L’anticipazione del TFM agli amministratori è possibile anche durante il mandato, non operando i vincoli previsti dall’art. 2120 c.c. per il TFR. L’operazione richiede tuttavia un valido titolo societario, una delibera adeguatamente motivata e la verifica del TFM maturato. Sul piano fiscale, la tassazione separata presuppone un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto: la società applica la ritenuta d’acconto del 20%, mentre gli anticipi concorrono al limite di un milione di euro.

Nell’ambito della gestione delle indennità spettanti agli organi amministrativi, la corresponsione del Trattamento di Fine Mandato (TFM) rappresenta uno strumento primario di pianificazione retributiva e finanziaria (vedi Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) agli amministratori: insidie fiscali e accorgimenti)
Se la fisiologia del rapporto prevede che l’emolumento differito venga liquidato al momento della naturale o anticipata cessazione dalla carica, non è raro che l’amministratore si trovi, nel corso del mandato, ad affrontare esigenze personali straordinarie o temporanee difficoltà di liquidità tali da indurlo a richiedere alla società il versamento anticipato di una quota del maturato.
Anticipazione del TFM: che cosa cambia rispetto al TFR
Mentre per i lavoratori dipendenti il TFR trova una regolamentazione puntuale e vincolante nell’art. 2120 c.c., che subordina la concessione dell’anticipo al compimento di otto anni di servizio e a motivazioni tipizzate (spese sanitarie o acquisto prima casa), il TFM dell’amministratore sconta una totale assenza di una disciplina civilistica speciale. Tale lacuna non deve essere letta come un divieto, bensì come una precisa scelta di affidare la regolamentazione dell’istituto alla libera autonomia negoziale tra la società e gli organi di gestione.
Quando la società può anticipare il TFM all’amministratore
La genesi e le modalità di erogazione del TFM affondano le proprie radici esclusivamente nello statuto sociale, nella delibera assembleare di nomina o nei patti individuali conclusi al momento dell’assunzione della carica.
⏱️ L’articolo in 10 secondi
💶 Anticipo possibile
Il TFM può essere anticipato durante il mandato se lo consentono il titolo originario e la decisione societaria.
⚖️ Niente regole del TFR
Non si applicano automaticamente gli otto anni di servizio e le causali previste dall’art. 2120 c.c.
📅 Data certa decisiva
La tassazione separata richiede un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.
🧾 Ritenuta del 20%
La società applica sull’anticipazione una ritenuta d’acconto del 20%.
🏛️ Imposta definitiva
La tassazione separata è liquidata dall’Agenzia delle Entrate, considerando le ritenute già operate.
🚧 Limite di un milione
Gli anticipi concorrono alla soglia; la quota eccedente è tassata ordinariamente.
La competenza ad autorizzare l’anticipazione
Trattandosi di una forma di compenso differito la cui concessione rientra nelle prerogative dell’assemblea dei soci (ex art. 2389, comma 1, c.c., o del Consiglio di Amministrazione per i consiglieri investiti di particolari cariche ex art. 2389, comma 3, c.c.), l’organo competente, individuato secondo il tipo societario, lo statuto e la disciplina applicabile alla remunerazione degli amministratori, può autorizzare l’anticipazione nei limiti del TFM maturato e nel rispetto dell’interesse sociale. Si precisa che l’art. 2389 c.c. disciplina direttamente le S.p.A. Per le S.r.l. occorre verificare l’atto costitutivo, la decisione dei soci e le regole concretamente adottate per determinare il compenso degli amministratori.
Le cautele da osservare nella concessione dell’anticipo
In assenza dei rigidi paletti dell’art. 2120 c.c., la concessione dell’anticipo può fondarsi su motivazioni ad ampio spettro, compresa la necessità di far fronte a un comprovato stato di difficoltà finanziaria personale. Ciononostante, sotto il profilo della corretta amministrazione societaria, è fortemente opportuno osservare due cautele operative.
