I FIGLI DELLA JOCCA E IL MUTISMO DEI SINDACI (C’ERA UNA VOLTA LA TRATTA SIBARI-COSENZA)
Cosenza, 22/07/2026 – Eliseno Sposato, pendolare
La Sibari-Cosenza è una delle più antiche tratte ferroviarie della Calabria antecedente persino alla linea ferrata tirrenica, vilipesa ed erosa dal menefreghismo, dal clientelismo, dalle promesse mai mantenute e dai silenzi, soprattutto dei sindaci. In funzione a pieno regime dal 1879 gestita dalla Società italiana per le strade ferrate meridionali ha un chilometraggio pari a 64 km più o meno. La linea aveva lo scopo di togliere dall’isolamento la città di Cosenza, l’area presilana e della valle del Crati collegandole per mezzo della ancora costruenda linea per Taranto al nord Italia tramite l’asse adriatica.
PRIMA PARENTESI: Mi preme ricordare che la cosiddetta “Jonica” possiamo definirla ancora COSTRUENDA (come la sorella 106) visto che manca di completamento dell’elettrificazione ed ha un solo binario. Le stazioni intermedie principali erano Cassano – Spezzano Albanese – Tarsia – San Marco Argentano, Mongrassano – Torano – Acri, Montalto e Castiglione Cosentino. I binari correvano nella valle del Crati con collegamenti verso il Nord, ma soprattutto verso la fascia jonica cosentina, materana e tarantina. Negli anni doro la gente partiva da Cosenza e si fermava dove c’erano i caselli. Chi ha mai chiamato Villapiana con il suo nome?
Per la gente si andava a 112, a 113, a 115, a 117 e soprattutto a 114. Il boom di Villapiana Lido alias 114 è dovuto proprio ad essere stazione a 300 metri dalla spiaggia.
I treni si spingevano da Cosenza anche verso Lecce in un viaggio a dire il vero interminabile ma non per colpa delle ferrovie nel tratto calabro, ma di quelle pugliesi indietro anni luce allora. Tratte che davano la possibilità di spostarsi a numerosi pendolari e soprattutto i treni per Bari per gli studenti universitari di Agraria, Giurisprudenza Medicina ed Economia e Commercio prima dell’affermarsi dell’Unical.
Poi piano piano in sordina e con il complice silenzio dei sindaci iniziarono le dismissioni. Dal 2010 le stazioni di Acri-Bisignano-Luzzi, Cassano allo Jonio e Montalto-Rose vennero declassate a meri posti di movimento. Spezzano e Tarsia chiuse. Ed arrivando ai giorni nostri si può notare che resistono le stazioni intermedie di San Marco Argentano, Torano Castello ed ovviamente quella di Castiglione Cosentino, serventi agli smistamenti verso Paola ed a “movimentare” le zone agro industriali di Torano, Mongrassano, San Marco Argentano e le zone “di attrattiva turistica” del territorio di Cassano allo Jonio, Sibaritide ed alto Jonio (sui collegamenti verso il basso jonio stendiamo un velo pietoso). Terme, aziende agricole e manufatturiere, museo della Sibaritide, Parco del Cavallo, Laghi di Sibari, le marine ecc.
SECONDA PARENTESI: non esiste nessun collegamento dei luoghi su citati con la stazione di Sibari. Né per quanto riguarda le spiagge, né musei, né zone archeologiche, né terme. Niente, nisba, nessuna navetta neanche uno scuolabus comunale riadattato. Arrivi a Sibari e sei … nel nulla. Mentre intorno l’aria profuma di storia, cultura, tradizioni e mare. I sindaci di Cassano? Non pervenuti da diverse legislature, forse dai tempi di Frasca mica stiamo parlando di ieri! E ancora: arriviamo alla nota dolente. Quelle quattro stazioni rimaste che potrebbero servire a portare i lavoratori delle zone industriali o artigianali della valle del Crati, dell’Esaro, del Fullone, del Coscile sembrano miraggi. Trenitalia con la mitica guida regionale che fa? Cancella l’unico treno pro-pendolari veramente utile. E sì, perché si pensa che il treno lo prendano solo gli studenti o gli insegnanti.
Tra le 15:00 e le 19:00 nessun collegamento ferroviario adeguato verso Cosenza. Senza considerare che gli autobus di linea terminano le corse già intorno alle 15:00 mentre ne hanno a bizzeffe la mattina. NESSUN e ripeto NESSUN autobus. Ora come si giustificano quattro ore senza un collegamento ferroviario adeguato sulla tratta Sibari–Cosenza? È questa la situazione con cui devono fare i conti ogni giorno numerosi pendolari e lavoratori che, terminato il proprio turno nel pomeriggio, si ritrovano di fatto senza un mezzo pubblico per rientrare a casa.
