Se sei un dipendente e hai scelto di destinare il TFR a un fondo pensione, potresti avere diritto a ricevere anche un contributo dal tuo datore di lavoro.
Si chiama contributo datoriale ed è una somma che l’azienda versa nel tuo fondo pensione in aggiunta al TFR.
Noi di Ciao Elsa lo chiamiamo “soldi gratis” perché è un versamento aggiuntivo che non esce dalla tua busta paga: se ci sono le condizioni previste dal tuo contratto, è l’azienda a versarlo nel tuo fondo pensione.
In questo articolo vedremo come capire se ne hai diritto e quali sono i passaggi che devi seguire per iniziare a riceverlo.
In breve
Il contributo datoriale è una somma che il datore di lavoro versa nel tuo fondo pensione in aggiunta al TFR.
Per riceverlo, però, devono essere rispettate tre condizioni:
- devi essere un lavoratore dipendente con un CCNL
- devi scegliere di destinare il TFR a un fondo che prevede il contributo dell’azienda
- devi versare anche una tua quota nel fondo.
Non tutti i fondi pensione prevedono il contributo datoriale: per questo è importante verificare qual è il fondo collegato al tuo CCNL e se la tua azienda ha accordi con altri fondi. Le percentuali del contributo dipendono poi dal contratto e dall’accordo previsto.
Il primo requisito per ottenere il contributo datoriale: devi essere un dipendente con un CCNL
Per ricevere il contributo datoriale devi essere un lavoratore dipendente assunto con un CCNL.
Il CCNL, cioè il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, stabilisce le regole che riguardano il tuo rapporto con l’azienda: dalla retribuzione alle ferie, dai permessi alla malattia, fino alla previdenza complementare.
Esistono diversi CCNL, in base al settore in cui lavori. Tra questi ci sono, per esempio, il Metalmeccanico, il Commercio, il Chimico Farmaceutico, la Sanità Pubblica, la Scuola e le Telecomunicazioni.
Alcuni CCNL hanno un fondo pensione di categoria, ovvero un fondo a cui puoi iscriverti solo se appartieni a quello specifico contratto collettivo.
È proprio dal CCNL che bisogna partire per capire quale fondo pensione puoi utilizzare e se, per quel fondo, sia previsto un contributo da parte dell’azienda.
Il secondo requisito per avere il contributo datoriale: devi destinare il tuo TFR a un fondo pensione
Essere dipendente con un CCNL, però, non basta.
Per ricevere il contributo dell’azienda devi destinare il TFR a un fondo pensione. Se hai scelto di lasciare il TFR in azienda, quindi, non puoi ricevere il contributo datoriale.
Ma attenzione: non va bene un fondo pensione qualunque perché non tutti i fondi pensione accettano il contributo datoriale. Devi scegliere di destinare il TFR ad un fondo che preveda la possibilità di ricevere il contributo dell’azienda.
Fondi Pensione: quali possono ricevere il contributo datoriale?
In Italia esistono diversi tipi di fondi pensione:
- PIP (Piani Individuali Pensionistici);
- FPA (Fondi Pensione Aperti);
- FPN (Fondi pensione Negoziali, o chiusi o di categoria)
La differenza che ci interessa, in questo caso, è una sola: non tutti permettono di ricevere il contributo del datore di lavoro.
I PIP prevedono un’adesione individuale e non possono stringere accordi con le aziende per il versamento del contributo datoriale, sono un prodotto assicurativo e non sono legati a un CCNL specifico. Tutti possono accedere ad un PIP con il risparmio personale, che si tratti di dipendenti pubblici, dipendenti privati, lavoratori autonomi, imprenditori o disoccupati. I dipendenti pubblici non possono però versare il TFR in un PIP.
I Fondi Pensione Aperti sono istituiti e gestiti da soggetti come banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio e società di intermediazione mobiliare. Prevedono sia l’adesione individuale che l’adesione collettiva e quindi possono stringere accordi con le aziende, ma solo se la singola azienda sceglie di chiudere un accordo con uno o più FPA.
