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La Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori prti semplificare il lavoro e la prestazione di servizi tra gli Stati membri dell’Unione europea.
Le misure riguardano in particolare la sicurezza sociale, il riconoscimento delle qualifiche professionali, la portabilità delle competenze e il rafforzamento dei controlli sul lavoro transfrontaliero.
Il pacchetto punta a rendere più semplice per i lavoratori dimostrare i propri diritti sociali e professionali in un altro Stato membro. Le nuove regole dovrebbero inoltre ridurre gli adempimenti per le imprese che assumono personale o forniscono servizi in diversi Paesi dell’Unione europea; le amministrazioni nazionali potranno utilizzare nuovi strumenti digitali e rafforzare la cooperazione per verificare i documenti e contrastare frodi e irregolarità.
Vediamo come.
Le cinque proposte legislative sulla mobilità dei lavoratori
Il pacchetto presentato dalla Commissione europea comprende una comunicazione sull’equa mobilità dei lavoratori e cinque proposte legislative.
Le proposte riguardano:
- un regolamento che istituisce la tessera europea di sicurezza sociale;
- un regolamento sulla portabilità delle competenze e sulle qualifiche digitali e comparabili;
- un regolamento per rafforzare l’Autorità europea del lavoro;
- una modifica della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali;
- una direttiva sul riconoscimento delle qualifiche dei cittadini di Paesi terzi.
Secondo le stime indicate dalla Commissione europea, il pacchetto potrebbe produrre benefici per circa 6 miliardi di euro entro il 2040, dovuti a procedure più rapide per il riconoscimento delle qualifiche professionali, alla verifica digitale dei documenti relativi alla sicurezza sociale, alla riduzione degli adempimenti amministrativi e dal contrasto delle frodi.
Tessera europea di sicurezza sociale
Una delle principali novità riguarda la tessera europea di sicurezza sociale, denominata European Social Security Pass (ESSPASS), che permetterà alle persone di richiedere e ricevere online alcuni documenti relativi alla sicurezza sociale.
Tra i documenti interessati rientrano:
- la Tessera europea di assicurazione malattia;
- il documento portatile A1, utilizzato in particolare per certificare la legislazione di sicurezza sociale applicabile ai lavoratori che svolgono attività in un altro Stato.
Le amministrazioni competenti potranno verificare i documenti in formato digitale.
Qualifiche professionali in formato digitale
Il pacchetto interviene anche sulla portabilità delle competenze e delle qualifiche professionali; la Commissione propone che le qualifiche siano rilasciate attraverso un formato digitale standardizzato e possano essere conservate nel portafoglio europeo di identità digitale.
Il sistema dovrebbe rendere più semplice la verifica dell’autenticità dei titoli presentati da lavoratori e professionisti.
La Commissione europea propone inoltre un nuovo strumento europeo per confrontare le qualifiche rilasciate nei diversi Stati membri, che dovrebbe utilizzare le informazioni presenti nelle banche dati nazionali e permettere a lavoratori e datori di lavoro di comprendere con maggiore facilità la corrispondenza tra qualifiche conseguite in Paesi diversi.
Professioni regolamentate: riconoscimento previsto entro cinque settimane
Un ulteriore intervento riguarda le professioni regolamentate, vale a dire le attività professionali per le quali la normativa nazionale richiede specifiche qualifiche o requisiti per l’esercizio della professione.
Tra gli esempi citati dalla Commissione europea rientrano:
- medici;
- infermieri;
- ingegneri;
- insegnanti.
La proposta prevede una procedura digitale obbligatoria per il riconoscimento delle qualifiche professionali tra Stati membri: secondo la Commissione europea, la durata della procedura potrebbe passare dagli attuali tre mesi a circa cinque settimane..
Riconoscimento automatico e quadri comuni di formazione
Il pacchetto punta inoltre ad ampliare il ricorso ai quadri comuni di formazione.
Un quadro comune di formazione individua conoscenze, capacità e competenze condivise tra diversi Stati membri. La presenza di requisiti comuni può facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali; dunque la Commissione europea prevede di estendere progressivamente il riconoscimento automatico a un maggior numero di professioni regolamentate, con particolare attenzione alle attività nelle quali si registrano carenze di personale.
Un primo elenco preliminare comprende 10 ulteriori professioni.
La Commissione ha inoltre adottato un primo quadro comune di formazione riferito ai fisioterapisti, indicati tra i professionisti con maggiore mobilità all’interno dell’Unione europea.
Qualifiche ottenute fuori dall’Unione europea
Le proposte riguardano anche le qualifiche professionali conseguite in Paesi non appartenenti all’Unione europea: le nuove regole introdurrebbero criteri comuni per il riconoscimento delle qualifiche ottenute fuori dall’UE sia dai cittadini europei sia dai cittadini di Paesi terzi che lavorano nel mercato unico o presentano domanda dall’estero.
Secondo i dati riportati dalla Commissione, le procedure richiedono attualmente in media 14 mesi, mentre il nuovo sistema punta a ridurre il periodo medio a quattro mesi e a diminuire fino alla metà i costi amministrativi sostenuti dai datori di lavoro per le assunzioni.
Per sette professioni che dispongono già di standard formativi a livello europeo viene inoltre previsto il riconoscimento automatico delle qualifiche rilasciate da determinate istituzioni accreditate situate fuori dall’Unione europea, a condizione che le qualifiche siano sottoposte al controllo degli organismi europei competenti per la garanzia della qualità.
Gli Stati membri continueranno a mantenere le proprie competenze in materia di ingresso nel territorio nazionale e di condizioni per l’esercizio delle professioni.
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