Il problema riguarda in particolare i lavoratori impiegati nelle numerose attività industriali, artigianali e produttive presenti nei territori di San Marco Argentano, Mongrassano e Torano Castello, che ogni giorno si spostano per lavoro lungo la direttrice verso Cosenza. Il risultato è paradossale: chi lavora fino al pomeriggio, pur vivendo in un territorio servito sia dalla ferrovia sia dal trasporto su gomma, rischia di non avere alcuna reale possibilità di rientrare a casa utilizzando i mezzi pubblici. L’automobile privata diventa così non una scelta, ma una necessità.
Si parla spesso della necessità di incentivare il trasporto pubblico, ridurre il traffico e favorire una mobilità più sostenibile. Ma come si può chiedere ai cittadini di lasciare l’auto a casa se, dopo le ore 15:00, intere fasce di lavoratori rischiano di rimanere senza collegamenti?
La questione non riguarda soltanto il disagio di alcuni pendolari. La presenza di un servizio di trasporto pubblico efficiente è fondamentale anche per lo sviluppo delle aree industriali e artigianali. Un lavoratore dovrebbe poter accettare un impiego e terminare il proprio turno sapendo di poter rientrare a casa con un mezzo pubblico.
Attualmente, invece, chi lavora nelle aree produttive di San Marco Argentano, Mongrassano e Torano Castello può trovarsi nella condizione di dover organizzare necessariamente il proprio spostamento con un’automobile privata, chiedere un passaggio o, nei casi più problematici, attendere per ore prima di poter rientrare.
È una situazione che merita una risposta concreta da parte delle istituzioni. La Regione Calabria, in qualità di soggetto responsabile della programmazione del trasporto pubblico regionale, e Trenitalia, insieme agli enti locali interessati, dovrebbero valutare con urgenza l’istituzione di almeno un collegamento ferroviario pomeridiano aggiuntivo sulla tratta Sibari–Cosenza, nella fascia oraria compresa tra le 17:30 e le 18:30 come lo è stato fino al 30/06/2026.
Sarebbe inoltre necessario un coordinamento reale tra il trasporto ferroviario e quello su gomma, perché non è accettabile che, al termine della giornata lavorativa, il servizio pubblico presenti un vuoto di diverse ore proprio quando la domanda di mobilità è più concreta.
Il territorio ha bisogno di collegamenti adeguati alle esigenze reali di chi lo vive e di chi ci lavora. La richiesta dei pendolari è semplice e concreta: un treno pomeridiano aggiuntivo che permetta ai lavoratori di rientrare a casa.
Non si tratta di chiedere un servizio straordinario o un collegamento occasionale, ma di garantire una possibilità di mobilità coerente con gli orari di lavoro di migliaia di cittadini.
Il trasporto pubblico deve essere costruito sulle esigenze delle persone. E oggi, sulla tratta Sibari–Cosenza, esiste una evidente lacuna che non può più essere ignorata. Mentre i sindaci del territorio TUTTI non solo quelli interessati agli scali restano chiusi in un mutismo che sa di omertà. Di contrappasso, i capibastone del territorio della Sibaritide, della valle del Crati, di Cosenza li conosciamo bene, li abbiamo eletti e li facciamo sedere colpevolmente sugli scanni di Montecitorio o di palazzo Campanella.
E adesso per spiegare meglio il funzionamento della macchina organizzativa delle linee ferrate regionali iniziamo a dettagliare in maniera semplice come funziona l’organizzazione della scelta dei treni: La Regione Calabria è normalmente il soggetto che programma e finanzia il servizio, attraverso il Contratto di Servizio con Trenitalia: decide in sostanza quali collegamenti e quale offerta di servizio acquistare.
Trenitalia organizza il servizio ferroviario sulla base del contratto: propone e costruisce gli orari operativi, le fermate e le soluzioni di esercizio.
RFI, in quanto gestore dell’infrastruttura, assegna le tracce ferroviarie, cioè gli orari e gli spazi disponibili sulla rete, coordinando tutti i treni che devono circolare.
Per le coincidenze ufficiali, la regola è particolarmente importante: una coincidenza non è automaticamente garantita solo perché il sistema di vendita propone due treni consecutivi. Le coincidenze garantite devono essere specificamente autorizzate dalla Regione e indicate nell’orario ufficiale.
Treni pomeridiani dal 20/07/2026 in partenza dalla stazione di San Marco-Roggiano.
Cosenza, 22/07/2026 – Eliseno Sposato, pendolare
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