La prima consiste nella verifica della causa straordinaria; la richiesta dell’amministratore e la successiva delibera autorizzativa dovrebbero essere ancorate a spese di natura straordinaria o a esigenze personali meritevoli di tutela, evitando che l’anticipazione si trasformi in una sistematica erogazione ordinaria priva di giustificazione.
La seconda, mira alla salvaguardia del valore residuo: l’importo erogato a titolo di acconto dovrebbe riguardare soltanto una porzione del TFM complessivamente maturato fino a quel momento, così da preservare la natura intrinseca di compenso differito destinato a soddisfare la funzione previdenziale o indennitaria al momento della definitiva cessazione dalla carica.
Anticipazione del TFM e tassazione separata
Se il piano civilistico lascia ampio spazio alla trattativa aziendale, il versante tributario impone regole stringenti orientate a prevenire arbitraggi e manovre di tax planning elusivo.
La data certa anteriore all’inizio del mandato
L’accesso al regime agevolato della tassazione separata (ex art. 17, comma 1, lett. c), del TUIR) per l’indennità spettante agli amministratori resta subordinato alla sussistenza di un requisito formale e sostanziale imprescindibile: il diritto al TFM deve risultare da un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto (atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto, quale una delibera regolarmente formata e registrata o un documento trasmesso con modalità idonee a provarne data, contenuto e integrità). Si veda al riguardo, anche quanto pubblicato TFM dell’amministratore già in carica: le dimissioni e rinomina salvano la deduzione per competenza
La ritenuta d’acconto del 20%
Qualora ricorrano i presupposti dell’art. 17, comma 1, lett. c), TUIR, la tassazione separata si applica anche alle anticipazioni del TFM, salvo conguaglio. Al momento del pagamento la società, in qualità di sostituto d’imposta, applica sulla parte imponibile una ritenuta d’acconto del 20%, ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 600/1973. L’imposta dovuta secondo i criteri dell’art. 21 TUIR viene successivamente determinata dall’Amministrazione finanziaria, tenendo conto dei redditi del biennio di riferimento e delle ritenute già operate.
La liquidazione definitiva dell’imposta
A parere di chi scrive, questa struttura di tassazione provvisoria “salvo conguaglio” risponde a una chiara e condivisibile finalità antielusiva: impedire che la società e l’amministratore concordino l’erogazione di acconti in corrispondenza di anni in cui il contribuente presenta redditi personali particolarmente bassi o nulli, congelando a posteriori un’aliquota media indebitamente favorevole.
TFM superiore a un milione di euro: il cumulo degli anticipi
Un ulteriore elemento di attenzione nella gestione dei TFM di importo rilevante risiede nel limite fissato dall’art. 24, comma 31, del D.L. 201/2011. La norma stabilisce che per la quota di indennità eccedente l’importo di 1 milione di euro, la tassazione separata è preclusa e si applica la tassazione IRPEF ordinaria, a prescindere dalla sussistenza della data certa antecedente alla nomina. Nella verifica del superamento della soglia del milione di euro, la prassi dell’Amministrazione finanziaria (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 3/2012, § 1.4) ha chiarito che il calcolo deve essere effettuato in termini unitari e progressivi: occorre sommare all’importo del saldo finale tutti gli anticipi di TFM corrisposti all’amministratore nel corso dei precedenti anni di mandato. Pertanto, gli anticipi già erogati concorrono direttamente a consumare il plafond del milione di euro, esponendo le quote eccedenti alla tassazione progressiva per scaglioni al momento del conguaglio definitivo.
Delibera, documentazione e gestione contabile dell’anticipo
La gestione dell’anticipazione del TFM richiede un coordinamento attento tra gli aspetti di corporate governance e le scritture di bilancio. È consigliabile inserire nell’atto costitutivo o nella delibera d’istituzione del TFM una clausola specifica che disciplini preventivamente la facoltà e le condizioni per la richiesta di anticipazioni, garantendo trasparenza verso i soci e prevenendo possibili azioni di responsabilità per indebito prelievo dalle casse sociali.
