Quattrocentocinquanta posti per entrare nel ruolo degli Ispettori della Polizia Penitenziaria e con 75 posti, cioè un sesto del totale, riservati al personale del Corpo con almeno tre anni di servizio effettivo. Il decreto del 28 settembre 2026 bandisce infatti un concorso pubblico per esami che interessa sia chi vuole entrare nella Polizia Penitenziaria sia Agenti, Assistenti, Sovrintendenti e, più in generale, gli appartenenti ai ruoli del Corpo che intendono avanzare professionalmente verso la qualifica di Vice Ispettore.
Abbiamo esaminato insieme al bando anche il Manuale utente predisposto dal Ministero della Giustizia, che spiega materialmente come compilare e trasmettere la domanda attraverso la piattaforma informatica.
I posti sono 450, 75 riservati agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria
La prima cosa da chiarire è la distribuzione dei posti.
Il concorso mette complessivamente a disposizione 450 posti di Allievo Vice Ispettore. All’interno di questi sono previste diverse riserve:
- 75 posti al personale appartenente ai ruoli della Polizia Penitenziaria, purché abbia almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando;
- 1 posto per i candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo destinati agli istituti della provincia di Bolzano;
- 22 posti per determinate categorie di congiunti superstiti di personale delle Forze di polizia o delle Forze armate deceduto in servizio e per causa di servizio;
- 9 posti agli ufficiali che abbiano terminato senza demerito la ferma biennale.
Ne derivano 343 posti destinati alla partecipazione ordinaria, fermo restando il meccanismo delle riserve previsto dal bando.
Tuttavia, se i posti riservati non vengono coperti per mancanza di vincitori, non vanno perduti. Tornano a disposizione degli altri candidati idonei secondo l’ordine della graduatoria finale.
La riserva dei 75 posti per chi è già nel Corpo
Questa è probabilmente la parte che interesserà maggiormente i colleghi.
Per concorrere nell’aliquota dei 75 posti riservati, non è sufficiente essere semplicemente appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Occorre avere almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando; quindi, al 28 settembre 2026 e non si applica il limite massimo di età.
Il limite ordinario del concorso è infatti quello di non aver compiuto il 32° anno di età, con possibilità di elevazione fino a tre anni in relazione all’effettivo servizio militare prestato.
Per il personale della Polizia Penitenziaria con almeno tre anni di servizio, invece, il bando stabilisce espressamente che si prescinde dal limite di età.
Il manuale informatico conferma concretamente questa previsione: quando il candidato seleziona la partecipazione per i posti riservati agli appartenenti al Corpo, il sistema richiede data di arruolamento, qualifica e sede di servizio e non effettua il controllo sul limite dei 32 anni.
Se invece non risultano almeno tre anni di servizio effettivo, la procedura blocca l’inoltro della candidatura.
Per gli interni c’è anche un requisito disciplinare
C’è però un’altra condizione da non sottovalutare.
L’appartenente al Corpo che partecipa per i posti riservati non deve aver riportato, nel biennio precedente, una sanzione disciplinare pari o più grave della deplorazione. Il bando richiama inoltre le condizioni previste dagli articoli 93 e 205 del DPR n. 3 del 1957.
Durante la compilazione telematica, chi sceglie i 75 posti riservati deve infatti rendere espressamente anche questa dichiarazione.
Quindi, detta in maniera molto semplice, per il collega interessato alla riserva servono tre condizioni fondamentali: essere appartenente ai ruoli del Corpo, avere almeno tre anni di servizio effettivo e trovarsi nella posizione disciplinare richiesta dal bando.
Niente prove di efficienza fisica per gli appartenenti al Corpo
C’è poi un particolare molto significativo che non riguarda soltanto il numero dei posti.
Il bando stabilisce che, dopo la prova scritta, vengono convocati alle prove di efficienza fisica i candidati risultati idonei “salvo gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria”.
Questo significa che chi appartiene già alla Polizia Penitenziaria è esonerato dalle prove ginniche previste per gli esterni.
