Cagliari, più credito e nuovi strumenti finanziari per sostenere le imprese del territorio


Rafforzare il rapporto tra finanza ed economia reale e costruire nuovi strumenti capaci di accompagnare la crescita delle imprese, soprattutto quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito. È questa la sfida rilanciata da Cagliari da Sfirs e Anfir, l’associazione che riunisce 18 Finanziarie regionali italiane, riunite a Sa Manifattura per l’appuntamento annuale dedicato al futuro della finanza complementare.
Un comparto che, nel suo complesso, movimenta circa 9 miliardi di euro, con un effetto leva che può arrivare a 22 miliardi, e sostiene circa 14mila imprese. Numeri che restituiscono il peso assunto dalle Finanziarie regionali nel sistema economico italiano e che hanno fatto da sfondo a un confronto al quale hanno partecipato rappresentanti della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari, del Centro regionale di Programmazione, della Cassa Depositi e Prestiti, del ministero del Made in Italy, delle Università e della Human Foundation.

Le Finanziarie regionali rappresentano uno degli strumenti attraverso cui le amministrazioni territoriali intervengono a sostegno del sistema produttivo. Possono concedere finanziamenti alle imprese, garantire operazioni bancarie oppure partecipare direttamente al capitale di società e startup. Un sistema articolato, nel quale convivono modelli differenti: alcune Finanziarie operano come intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, altre hanno natura di società pubbliche. Sfirs presenta entrambe le caratteristiche.
L’obiettivo indicato da Sfirs e Anfir è ora quello di rendere più omogeneo il quadro complessivo, senza però cancellare le specificità legate ai diversi territori. Da qui la richiesta di uno status giuridico specifico e condiviso, capace di valorizzare il ruolo delle Finanziarie regionali e, allo stesso tempo, di razionalizzarne gli interventi e i costi.

A sessant’anni dalla sua nascita, Sfirs punta a ridefinire il proprio ruolo nel sistema economico sardo, assumendo una funzione di raccordo tra soggetti pubblici e privati e facendo della finanza complementare una delle leve principali per sostenere lo sviluppo.
Il presidente Riccardo Barbieri, a poco più di un anno dall’inizio del suo mandato, ha ripercorso l’evoluzione della società e indicato la direzione per i prossimi anni. “Nel 1966 è nata Sfirs con l’obiettivo di entrare finanziariamente, con la partecipazione pubblica, nelle fabbriche; poi nel 2009 è diventata società in house della Regione e dal 2025, con il nuovo corso che il mio Cda ha intrapreso, il fine è diventare un’agenzia di sviluppo che faccia da regista fra soggetti pubblici e privati, affiancando le banche con un set di strumenti che diano risposte più mirate alle nostre imprese”.
Per Barbieri, la strada passa dalla creazione di una rete stabile tra i diversi attori del sistema economico: “Pensiamo sia necessario dare vita a un vero e proprio ecosistema finanziario che faccia rete fra il pubblico, le associazioni delle imprese, i fondi di investimento, le banche e le Università”.

Sfirs gestisce attualmente circa 500 milioni di euro di fondi regionali. Una dotazione che, rapportata alla popolazione sarda, risulta pari a circa il doppio della media nazionale delle altre Finanziarie regionali. Il capitale sociale ammonta invece a 125 milioni di euro, con una passività contenuta.
“La finanza complementare e pubblica è una priorità del nostro nuovo piano industriale”, ha sottolineato Barbieri. L’incontro di Cagliari, ha aggiunto, rappresenta anche un’occasione per affrontare il tema dell’armonizzazione degli strumenti utilizzati dalle diverse Finanziarie: “È sempre più importante standardizzare gli strumenti del credito delle varie finanziarie, facendo ordine, migliorandone la gestione e razionalizzando i costi”.
In questo processo, secondo il presidente Sfirs, sarà centrale il ruolo di Anfir: “L’apporto di Anfir è decisivo per uniformare il settore, tutelando allo stesso tempo le peculiarità dei territori e delle loro Finanziarie”.

