Manovra, ipotesi ecobonus al 65% per le prime case e intervento sull’Irpef: oggi il primo passo del governo


di
Enrico Marro

Intervento anche sull’Irpef. La difficoltà di fare la legge di Bilancio in una congiuntura dominata dalla crisi energetica: da una parte il governo ha bisogno di sostenere imprese e famiglie, dall’altra deve mantenere una linea di prudenza visto che i tassi stanno salendo

Con l’approvazione oggi, 2 ottobre, in consiglio dei ministri del Dpfp, Documento programmatico di finanza pubblica, si apre ufficialmente la corsa alla manovra 2027. Lungo un percorso che si annuncia, però, stretto e tortuoso. Semplificando al massimo, il governo Meloni è nella difficoltà di fare l’ultima legge di Bilancio della legislatura in una congiuntura dominata dalla crisi energetica: da una parte ha bisogno di sostenere imprese e famiglie, dall’altra deve mantenere una linea di prudenza, visto che i tassi stanno salendo e lo spread viaggiava ieri oltre i 118 punti base.

Duello con la Ue

Per questo negli ultimi mesi l’esecutivo ha chiesto più flessibilità alla Commissione Ue, su quattro fronti. Prima richiesta: una tassa europea sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Seconda: poter aumentare la spesa su energia e difesa, azionando la «clausola di salvaguardia nazionale», senza che questo vada a pesare sul deficit, altrimenti l’Italia rischierebbe di non uscire mai dalla procedura di infrazione Ue. Terza richiesta: ammorbidire le regole Ue sul contenimento della spesa perché esse, con il forte aumento dell’inflazione, sono più difficili da rispettare. Quarta: sospendere l’Ets, il sistema europeo che impone costi alle imprese secondo il principio «più inquini più paghi». Finora, però, a Bruxelles queste richieste non sono state accolte. E ancora ieri la portavoce della Commissione ha ricordato che la Ue ha già concesso una forma di flessibilità sollecitata dall’Italia, ovvero la deroga alla «clausola di salvaguardia», inizialmente limitata alle spese per la difesa e poi allargata a quelle per l’energia. Il braccio di ferro va avanti: la prossima settimana si riuniranno Ecofin ed Eurogruppo e quella successiva il Consiglio europeo.





















































Scostamento di Bilancio

In ogni caso, il Consiglio dei ministri di oggi approverà anche la relazione per l’attivazione della clausola di salvaguardia e la conseguente richiesta al Parlamento dello «scostamento di bilancio», che deve essere approvata a maggioranza assoluta. Secondo le indiscrezioni, dovrebbe trattarsi, in tutto, di 28 miliardi: 14 nel 2027 e 14 nel 2028 (7 miliardi per l’energia e altrettanti per la difesa, in ciascuno dei due anni). Con questa spesa in deficit il governo punta a irrobustire la manovra. Prende quota, tra le ipotesi, uno sgravio del 65% sulle ristrutturazioni per l’efficientamento energetico delle prime case.

Pil 2026 in rialzo

Il Dpfp che verrà approvato oggi è quello che una volta si chiamava Nota di aggiornamento del Def. In confronto alle stime dello scorso aprile, è probabile che il Pil venga rivisto al rialzo, rispetto allo 0,6% fissato nel 2026 e 2027, avvicinandolo all’1% quest’anno. L’aumento del Pil farebbe scendere, anche qui di qualche decimale, il deficit, ora fissato al 2,9% del Pil nel 2026 e al 2,8% nel 2027. Miglioramenti, questi, che potrebbe essere utilizzati per finanziare i provvedimenti della manovra, mantenendo il deficit «programmatico», quello che tiene conto degli impatti delle misure, appena sotto il 3%. Se la dinamica del Pil può dare una mano al governo, c’è però l’inflazione che, da un lato contribuirà all’aumento delle entrate (fiscal drag) ma dall’altro gonfierà le previsioni di spesa, dall’indicizzazione delle pensioni al costo della vita all’adeguamento prezzi per i cantieri pubblici (il ministro Salvini ha chiesto almeno 8 miliardi) agli oneri sul debito. Il tutto mentre anche dall’occupazione arrivano segnali di frenata: ad agosto gli occupati sono calati di 5mila unità rispetto a luglio e le persone in cerca di lavoro sono 48mila in più (ma diminuiscono di 21mila gli inattivi).

Ceto medio, meno Irpef

«La prossima manovra sarà seria», ha garantito ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il viceministro, Maurizio Leo, dopo aver evocato lo spetto della Grecia per poi subito correggersi («i conti sono solidi»), ribadisce che, sia pure in un contesto «difficile», ci sarà l’aumento del secondo scaglione dell’Irpef (quello con aliquota al 33%) fino a 60 mila euro di reddito. Il vicepremier, Matteo Salvini, dice che «lo scostamento di bilancio non lo si fa per scassare i conti. Ma con l’inflazione al 4,2% si deve fare una manovra importante e coraggiosa». Secondo il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani, le richieste di Meloni alla Ue per la flessibilità si sono risolte in «un flop imbarazzante». «Altro che manovra elettorale – dicono i 5 Stelle – sarà la quinta manovra lacrime e sangue».

La prossima tappa, il Dpb

Dopo il via libera all’attivazione della clausola di salvaguardia su energia e difesa, che dovrebbe arrivare dall’Ecofin, e dopo l’approvazione parlamentare dello scostamento di Bilancio, il governo presenterà il Dpb, Documento programmatico di bilancio, nel quale, in aggiunta agli obiettivi macro, ci saranno indicazioni sui contenuti della legge di Bilancio per il 2027 che il consiglio dei ministri approverà entro il 20 ottobre.

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2 ottobre 2026


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