I cambiamenti del clima e la crescente frequenza con cui si presentano temporali intensi rappresentano un problema per molti proprietari di immobili. Con uno stanziamento da 300mila euro per incentivare e sostenere i cittadini nell’acquisto e nell’installazione di dispositivi antiallagamento per la protezione degli immobili, il Comune di Padova ha, lo scorso 20 maggio, pubblicato il bando per presentare richiesta di contributo, al quale sono state presentate 264 domande, per un importo complessivo di 180mila euro. Tra queste 209 sono risultate ammissibili o parzialmente ammissibili a contributo, 26 sono risultate duplicati di domande già presentate e quindi non ammissibili a contributo, 29 sono risultate non ammissibili perché non rispondenti ai requisiti del bando.
Dopo aver esaminato tutte le richieste pervenute nei tempi stabiliti, il fabbisogno finanziario complessivamente ammissibile è risultato inferiore alle risorse stanziate e per questo l’amministrazione ha ritenuto opportuno riaprire i termini per la presentazione delle domande di contributo, mantenendo invariati i requisiti soggettivi, le spese ammissibili, l’entità del contributo, le modalità di presentazione delle domande e tutti gli altri contenuti dell’avviso già approvato.
L’obiettivo rimane quello di incentivare la più ampia diffusione di interventi di autoprotezione e mitigazione del rischio allagamenti negli edifici abitativi, contribuendo ad accrescere la resilienza del territorio comunale rispetto agli eventi meteorologici estremi. Chi non ha già colto l’occasione potrà quindi presentare domanda a partire dalle 10 del 21 settembre fino alle 12 del 31 ottobre, sul sito istituzionale del Comune di Padova, con le medesime modalità. Le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di arrivo fino ad esaurimento delle risorse residue disponibili. Possono partecipare al bando i soggetti residenti nell’immobile oggetto dell’intervento, situato nel territorio del Comune di Padova che siano proprietari o titolari di diritti reali sull’immobile abitativo, affittuari o comodatari purché muniti di autorizzazione scritta del proprietario, o condomini, per gli interventi sulle parti comuni.
Il contributo è riconosciuto esclusivamente per la prima casa di abitazione, ovvero dove il richiedente risiede stabilmente e saranno considerate ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° maggio 2024. Sarà possibile presentare una sola richiesta e ai beneficiari potrà essere riconosciuto un sostegno pari al 50% della spesa, fino a un massimo di 1.500 euro a fondo perduto e fino a esaurimento delle risorse. Il contributo verrà erogato con modalità “a sportello” e le domande verranno istruite e i contributi liquidati in ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili a bilancio comunale.
Saranno ammessi al contributo interventi riguardanti l’acquisto e installazione di barriere frangiacqua o antiacqua, paratie antiallagamento e altri sistemi di autoprotezione da collocare in adiacenza a porte, finestre e ingressi, anche interrati, finalizzati a prevenire l’ingresso di acqua, fango o liquami all’interno degli edifici; rientrano tra tali interventi anche soglie rialzate, sistemi di chiusura a tenuta stagna e analoghi dispositivi di protezione; barriere intese come manufatti di protezione perimetrale del lotto con funzione di sbarramento delle acque superficiali, comprendenti anche la sopraelevazione di muretti perimetrali esistenti, nonché la sostituzione di recinzioni ordinarie (in rete metallica o grigliato), da eseguirsi nel rispetto del regolamento edilizio comunale vigente e previa acquisizione del relativo titolo edilizio; sistemi di drenaggio e gestione delle acque, quali griglie e canaline esterne, pozzetti di raccolta e sistemi antiallagamento con pompe, valvole antiriflusso per gli scarichi, nonché pompe e sistemi di svuotamento dei locali interrati o seminterrati; sanitari con scarico forzato e altri dispositivi tecnici analoghi finalizzati a prevenire il riflusso delle acque; vasche di invaso o di accumulo delle acque meteoriche, subordinate al possesso di idoneo titolo edilizio, purché tali interventi non siano già previsti come obbligo normativo.
L’assessore Andrea Ragona commenta: «Abbiamo ricevuto molte domande ma non sufficienti a coprire la cifra stanziata. Abbiamo quindi deciso di riaprire i termini per incentivare quante più persone possibile ad installare sistemi per difendere le proprie abitazioni dagli allagamenti. Questa misura straordinaria è stata definita nella consapevolezza che è ormai necessario agire sulla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Non possiamo prevedere gli eventi estremi ma possiamo rendere le persone in grado di ridurre i danni materiali futuri. Questo permette di contenere l’uso delle risorse pubbliche per la gestione dell’emergenza, migliorando la sicurezza urbana in modo diffuso e condiviso. Si tratta di risorse che sono un investimento collettivo in resilienza: mai come oggi è importante prendere atto che i cambiamenti climatici esistono e devono essere mitigati. Una misura che si va ad unire al grande lavoro in corso verso il Piano delle Acque che prevede molte azioni strategiche sulla gestione dell’acqua nel territorio. Invito nuovamente tutte le persone che ne hanno le caratteristiche ad informarsi e presentare la domanda, oltre che a diffondere l’informazione: i dispositivi e gli interventi ammessi a contributo sono di molte tipologie proprio perché le esigenze di ognuno sono diverse e diversi sono gli interventi realizzabili e utili. Il bando è aperto a tutti, non solo ai residenti di alcune zone considerato più a rischio, proprio perché gli ultimi eventi si sono manifestati in modo imprevedibile anche laddove non erano mai stati registrate criticità rilevanti».
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