Gli adempimenti operativi della società
L’amministratore richiedente dovrà poi formalizzare una domanda motivata allegando la documentazione comprovante l’esigenza straordinaria, mentre l’organo competente (assemblea o CdA) dovrà verbalizzare espressamente l’autorizzazione all’erogazione. Infine, la società, in qualità di sostituto d’imposta, dovrà tracciare con accuratezza nel prospetto del TFM gli acconti corrisposti e le ritenute applicate, informando l’amministratore che l’aliquota applicata sull’anticipo possiede valore meramente provvisorio e tenendo conto della successiva liquidazione dell’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate.
In conclusione…
L’anticipazione del TFM è quindi possibile, ma deve essere sostenuta da un titolo originario valido, da una deliberazione societaria adeguatamente motivata e da una gestione fiscale e contabile capace di ricostruire unitariamente tutte le somme corrisposte nel corso del mandato.
Danilo Sciuto
Venerdì 2 ottobre 2026
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📌 BOX OPERATIVO – Documenti da predisporre per l’anticipazione del TFM
Prima di erogare un’anticipazione del TFM è opportuno acquisire e conservare:
- l’atto originario che attribuisce il diritto al TFM;
- la prova della sua data certa anteriore all’inizio del mandato;
- il prospetto del TFM maturato fino alla data della richiesta;
- la domanda motivata dell’amministratore;
- la deliberazione dell’organo societario competente;
- il calcolo dell’importo anticipabile;
- il prospetto delle anticipazioni precedentemente corrisposte;
- la documentazione della ritenuta d’acconto del 20%;
- la verifica del limite complessivo di un milione di euro.
🔎 FOCUS TECNICO – Scritture contabili dell’anticipazione del TFM
L’erogazione dell’anticipo determina l’utilizzo, per la quota corrisposta, del fondo TFM precedentemente accantonato.
Schema contabile indicativo:
Al momento della rilevazione dell’anticipazione:
Fondo TFM amministratori
a Debiti verso amministratore
Al momento del pagamento:
Debiti verso amministratore
a Banca c/c
a Erario c/ritenute
La società deve conservare un prospetto analitico dal quale risultino il TFM maturato, gli accantonamenti, gli anticipi lordi, le ritenute operate e il fondo residuo.
✅ CONCLUSIONI OPERATIVE
L’anticipazione del TFM non è soggetta ai requisiti previsti dall’art. 2120 c.c. per il TFR, ma non può essere gestita come un prelievo informale dell’amministratore. Occorrono un diritto validamente costituito, una decisione dell’organo competente, la verifica del maturato disponibile e una completa tracciabilità contabile e fiscale. Ai fini della tassazione separata resta decisiva la data certa anteriore all’inizio del rapporto.
❓ FAQ anticipazione del TFM
L’amministratore ha un diritto legale all’anticipazione del TFM?
No. Diversamente dal TFR, non esiste una disciplina che attribuisca automaticamente il diritto all’anticipo. La possibilità dipende dall’atto istitutivo del TFM e dalla decisione dell’organo societario competente.
L’anticipazione deve essere motivata da spese sanitarie o dall’acquisto della prima casa?
No. I requisiti dell’art. 2120 c.c. riguardano il TFR dei dipendenti e non si applicano direttamente al TFM degli amministratori.
Quando si applica la tassazione separata?
Quando il diritto al TFM risulta da un atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto e ricorrono gli altri presupposti dell’art. 17, comma 1, lett. c), TUIR.
Quale ritenuta applica la società?
Sulla parte imponibile dell’anticipazione soggetta a tassazione separata la società applica una ritenuta d’acconto del 20%.
Chi determina l’imposta definitiva?
L’imposta dovuta secondo il regime della tassazione separata è liquidata dall’Agenzia delle Entrate, tenendo conto della ritenuta già applicata.
Gli anticipi rilevano per il limite di un milione di euro?
Sì. Gli anticipi corrisposti negli anni precedenti devono essere sommati al saldo per verificare il superamento della soglia.
Che cosa accade alla quota eccedente un milione di euro?
La parte eccedente è assoggettata a tassazione ordinaria IRPEF.
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