Per gli altri candidati le prove fisiche comprendono corsa sui 1.000 metri, salto in alto e piegamenti sulle braccia, con parametri differenziati tra uomini e donne. Il mancato superamento anche di una sola prova comporta l’esclusione.
Gli appartenenti al Corpo restano invece sottoposti alle altre fasi concorsuali previste dal bando.
Chi può partecipare dall’esterno
Per gli aspiranti che ancora non appartengono alla Polizia Penitenziaria i requisiti principali sono:
cittadinanza italiana, godimento dei diritti civili e politici, possesso delle qualità morali e di condotta richieste per l’accesso alle Forze di polizia, età entro il limite previsto, idoneità fisica, psichica e attitudinale e il titolo di studio richiesto.
Particolare attenzione va prestata proprio al titolo di studio.
Non basta un qualsiasi diploma di scuola superiore: il bando richiede un diploma di laurea triennale che consenta l’acquisizione dei crediti formativi per il conseguimento delle lauree specialistiche o magistrali indicate dal decreto ministeriale 13 maggio 2020.
La laurea presenta però una particolarità favorevole: può non essere ancora posseduta al momento della domanda, purché venga conseguita entro la data della prima prova d’esame. Anche il sistema telematico consente infatti di presentare la domanda senza inserire ancora la data di conseguimento del titolo.
Come si svolge il concorso
Il percorso selettivo è piuttosto articolato.
La prima prova è scritta e consiste in un questionario a risposta multipla. Una scelta precisa del bando è quella di eliminare la precedente fase preselettiva, proprio con l’obiettivo dichiarato di accelerare il reclutamento dei 450 Vice Ispettori.
Le domande della prova scritta riguarderanno diritto penale, diritto processuale penale e diritto penitenziario.
Per superarla occorre conseguire almeno 7/10.
Successivamente sono previsti gli accertamenti fisici per i candidati esterni, quindi gli accertamenti psico-fisici e attitudinali.
Le prove attitudinali sono finalizzate a verificare caratteristiche quali maturità, senso di responsabilità, stabilità emotiva, capacità intellettive, adattabilità e capacità di relazione e comprendono test collettivi, individuali e colloquio.
Si arriva infine alla prova orale.
Oltre alle tre materie già previste per lo scritto, il colloquio comprende ordinamento dell’Amministrazione penitenziaria, diritto costituzionale, diritto amministrativo e diritto civile, limitatamente alle parti indicate dal bando.
L’orale è superato con almeno 6/10.
Chi lo desidera può inoltre indicare nella domanda una prova facoltativa di inglese, francese o tedesco. Il superamento può attribuire fino a 0,50 punti aggiuntivi.
Come viene formata la graduatoria
La graduatoria finale nasce sostanzialmente dalla somma del voto della prova scritta e del voto della prova orale, con l’eventuale incremento derivante dalla prova facoltativa di lingua.
A quel punto vengono applicate le riserve e i titoli di preferenza.
Anche qui c’è una previsione particolarmente interessante per il personale già appartenente al Corpo: a parità di merito l’appartenenza alla Polizia Penitenziaria costituisce titolo di preferenza.
E all’interno della specifica quota dei 75 posti riservati, in caso di parità di punteggio, prevale prima la qualifica più elevata e, in caso di ulteriore parità, la posizione nel ruolo.
È quindi una riserva costruita non soltanto sull’anzianità minima di accesso, ma anche con criteri specifici per risolvere eventuali situazioni di parità tra colleghi.
La scelta della categoria nella domanda è fondamentale
Su questo punto conviene prestare molta attenzione.
Il manuale ministeriale mostra che nella schermata “Partecipazione concorso” bisogna indicare per quale categoria di posti si intende concorrere. Le diverse caselle sono alternative tra loro: ne può essere selezionata una sola.
Per il personale della Polizia Penitenziaria la procedura distingue inoltre la scelta della riserva dalla semplice dichiarazione di appartenenza al Corpo.
È quindi indispensabile che chi possiede i requisiti e vuole usufruire dei 75 posti riservati selezioni correttamente quella specifica opzione: il bando prevede infatti che il titolo di riserva debba essere espressamente dichiarato nella domanda.
