I 45.000 euro del Bando Internazionalizzazione 2026 della Camera di commercio di Reggio Calabria bastano per otto contributi pieni da 5.600 euro: è un nostro conto, non una previsione. Le domande passano in ordine d’arrivo su ReStart, dalle 10:00 di lunedì 12 ottobre alle 14:00 di venerdì 30 ottobre 2026; al 2 ottobre lo sportello non è ancora aperto. Chi sbaglia, qui, perde il posto in fila.
Scheda rapida del bando 2026
- Micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale nella Città metropolitana di Reggio Calabria.
- Consulenze, formazione, beni strumentali e fiere per vendere all’estero.
- 70% della spesa senza IVA, fino a 5.600 euro; 200 euro in più con rating di legalità o certificazione della parità di genere già posseduti alla domanda.
- Dalle 10:00 del 12/10 alle 14:00 del 30/10/2026, in ordine d’arrivo.
- Su ReStart, firma digitale, cinque allegati, bollo da 16 euro.
Hai dubbi? Contattaci ora.Ti richiamiamo noi.
| Tema | Bando 2026 | Fonte |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione del Segretario generale n. 2026000247 del 28/09/2026 | Determinazione, lett. a) |
| Dotazione | 45.000 euro, aumentabili; chiusura anticipata se finiscono | Art. 3 c. 1 e 7 |
| Contributo | 70% delle spese senza IVA, massimo 5.600 euro, più 200 euro di premialità | Art. 3; art. 7 c. 6 |
| Beneficiari | MPMI con sede legale o unità locale nella circoscrizione camerale | Art. 4 |
| Domande | Una per impresa; se ne invii più d’una, vale l’ultima | Art. 5 |
| Selezione | Ordine cronologico, senza punteggi; elenchi entro 90 giorni dalla chiusura | Art. 11 |
| Spese | Fatturate e quietanzate dalla data della domanda al 29/10/2027 | Art. 7 c. 5 |
| Regime di aiuto | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831 | Art. 8 |
Esiti 2025: la PEC senza risposta ha pesato più dell’ordine d’arrivo
Nel 2025, con 70.000 euro e tre finestre fra giugno e novembre, arrivarono 49 domande. Una fu irricevibile: l’impresa non aveva sede né unità locale nella Città metropolitana. Altre 36 ricevettero un preavviso di rigetto o una richiesta di chiarimenti: 18 imprese non risposero, e 16 finirono fra le 25 non ammesse. Le 24 ammissibili valevano 116.223,60 euro di contributi, più del doppio della dotazione 2026: la Camera ne finanziò 17 aggiungendo 14.060 euro, e le ultime 7 in ordine d’arrivo restarono senza fondi. Nel 2026, senza risposta entro 10 giorni solari, la Camera decide sui documenti già inviati (art. 11 c. 5).
Il reinvio ti rimette in fondo alla fila. Se invii più domande vale l’ultima, che annulla le precedenti (art. 5); nel 2025 contava la prima. Meglio una domanda completa alle 11:00 che una incompleta alle 10:00.
Spese ammesse ed escluse
Si pagano consulenza e formazione, beni e servizi strumentali, spazi espositivi, virtuali o fisici, e incontri d’affari (art. 7 c. 1). Nel Modulo 1 ogni spesa va legata a un ambito dell’art. 2 c. 2, pena la non ammissibilità: dal sito tradotto alle certificazioni per l’export, dal marchio all’estero al temporary export manager.
Restano fuori viaggi, vitto, alloggio, rappresentanza, campionature, certificazioni non legate alla vendita all’estero come ISO o EMAS, adeguamenti di legge, gestione ordinaria e mera pubblicità (art. 7 c. 2); la consulenza legale o fiscale passa solo se specificamente legata all’estero. Le campagne di marketing digitale dell’edizione 2025 non sono più elencate.
Niente fornitori collegati all’impresa, ai soci o agli amministratori. La formazione la erogano enti di formazione o soggetti certificati UNI EN ISO 9001, e vale per titolari e coadiuvanti delle imprese individuali, soci delle società di persone (esclusi gli accomandanti), amministratori e dipendenti, non per parasubordinati e collaboratori (artt. 6 e 7).
Il conto da fare prima di chiedere i preventivi
Il contributo tocca i 5.600 euro con 8.000 euro di spese ammesse, che non sono un tetto: il bando non ne fissa. La trappola è l’art. 12 c. 1 lett. e): va speso almeno il 70% della spesa ammessa, altrimenti la revoca è totale. Più alti i preventivi, più alta l’asticella.
| Spese ammesse | Contributo | Da spendere almeno, pena la revoca |
|---|---|---|
| 5.000 euro | 3.500 euro | 3.500 euro |
| 8.000 euro | 5.600 euro | 5.600 euro |
| 12.000 euro | 5.600 euro (46,7% della spesa) | 8.400 euro |
Calcoli nostri sugli artt. 3 e 12, senza premialità. Nel 2025 una domanda con 18.316 euro ammissibili ha avuto 5.600 euro: con il bando 2026 dovrebbe spenderne almeno 12.821,20 euro. Fra il 70% e il 100% dell’ammesso il bando non dice come si ricalcola; per noi il contributo non supera il 70% dello speso (art. 3 c. 3). Meglio preventivi vicini alla spesa reale.
