Legge di Bilancio, dal governo fondi per tutte le fonti energetiche


«Anche in campo energetico ci vuole un pò di sovranismo pragmatico, non autarchia ma equilibrio tra la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività dei costi e la decarbonizzazione». L’ha affermato ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, annunciando che l’Italia fin dalla prossima legge di Bilancio investirà in tutte le fonti: rinnovabili, biomasse e «ovviamente» sulla produzione nazionale di idrocarburi. Infine, ma solo in ordine temporale, sul nucleare: «Il percorso avviato per la ripresa del nucleare è il più importante contributo per la sovranità energetica che lascerà questo governo. È stato un lavoro rigoroso, ora mi interessa passare alla fase realizzativa». Sì, perché «l’energia rappresenta uno dei principali vincoli alla nostra crescita», ha sottolineato. Le risorse? «Il governo ha presentato la richiesta di attivazione della clausola di flessibilità alla Commissione europea. Si tratta di un varco nella governance economica europea che l’Italia ha aperto spendendo la propria credibilità. Si tratterà di investimenti, ma comunque di spesa aggiuntiva e per questo guarderemo con attenzione a ogni euro speso». «Le misure», ha aggiunto, «spazieranno in vari ambiti: famiglia, imprese, settore pubblico, mobilità, produzione, accumuli e trasmissione».

Il presidente Usa, Donald Trump ha annunciato una tregua energetica tra Mosca e Kiev. «L’Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi, la Russia ha accettato di fare lo stesso! L’aumento del prezzo della benzina a livello mondiale è causato principalmente da questa guerra, non dall’Iran», ha detto il leader Usa. «Noi siamo pronti ma prima le garanzie, non credo Vladimir Putin voglia rispettare alcun accordo», ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Sale la tensione a Hormuz. Slitta l’incontro programmato in Oman tra Teheran e i Paesi del Golfo. Per il ministero degli Esteri iraniano: indicare «la questione yemenita come motivo è un falso pretesto». Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha sostenuto che l’Iran «non interferisce negli affari yemeniti». «Non abbiamo alcun rapporto con ciò che sta accadendo nello Yemen». «Molti Paesi stanno approfittando degli eventi in corso per creare un cuneo tra l’Iran e gli altri paesi della regione», ha aggiunto. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva affermato domenica che la crisi dello Yemen non ha soluzione militare. I ribelli filo-iraniani Houthi dello Yemen hanno preso il controllo di altre isole strategiche nella parte meridionale del Mar Rosso: le isole di Hanish Maggiore e Hanish Minore, situate 160 chilometri a nord dello stretto di Bab el-Mandeb. Il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree, ha annunciato che il gruppo militante filo-iraniano ha lanciato decine di droni e missili balistici contro obiettivi militari nella regione saudita di Khamis Mushait. Tra gli obiettivi della risposta ai raid aerei sauditi contro lo Yemen, hangar per caccia, radar, piste di decollo e depositi di munizioni della base aerea King Khalid. Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato che li Usa hanno avuto colloqui diretti con gli Houthi definendo la situazione «fluida e caotica». Per ora, dunque, in fase di «monitoraggio» da parte degli americani.

• Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha respinto le affermazioni degli Stati Uniti su attività nucleari presso il sito iraniano di Pickaxe Mountain. L’Austria su pressione Usa ha negato il visto al responsabile dell’Agenzia per il nucleare per partecipare a una riunione Aiea a Vienna, Teheran ha convocato l’ambasciatore austriaco. Mohammed Eslami, avrebbe dovuto parlare alla conferenza ieri. Il Brent corre verso i 110 dollari.

