per la crescita italiana: oltre 6.000 miliardi di euro di attività finanziarie delle famiglie, di cui oltre 1.500 miliardi ancora mantenuti in forma liquida. Mobilitare anche solo una parte di queste risorse verso l’economia reale può rappresentare una leva importante per rafforzare la capacità delle imprese di investire, crescere e innovare. Come Confindustria, riteniamo che la crescita abbia bisogno anche di capitali pazienti e che sia necessario rafforzare il collegamento tra risparmio e impresa, mobilitando il risparmio privato e previdenziale verso il sistema produttivo e infrastrutturale domestico. Patrimonializzazione e diversificazione delle fonti di finanziamento sono centrali per sostenere gli investimenti, la crescita dimensionale, l’accesso ai mercati dei capitali e i processi di aggregazione. Abbiamo stimato che, mobilitando verso l’economia domestica solo l’1% dei risparmi delle famiglie oggi detenuti su conti correnti e depositi e il 2,5% delle risorse degli enti previdenziali, si potrebbe attivare un flusso di circa 25 miliardi di euro: una vera manovra. La Legge di Bilancio 2027 può contribuire a creare le condizioni per questo obiettivo, con incentivi strutturali e stabili alla capitalizzazione e misure capaci di favorire l’incontro tra risparmio e impresa. Ma per mobilitare più risorse dobbiamo anche aumentare le opportunità di investimento, accompagnando soprattutto PMI e mid cap a rafforzare governance, competenze e capacità di aprirsi al capitale esterno. Solo così possiamo trasformare il risparmio in investimenti produttivi e sostenere una crescita più solida e duratura”.
Prof. Giorgio Di Giorgio, Direttore CASMEF LUISS: “L’Italia ha ancora molto risparmio ma le famiglie allocano relativamente poche risorse ad investimenti in capitale di rischio, in particolare nelle piccole e medie imprese. Occorre lavorare sull’educazione finanziaria e spingere per una crescita della previdenza integrativa e del contributo degli investitori istituzionali, tra cui assicurazioni e fondi pensione, all’economia reale del paese. Lo studio introduce alcune proposte che mirano ad estendere il coinvolgimento dei cittadini negli investimenti e nella previdenza integrativa, oltre che a stimolare la partecipazione dei giovani ai mercati finanziari, con un’ottica di lungo termine. Sono infine auspicabili l’attuazione più rapida dei provvedimenti normativi nonché un quadro semplificato e più stabile degli incentivi”.
Andrea Ragaini, Presidente di AIPB, ha dichiarato: “Per tornare a crescere occorre valorizzare appieno due grandi risorse che già abbiamo: impresa e risparmio. La consulenza finanziaria e patrimoniale può agire su un potenziale molto ampio: 88.000 imprese e 12 milioni di famiglie. È in questo spazio che il Private Banking può esprimere un ruolo distintivo, mettendo a disposizione un modello di servizio continuativo che integra impresa e patrimonio. Per le imprese significa ampliare le alternative di finanziamento, aprirsi a nuovi capitali, rafforzare la governance e preparare per tempo continuità e trasmissione. Per le famiglie, il percorso passa da una gestione più evoluta del patrimonio: distinguere la liquidità necessaria da quella che può essere investita, allungare l’orizzonte e dare più spazio agli asset di crescita, mantenendo il giusto equilibrio con la protezione”, ha proseguito poi Ragaini. “Il Private Banking gestisce 1.400 miliardi di euro, di cui il 30% fa capo a imprenditori: impresa e patrimonio personale entrano quindi spesso nella stessa relazione di consulenza. Un dialogo che genera anche conoscenza: il 91% dei nostri clienti dichiara di aver migliorato le proprie competenze finanziarie grazie al confronto con il private banker. È la prova concreta del valore di una consulenza costruita nel tempo, soprattutto nei momenti in cui la ricchezza cambia forma: quando il risparmio diventa investimento, quando il patrimonio finanzia nuovi progetti, quando l’impresa affronta un passaggio generazionale. Accompagnare bene questi passaggi significa preservare il valore costruito e creare le condizioni perché continui a crescere”.
La relazione del Presidente AIPB Andrea Ragaini: imprese e risparmio, le due leve da attivare per la crescita
Nella sua relazione, il Presidente AIPB Andrea Ragaini ha richiamato la necessità per l’Europa di tornare a crescere e investire di più. Dal 2000 al 2024 il PIL degli Stati Uniti è quasi triplicato, mentre quello europeo è cresciuto di 1,4 volte. Per sostenere la transizione energetica, l’innovazione tecnologica e la difesa comune, le esigenze annuali di investimento dell’Europa sono stimate in quasi 1.200 miliardi di euro.
Per affrontare questo divario, l’Europa può contare su due grandi risorse ancora non pienamente valorizzate: le imprese e il risparmio delle famiglie. Le PMI generano il 56% del valore aggiunto dell’economia europea, contro il 39% negli Stati Uniti, mentre le famiglie europee detengono circa 40.000 miliardi di euro di ricchezza, con una propensione al risparmio del 15%. Una parte di questo risparmio può diventare il capitale paziente di cui le imprese hanno bisogno per crescere: oggi, tuttavia, questo passaggio avviene ancora in misura limitata.
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