La sorpresa arriva prima del cartello stradale: sabbia chiara, mare che degrada piano e pinete che profumano di resina. Sulla costa ionica della Basilicata, tra Metaponto e Nova Siri, non ci sono barriere di hotel fronte mare, niente file serrate di ombrelloni. Solo 35 chilometri quasi ininterrotti di arenili incorniciati da dune e macchia mediterranea, con resti della Magna Grecia a due passi dagli stabilimenti. Qui si può nuotare tra i gigli di sabbia, entrare in una foresta planiziale rara in Europa e chiudere la giornata tra i vicoli di borghi bianchi affacciati sui calanchi.
Policoro: spiagge ampie, delfini all’orizzonte e una foresta unica
Il lido di Policoro alterna stabilimenti curati a lunghi tratti di spiaggia libera, con acqua che resta bassa per metri e spazio reale tra un ombrellone e l’altro. Nelle giornate più calme, sull’orizzonte si avvistano spesso delfini e, al largo, persino capodogli. Alle spalle dell’arenile si estendono le foci dell’Agri e del Sinni, aree umide che in stagione ospitano fenicotteri, gru e cicogne in migrazione.
Appena oltre la sabbia c’è il Bosco Pantano di Policoro, riserva regionale WWF, conserva circa 1.100 ettari dell’antica foresta planiziale con salici, frassini, ontani neri, canneti e paludi intricate. Qui vivono lontre, volpi, istrici, oltre 150 specie di uccelli e circa 2.000 specie di coleotteri, numeri che ne fanno un laboratorio a cielo aperto per naturalisti e ricercatori.
Sport e vela: il Circolo Velico Lucano
A Policoro opera il Circolo Velico Lucano, punto di riferimento per corsi e uscite in vela, windsurf, kitesurf, paddle e canoa. Si organizzano anche crociere nel golfo di Taranto con rotte che toccano coste pugliesi, calabresi e, per navigazioni più lunghe, quelle greche.
Le attività non sono riservate a praticanti esperti: una cura particolare è dedicata ai bambini e all’inclusione di ragazzi con disabilità, trasformando la barca in un’esperienza di autonomia e contatto diretto con l’ambiente marino.
Da Marina di Pisticci a Nova Siri: sabbia chiara, pinete e un porto da esplorare
A Marina di Pisticci si incontrano circa otto chilometri di sabbia chiara, protetti alle spalle da una grande pineta. Qui il Porto degli Argonauti offre oltre quattrocento posti barca e organizza uscite giornaliere lungo la costa ionica: dalla barca si riconoscono a colpo d’occhio le foci fluviali, le torri di avvistamento e i segmenti di litorale rimasti completamente naturali.
Scendendo verso Scanzano Jonico emerge l’arenile di Terzo Cavone, rinomato per la sabbia finissima. Più a sud, tra Marina di Rotondella e Marina di Nova Siri, il paesaggio si fa via via più quieto, con campi, filari di agrumi e aziende agricole che arrivano quasi alla battigia.
La Magna Grecia sul mare: Metaponto e Policoro
La piana di Metaponto, oggi fulcro agricolo della Basilicata, fu scelta dagli Achei nel VII secolo a.C. per fondare una delle colonie più prospere della Magna Grecia. Poco più a sud, nell’area dell’attuale Policoro, sorsero Siris e poi Herakleia, centri che dominarono per secoli il traffico del golfo.
A Policoro il Parco archeologico Siris-Herakleia conserva resti di templi, abitazioni e tratti di mura; per coglierne la portata è decisivo il Museo archeologico nazionale della Siritide, con i 22 grandi vasi a figure rosse della Tomba del Pittore di Policoro, datati al V secolo a.C., che illustrano scene mitologiche e di vita quotidiana con notevole dettaglio.
A Metaponto il simbolo sono le Tavole Palatine: quindici colonne doriche, residuo monumentale del tempio di Hera del VI secolo a.C. Qui, secondo le fonti, trovò rifugio e morì Pitagora nel 495 a.C., tassello che lega ancora di più la costa alla storia del pensiero antico.
Il parco di Apollo Licio e il museo
Il Parco archeologico di Apollo Licio consente di scoprire l’impianto urbano della città antica tra teatro, spazi pubblici e aree sacre. Le scoperte più preziose – dalle ceramiche sottilissime agli orecchini d’oro a filigrana fino agli strigili in bronzo degli antichi bagni – sono esposte nel Museo archeologico nazionale di Metaponto, raggiungibile in pochi minuti dal parco.
Borghi bianchi e calanchi: Bernalda, Pisticci, Rotondella
Alle spalle di Metaponto si allunga Bernalda, con il castello che domina la piana e palazzi nobiliari su corso Umberto. Il borgo ha guadagnato visibilità internazionale quando Francis Ford Coppola, legato a queste origini familiari, ha trasformato Palazzo Margherita in un hotel di charme. Poco lontano, le Dimore di charme Borgo San Gaetano hanno recuperato un antico frantoio secondo criteri di bioedilizia, proponendo anche lezioni di cucina lucana e incontri con produttori locali.
A sud si sale a Pisticci: il rione Dirupo disegna una scenografia di casedde bianche dai tetti rossi, in forte contrasto con l’argilla dei Calanchi Lucani, dorsali modellate dall’erosione risalenti al Pleistocene inferiore e medio. Qui il viaggio passa anche dal gusto con il Museo Essenza Lucano, che racconta erbe, ricette e oggetti d’epoca legati all’Amaro Lucano.
Rotondella e i panorami sullo Ionio
Più in alto, Rotondella si avvolge su sé stessa in una spirale di case che le è valsa il soprannome di “balcone sullo Ionio“. Il centro storico è un reticolo di viuzze in pietra, gradini e passaggi coperti; dai belvedere lo sguardo corre dalla linea blu del mare alla piana coltivata e, sullo sfondo, alle cime del Pollino.
Con più giorni a disposizione, si può raggiungere l’area protetta dei calanchi di Montalbano Jonico, un ex fondale marino modellato dall’erosione, oppure orientarsi verso Matera e l’altopiano murgico, o ancora verso ovest nel Parco nazionale del Pollino per escursioni di media e alta quota.
Torri costiere e vigne tra i campi
Nella campagna di Nova Siri si alza la sagoma compatta di Torre Bollita, torre costiera cinquecentesca voluta dal viceré Pedro Álvarez de Toledo per contrastare le incursioni saracene.
Oggi rientra nella tenuta delle Cantine Battifarano, dove si organizzano visite tra vigne e degustazioni di Matera Doc (Moro, Greco, Rosato) e Igt Basilicata. È l’occasione per legare il paesaggio della piana ai suoi vini, con il mare a pochi minuti e le vestigia della Magna Grecia dietro l’angolo.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra la Grecia ma è un paradiso segreto di questa regione: 35 km di spiagge selvagge e borghi bianchi con zero folla
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Redazione
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