Cosa può succedere alle azioni MPS e Intesa SanPaolo, mentre le due banche portano avanti una battaglia che si fa sempre più serrata?
E quali sono i rating e i target price assegnati ai titoli dei due istituti Banco BPM e Banca Generali, che il Monte dei Paschi di Siena ha messo nel mirino per difendersi dall’OPAS di Carlo Messina, lanciando una doppia OPS?
Il punto sulla grande battaglia tra MPS e Intesa SanPaolo
Luigi Lovaglio, amministratore delegato di MPS, non demorde, determinato a impedire che il Monte finisca nelle mani di Intesa SanPaolo, la banca numero uno in Italia gestita da Carlo Messina, come ha ribadito in un’intervista pubblicata ieri sul quotidiano La Repubblica.
L’obiettivo è tenere la barra dritta, puntando al successo delle due OPS su Banco BPM e Banca Generali.
Ma Messina, che ha citato mesi fa perfino il Whatever It Takes di Mario Draghi per far capire quanto punti al successo dell’OPAS sulla banca senese, ora è forte del grande sostegno arrivato dagli azionisti di Ca’ de Sass che, nell’assemblea straordinaria dello scorso 10 settembre, hanno approvato a larghissima maggioranza l’aumento di capitale a servizio dell’offerta su Monte dei Paschi di Siena.
Mentre manca più di un mese all’assemblea straordinaria degli azionisti di MPS del prossimo 29 ottobre, che si riunirà per decidere se votare a favore o contro le due OPS lanciate dalla banca su Banco BPM e Banca Generali, gli investitori si chiedono cosa potrà accadere alle quattro azioni delle altrettante perdine del risiko bancario di Piazza Affari: MPS, Intesa SanPaolo, Banco BPM e Banca Generali.
Interpellato dal quotidiano La Repubblica, Luigi Lovaglio è tornato intanto a scagliarsi contro la ratio dell’OPAS di Intesa SanPaolo, nel tentativo di convincere gli azionisti di MPS a non cedere alla tentazione di aderire all’offerta, preferendo la sua strategia:
“Intesa divide MPS, trasferisce le reti, i clienti e le relazioni, il nostro (piano) ne preserva l’integrità e fa del Monte il baricentro di un gruppo di matrice italiana, più competitivo e con una più forte capacità di erogare il credito, più forte nel risparmio gestito, nell’assicurazione e nella consulenza strategica. Più vicino all’economia reale con i centri decisionali radicati nei territori. E soprattutto garantiamo pluralità e concorrenza. Agli azionisti offriamo valore oggi e domani, con una distribuzione straordinaria di circa 4 miliardi tra cassa e azioni Generali, una remunerazione elevata e sostenibile nel tempo e la possibilità di partecipare alla crescita futura che ci sarà”.
E non è vero che la doppia OPS di MPS su Banca Generali e Banco BPM abbia un rischio di esecuzione elevato: “l’operazione è un convenzionale merger tra due banche complementari a cui agganciamo un facilitatore di sviluppo che è la piattaforma Banca Generali. Mediobanca, invece, ha la sua road map autonoma”.
Lovaglio su Meloni: parole importanti perché riconoscono il valore dell’integrità del Monte
Lovaglio è tornato a manifestare tutto il suo apprezzamento per le dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a favore dell’indipendenza del Monte e contro un suo possibile spezzatino che, Siena in primis, così come diverse associazioni di consumatori, temono si realizzi con un eventuale successo dell’OPAS di Intesa SanPaolo (che, ricordiamo, avrebbe la conseguenza, per effetto dell’accordo con Unipol, di trasferire più di 600 filiali a BPER, la banca controllata dalla compagnia assicurativa bolognese.
Così Lovaglio:
“Sono parole importanti perché riconoscono il valore dell’integrità del Monte, del suo nome e del ruolo nel Paese. E’ un riconoscimento significativo del lavoro delle colleghe e dei colleghi che hanno reso possibile la rinascita. MPS non è solo una banca, è un’istituzione nazionale che tiene insieme storia, territorio e futuro”.
Azioni MPS e Intesa SanPaolo: i target price e i rating del consensus degli analisti
Dichiarazioni a parte, gli investitori vogliono sapere cosa può succedere alle azioni delle quattro azioni coinvolte nel risiko: MPS, Intesa SanPaolo, Banca Generali, e Banco BPM.
Per quanto riguarda MPS, il titolo viaggia poco al di sotto della soglia di 12 euro, a quota 11,96 euro.
I 6 analisti del consensus hanno attribuito alle azioni del Monte 2 rating Strong Buy, 2 rating Buy e 2 valutazioni hold.
Il target price assegnato alle azioni va da un minimo di 10,10 euro a un massimo di 12,50, per una media di 11,77 euro, il che significa che, ai valori attuali, le azioni MPS viaggiano all’incirca al di sopra del valore del target price medio, sebbene in misura lieve.
Gli analisti sono sicuramente più bullish verso i titoli di Intesa SanPaolo, con i prezzi obiettivo indicati che vanno da un minimo di 6,07 a un massimo di 7,80 euro, in media di 7,27 euro, rispetto al valore attuale delle azioni, pari a 6,82 euro circa. Il margine di rialzo rispetto al target price è dunque, in media, pari al 6,5%.
Tra i 13 analisti che hanno avviato una copertura sulle azioni, in evidenza 3 rating Strong Buy, 7 Buy, 2 Hold e un sell.
Analisti più fiduciosi su azioni Banca Generali che su Banco BPM
In evidenza anche BPM e Banca Generali.
Nel caso di Banco BPM, banca guidata dal CEO Giuseppe Castagna, tra i 12 analisti che hanno avviato una copertura sulle azioni, spicca un rating Strong Buy, insieme a 3 giudizi Buy.
Cinque le valutazioni Hold, 2 quelle Underperform e un giudizio sell.
In media, il target price riconosciuto alle azioni Banco BPM è pari a 15,79 euro, inferiore dunque ai livelli attuali, rispetto a un target price minimo di 13,30 euro e un target price massimo di 18,10 euro. Le azioni Banco BPM sono scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari attorno a 16,255 euro.
Gli analisti sono decisamente più fiduciosi nei confronti delle azioni di Banca Generali. Tra i 5 rating assegnati alle azioni dal consensus, si mettono in evidenza 1 rating Strong Buy, 2 valutazioni Buy, e due giudizi Hold. Il target price è pari a 72,38 euro in media, più alto del rispetto ai valori correnti, compreso tra un target price minimo di 65 euro e uno massimo di 76,50 euro.
Le azioni Banca Generali sono scambiate attorno a 65,90 euro, il che significa che il target price medio implica un balzo di quasi il 10%.
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