I Fondi Pensione Negoziali funzionano diversamente perché sono collegati a un CCNL.
Puoi aderire solo se sei un lavoratore che appartiene alla categoria professionale prevista dal fondo. Se, per esempio, sei assunto con il CCNL Metalmeccanico, non puoi aderire al fondo di categoria previsto per il settore Chimico.
In questo caso, quindi, il fondo pensione è direttamente collegato al contratto collettivo con cui sei assunto ed è proprio qui che, normalmente, si trova l’accordo che permette di ricevere il contributo datoriale.
Per esempio, chi lavora nel settore Metalmeccanico può aderire a Cometa, mentre per il settore Terziario Commercio il fondo di riferimento è Fon.Te. Esistono poi Fonchim per il settore Chimico, Byblos per l’Editoria, ALIFOND per il settore Alimentare e Telemaco per le Telecomunicazioni.
Anche nel settore pubblico ci sono fondi di categoria, come Espero per la scuola e Perseo-Sirio per la pubblica amministrazione e la sanità.
Quindi, se vuoi capire se puoi ricevere il contributo datoriale, la prima cosa da fare è controllare quale CCNL hai e quale fondo pensione è collegato al tuo contratto.
Puoi trovare questa informazione nel contratto di lavoro oppure chiedere ai sindacati o direttamente al tuo datore di lavoro.
Cosa succede se l’azienda ha accordi anche con altri fondi?
Il fondo di categoria non è necessariamente l’unica possibilità.
Alcune aziende hanno accordi anche con fondi territoriali. In questo caso, il requisito per aderire non è legato al CCNL, ma al territorio in cui l’azienda ha sede.
Altre aziende, invece, stipulano accordi con uno o più Fondi Pensione Aperti.
Se lavori in una di queste aziende, potresti quindi avere più possibilità tra cui scegliere: puoi far versare il tuo TFR nel fondo previsto dal tuo CCNL o in un altro dei fondi messi a disposizione direttamente dal datore di lavoro.
Il terzo requisito per avere i “soldi gratis”: devi versare anche tu una quota nel fondo pensione
Per ricevere il contributo datoriale, oltre al TFR che viene versato direttamente dall’azienda, devi versare anche tu una parte della tua retribuzione nel fondo pensione.
Il versamento viene normalmente fatto direttamente dalla busta paga: ogni mese una percentuale della tua retribuzione viene trattenuta e versata nel fondo.
A quel punto, se sono rispettate le condizioni previste dal tuo CCNL o dall’accordo con il fondo, il datore di lavoro aggiunge la propria quota.
Questo significa che puoi anche scegliere di destinare al fondo pensione soltanto il TFR. In questo caso, però, non riceverai il contributo dell’azienda.
Se vuoi ottenere anche quello, devi versare la tua parte.
Quindi, come si ottengono i “soldi gratis”?
Il meccanismo, in pratica, si può riassumere in 5 passaggi:
1. Hai un contratto di lavoro con un CCNL.
2. Il tuo CCNL, oppure un accordo aziendale, prevede un fondo con il contributo datoriale.
3. Destini il TFR a quel fondo.
4. Versi anche la percentuale prevista a tuo carico.
5. L’azienda aggiunge il proprio contributo.
Le percentuali cambiano in base al CCNL e al fondo pensione. È quindi importante verificare le condizioni specifiche del proprio contratto prima di fare una scelta.
Per sapere quali sono i fondi pensione in cui puoi versare in base alla tua attività e al tuo CCNL, puoi utilizzare il comparatore di fondi pensione di Ciao Elsa. Ti faremo qualche domanda legata alla tua situazione lavorativa e otterrai un prospetto di tutti i fondi pensione a tua disposizione e le loro caratteristiche.
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