Requisiti e documenti da preparare prima del 12 ottobre
I requisiti servono alla data della domanda e, tranne la dimensione, fino alla liquidazione (art. 4):
- micro, piccola o media impresa secondo la Raccomandazione 2003/361/CE;
- sede legale o unità locale nella Città metropolitana (chi ha sedi altrove motiva il legame nel Modulo 1);
- iscrizione attiva al Registro delle imprese: il solo REA, il repertorio economico amministrativo, non basta;
- diritto annuale nell’esatta misura, da controllare scrivendo a [email protected] (se irregolare, 10 giorni per sanarlo dalla PEC della Camera);
- DURC e sicurezza sul lavoro in regola;
- polizza catastrofale (art. 1 c. 101 L. 213/2023), novità rispetto al 2025;
- niente cause antimafia né liquidazioni; niente forniture di servizi in corso con la Camera, salvo eccezioni come le imprese individuali.
Su ReStart si entra con SPID, CNS o CIE. Al modello base si allegano, firmati digitalmente e a pena di esclusione, autodichiarazione, Modulo 1, preventivi, brochure e polizza: gli ultimi tre con data anteriore all’invio, mentre una spesa fatturata o pagata prima della domanda non è ammissibile. I preventivi vanno intestati all’impresa, voce per voce, su carta intestata del fornitore. Il bollo da 16 euro si paga con PagoPA; la PEC aziendale va in domanda e in anagrafica.
Il bando chiede la polizza a tutti, senza eccezioni per chi non è obbligato, come un’impresa senza fabbricati, impianti o attrezzature: in quel caso chiedi prima alla Camera.
Dagli elenchi all’incasso
Gli elenchi escono entro 90 giorni dalla chiusura, il 28 gennaio 2027 se si chiude il 30 ottobre: chi spende prima lo fa a suo rischio. Ogni fattura deve riportare il CUP, il codice unico di progetto, pena la non ammissibilità (le fatture emesse fra la domanda e la comunicazione del CUP si integrano con il servizio Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate); si paga solo con strumenti bancari, provati dall’estratto conto intestato e non dalla lista movimenti. Le variazioni si autorizzano prima, via PEC.
Il rendiconto va su ReStart con fatture XML quietanzate e relazioni del fornitore e dell’impresa; su richiesta, prima della liquidazione, si fa una valutazione della maturità all’export. Il termine non è chiaro: l’art. 13 rinvia all’art. 7, che fissa solo quello delle spese (nel 2025 erano 9 mesi dalla notifica). Requisiti persi, rendiconto mancato o spesa sotto il 70% portano alla revoca totale; quanto già incassato si restituisce con gli interessi, a un tasso che bando e Codice degli incentivi (art. 17 del D.Lgs. 184/2025) non fissano allo stesso modo.
Il regime è il de minimis (Reg. UE 2023/2831): tetto di 300.000 euro nell’arco di tre anni su base mobile per l’impresa unica, che include le imprese legate da controllo. L’aiuto si considera concesso con gli elenchi e la Camera lo comunica al Registro nazionale degli aiuti. Il cumulo sugli stessi costi è ammesso con altri de minimis fino al massimale e con aiuti in esenzione o autorizzati entro l’intensità più alta (art. 9). Il margine si controlla con la nostra guida su come si calcola il plafond residuo dell’impresa unica.
All’erogazione la Camera trattiene il 4% di ritenuta d’acconto: su 5.600 euro ne arrivano 5.376. La legge esclude dalla ritenuta i contributi per l’acquisto di beni strumentali; il bando non fa distinzioni. Come si tassa e si contabilizza un contributo camerale lo spieghiamo nella guida ai voucher delle Camere di commercio.
Bando internazionalizzazione di Reggio Calabria: domande e risposte
Una fiera all’estero è finanziata, viaggio compreso?
La fiera sì: spazio espositivo, allestimento, iscrizione, interpretariato, hostess e trasporto dei prodotti, assicurazione compresa (art. 7 c. 1). Viaggio, taxi, vitto e alloggio no (art. 7 c. 2).
Il commercialista può inviare la domanda al posto dell’impresa?
Sì, come intermediario, indicando l’impresa (art. 10 c. 4). Gli allegati li firma il titolare o legale rappresentante, la PEC è dell’impresa e per l’ordine conta l’ora di ricezione su ReStart.
Chi ha avuto il contributo nel 2025 può ripresentarsi?
Sì, ma non per un progetto analogo a quello già finanziato (art. 7 c. 7): il Modulo 1 ha una sezione in cui spiegare la differenza.
Posso correggere la domanda dopo averla inviata?
Solo inviandone un’altra. Integrare non si può (art. 11 c. 3), e la domanda nuova annulla la precedente prendendo l’ora del nuovo invio (art. 5): un allegato dimenticato costa la posizione.
Una fattura emessa prima della domanda è ammissibile?
No: contano solo le spese fatturate e quietanzate dalla data della domanda al 29 ottobre 2027 (art. 7 c. 5). Preventivi, brochure e polizza, invece, vanno acquisiti prima dell’invio (art. 10 c. 6).
Chi nel 2026 ha già realizzato un’innovazione trova nella stessa Camera i Premi per l’innovazione 2026 di Reggio Calabria, con candidature fino al 31 ottobre. Se il progetto non guarda all’estero, conviene partire dal calendario dei bandi a fondo perduto con lo sportello aperto.
Una domanda sola, giusta al primo invio. Lascia i tuoi dati nel form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per rifare con te il conto dei preventivi sulla soglia del 70%.
Fonti: bando in PDF sul sito della Camera, Allegato 1 della determinazione del Segretario generale n. 2026000247 del 28/09/2026; pagina del bando; scheda dell’atto sull’albo camerale, dove i documenti restano consultabili fino al 6 ottobre 2026. Esiti 2025: determinazione n. 397 del 31/12/2025. Pagina e albo ricontrollati il 2 ottobre 2026.
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