Questo è uno dei passaggi nei quali vale la pena perdere un minuto in più: una spunta sbagliata può valere molto più di una risposta sbagliata a un quiz.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente per via telematica entro 30 giorni decorrenti dal giorno successivo alla pubblicazione del bando sul Portale inPA.
La procedura è raggiungibile dalla sezione concorsi del Ministero della Giustizia e dalla piattaforma dedicata. Il manuale illustra in maniera dettagliata la compilazione dei dati anagrafici, dei recapiti, della categoria per la quale si concorre, dell’eventuale servizio militare, del titolo di studio e delle dichiarazioni richieste.
C’è una piccola difformità tra i due documenti che è bene segnalare. Il bando prescrive espressamente l’accesso mediante SPID, mentre il manuale, nella descrizione tecnica della piattaforma, cita anche SPID/CIE/CNS. In presenza di questa differenza, per prudenza va seguita la disposizione del bando e quanto sarà concretamente previsto sulla pagina ufficiale della procedura.
Al termine bisogna premere “Invia”. Finché la domanda rimane in stato “Bozza” non è stata presentata.
Una volta inviata, non può più essere modificata. Entro la scadenza è però possibile trasmetterne una nuova: in questo caso viene annullata la candidatura precedente e rimane valida soltanto l’ultima.
Il sistema produce quindi il PDF della domanda e la ricevuta di presentazione. Quest’ultima va conservata con particolare attenzione, perché il bando ne prevede l’esibizione in occasione della prova scritta.
Dopo aver vinto non si diventa immediatamente Vice Ispettori
La graduatoria non rappresenta ancora l’ultimo passaggio.
I vincitori vengono nominati Allievi Vice Ispettori e avviati al corso di formazione previsto dalla normativa. Al termine del corso, dopo il giudizio di idoneità e il superamento degli esami finali, vengono nominati Vice Ispettori in prova per sei mesi, prestano giuramento e vengono immessi nel ruolo secondo la graduatoria finale del corso.
Le successive assegnazioni ai servizi di istituto avvengono sulla base delle esigenze dell’Amministrazione.
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Il concorso in pratica: cosa fare, passo dopo passo
- Controllare subito i requisiti. Verificare età, cittadinanza, laurea richiesta e gli altri requisiti personali. Per gli appartenenti al Corpo verificare soprattutto i tre anni di servizio effettivo e la posizione disciplinare.
- Gli interni devono decidere correttamente la categoria. Chi possiede i requisiti e vuole concorrere nei 75 posti riservati deve selezionare espressamente quella voce e inserire data di arruolamento, qualifica e sede di servizio.
- Accedere alla procedura telematica ufficiale. Entrare dalla pagina del Ministero della Giustizia/inPA e autenticarsi secondo le modalità previste dal bando.
- Controllare tutti i dati. Residenza, domicilio, telefono, e-mail/PEC, titolo di studio, eventuale servizio militare, riserva e titoli di preferenza. I campi obbligatori sono indicati dalla piattaforma.
- Inviare davvero la domanda. Non lasciarla nello stato “Bozza”. Dopo l’invio controllare che risulti “INVIATA”.
- Salvare PDF e ricevuta. Sono la prova dell’avvenuta presentazione e la ricevuta dovrà essere portata alla prova scritta.
- Controllare costantemente Giustizia.it e inPA. Date, sedi, convocazioni ed esiti vengono pubblicati online e le pubblicazioni hanno valore di notifica.
- Cominciare a studiare subito. Per lo scritto: penale, procedura penale e diritto penitenziario. Per l’orale il programma si allarga anche a ordinamento penitenziario, costituzionale, amministrativo e civile.
In sintesi, per i colleghi della Polizia Penitenziaria questa è un’opportunità particolarmente significativa: 75 posti riservati, nessun limite di età e niente prove di efficienza fisica. Ma la riserva non equivale a una corsia senza esami: scritto, accertamenti previsti, attitudinali e orale restano un percorso selettivo vero. E il primo esame, in fondo, comincia già dalla domanda: compilarla bene.
Giovanni Battista de Blasis

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