A fornire un quadro più dettagliato sull’attività di Sfirs è stato il direttore generale Massimo Concas, che ha annunciato l’imminente disponibilità di nuove risorse. “Abbiamo 30 milioni da destinare alle imprese sarde nei prossimi giorni, ci stiamo lavorando da tempo e ci facciamo molto affidamento”.
La società sta inoltre lavorando alla rimodulazione di alcune risorse, con l’obiettivo di indirizzarle verso i settori che presentano le maggiori necessità, in coordinamento con gli assessorati regionali. “Sfirs ha maturato negli anni una considerevole attenzione nei confronti delle imprese, grandi e piccole”, ha spiegato Concas, evidenziando anche il rafforzamento degli interventi a favore della patrimonializzazione.
“Ci viene richiesto sempre di più di trasformare il debito in capitale che dura”, ha aggiunto. Tra le operazioni in programma c’è inoltre un intervento nel comparto agricolo attraverso l’acquisto delle scorte di magazzino.
Sono 588, ha spiegato ancora il direttore generale, le pratiche di finanziamento attualmente gestite da Sfirs. “Lavoriamo per dare risposte nei tempi più brevi possibile. Per questo motivo, entro l’anno, potenzieremo il nostro personale”.
Un’accelerazione considerata necessaria soprattutto per sostenere investimenti di importo spesso compreso tra 100mila e 500mila euro. “È strategica l’azione trilaterale che vede impegnati la Sfirs, il Centro regionale di programmazione e il mondo delle imprese”, ha sottolineato Concas.
Le risorse regionali consentono inoltre di anticipare fino al 50% dei finanziamenti destinati agli investimenti, riducendo i tempi di attesa per le imprese. “Questo processo richiede risposte in tempi più rapidi rispetto al passato”, ha osservato Concas, indicando nell’orizzonte della fine del 2026 una delle principali sfide operative per la società.
Nel frattempo, è cresciuta significativamente anche la dotazione del fondo Fintech, passata da 55 a 131 milioni di euro.

Sul futuro delle Finanziarie regionali si è soffermato anche Michele Vietti, presidente di Anfir e FinPiemonte. L’associazione, che riunisce 18 realtà regionali, punta a mettere a sistema le esperienze maturate nei diversi territori in vista anche della nuova programmazione europea 2028-2034.
“Finanza ed economia reale viaggiano insieme”, ha spiegato Vietti, sottolineando come uno dei punti di forza delle Finanziarie regionali sia proprio la conoscenza diretta del tessuto imprenditoriale: “La nostra associazione vuole mettere insieme le best practice regionali, che hanno come punto di forza la conoscenza delle imprese, del tessuto locale e dei distretti produttivi”.
La Sardegna, secondo Vietti, rappresenta un caso emblematico per comprendere il valore della dimensione territoriale: “Per la sua posizione nel Mediterraneo e le sfide dell’insularità, si mostra bene perché la dimensione territoriale sia il punto di partenza per affrontare le grandi transizioni europee”.
Il presidente di Anfir ha quindi indicato la necessità di intervenire sul piano normativo: “Le Finanziarie regionali operano dove il mercato non arriva, mettendo in dialogo pubblico e privato: ora serve una riforma che dia loro un’identità giuridica comune, precisa e dedicata, valorizzandone il ruolo nel nuovo ciclo di programmazione europea 2028-34”.

La proposta di attribuire alle Finanziarie regionali un’identità giuridica specifica è al centro dell’attività di Anfir da circa un anno. Nel novembre 2025 l’associazione ha formalmente sottoposto il progetto al Parlamento, nell’ambito del parere sulla riforma del Testo Unico della Finanza.
L’indicazione è stata accolta dalle commissioni Giustizia e Finanze di Camera e Senato. Il prossimo passaggio, secondo Anfir, sarà trasformare quell’orientamento in una disciplina organica attraverso il confronto con Governo e Parlamento.
L’obiettivo è definire un quadro comune che consenta alle Finanziarie regionali di operare con maggiore chiarezza e uniformità, preservando al tempo stesso le caratteristiche specifiche dei territori e rafforzando il loro ruolo nel sostegno alle imprese e nella prossima programmazione europea.


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