• L’allarme lanciato dalle big tech americane, da OpenAI ad Anthropic, sullo sviluppo incontrollato dell’Intelligenza artificiale ha lasciato fredde, ma non indifferenti le amministrazioni americana e cinese. Il presidente Usa, Donald Trump, ha utilizzato la consueta e destabilizzante arma dell’ironia: «L’unico controllo o argine di cui l’Ai ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome», ha scritto sul suo social, Truth, sottolineando che «l’amministrazione Trump ha impedito a certi “personaggi” dell’Ai di compiere azioni dannose o potenzialmente tali – come Dario Amodei di Anthropic, «che ora finge di essere un “angioletto perfetto”». Trump, quindi, ha aggiunto che «è in atto una cospirazione malata contro l’Ai e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia». Sul fronte cinese, il messaggio è naturalmente in forma più paludata, ma la sostanza non cambia. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato al Global Times che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale riguarda il benessere dell’intera umanità e ha esortato tutte le parti a promuovere congiuntamente uno sviluppo dell’Ai «che sia aperto, inclusivo e vantaggioso per tutti, orientato al bene comune». Poi, però, rivolto ai ceo delle big tech americane, ha sottolineato che «diffondere narrazioni allarmistiche, provocare scontri e impegnarsi in una competizione sleale non farebbe altro che compromettere la governance globale dell’Ai, senza servire gli interessi di alcuna parte».

Poco prima era passato un convoglio di diplomatici. Il raid russo che ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri nella regione della Volinia ha suscitato l’immediata reazione dell’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas: «E un messaggio al mondo occidentale». Duro anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz: «Europa e Nato prendano sul serio le minacce». «Non credo che ci sarà una guerra», ha gettato acqua sul fuoco il ministro Antonio Tajani: «C’è una grande tensione, ma credo che nessuno abbia intenzione di fare la guerra. Anche la Russia non credo che abbia intenzione di fare alcuna guerra, perché saprebbe di perderla contro l’Occidente. La Russia verrebbe sconfitta. Quindi, non credo che convenga alla Russia fare una guerra. Dobbiamo continuare a lavorare per la pace». «La Russia usa alcuni strumenti militari per rinforzare la sua posizione», ha aggiunto, «il Cremlino per inviare messaggi interni al paese, far vedere che è forte, non ha paura. Perché in realtà la guerra non la sta vincendo in Ucraina. Dopo quattro anni sono sempre al punto di partenza. Questa è la verità». «Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente», ha concluso. «In questo caso bisogna sempre essere fermi, ma senza perdere mai l’obiettività e la capacità di serietà, di mediazione, di dialogo». «Gli attacchi russi di questo fine settimana in Ucraina, uno dei quali ha colpito un treno vicino al confine polacco, mirano a dividere gli alleati europei di Kiev e a intimidirli», ha detto il ministro francese per gli Affari europei Jean-Noel Barrot.

La Finlandia ha deciso di aderire all’iniziativa francese sulla deterrenza nucleare. L’obiettivo «è rafforzare la sicurezza e la deterrenza in tutta Europa», ha spiegato il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen.

Il centrosinistra vince ma non convince in Svezia. I socialdemocratici di Magdalena Andersson hanno ottenuto il 28 per cento delle preferenze. I Moderati del premier Ulf Kristersson sono al 20, la destra radicale sfiora il 18. Dunque, il centrosinistra è avanti con 176 seggi contro i 173 del centrodestra, per un margine di appena 3 seggi su 349 totali. La leader dei socialdemocratici svedesi si è già detta pronta a governare. «La questione di quale governo guiderà la Svezia negli anni a venire resta aperta», ha dichiarato Kristersson.

Scozia, Galles e Irlanda del Nord sfidano Londra. I capi dei governi locali, il gallese Rhun ap Iowerth, lo scozzese John Swinney e il nordirlandese Michelle O’Neill, riuniti a Cardiff hanno firmato una dichiarazione unitaria in cui fanno esplicito riferimento a referendum o altri strumenti legislativi per ottenere l’indipendenza.

Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane, Eyal Zamir, ha ordinato un’inchiesta sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del film “Naza”, accusato di diffondere «calunnie» e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Ha inoltre incaricato il procuratore generale militare di esaminare e promuovere possibili azioni legali riguardanti il film e le persone coinvolte.

• I rendimenti sui Treasury bond a 10 anni salgono al 5% per la prima volta dal 2023. I titoli decennali contribuiscono a determinare i costi di finanziamento per consumatori e imprese.

• Leone XIV ha rialzato gli stipendi in Vaticano, anche dei cardinali, abolendo il taglio del 10 per cento introdotto per la crisi pandemica.


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