Si guarda il profilo del Cristo che abbraccia il Tirreno e si pensa subito a Rio. In realtà si è in Basilicata, lungo una costa frastagliata che alterna spiagge scure, punte rocciose e piccole insenature. A Maratea, il mare sembra a portata di mano e la montagna incombe alle spalle: un contrasto netto che sorprende già all’arrivo. Qui una giornata si riempie in fretta tra panorami, chiese antiche e un porto raccolto che la sera diventa scenografia perfetta.
Dove si trova Maratea e perché visitarla
Maratea si affaccia sulla Baia di Policastro, sul versante tirrenico della Basilicata, ed è uno dei rari sbocchi al mare della regione. La costa supera i 30 chilometri e si snoda tra calette protette, pareti di roccia e arenili che passano dal chiaro al grigio scuro, con riflessi quasi metallici quando il sole è basso. Alle spalle, i rilievi salgono rapidi e coprono il paesaggio con boschi di quercia e pino, macchia mediterranea, profumi di finocchietto e ciuffi di fichi d’india che spuntano tra le pietre.
Il territorio è incastonato fra tre grandi aree naturali protette – Pollino, Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Cilento e Vallo di Diano – e questo si traduce in poca urbanizzazione e tanti percorsi all’aperto. Nel raggio di pochi chilometri si passa dalla riva a sentieri d’altura, con fioriture che in primavera colorano scarpate e prati.
La storia, poi, qui è antichissima: i ritrovamenti archeologici attestano presenze remote e, in età classica, la costa era scalo utile per rifornire le navi in transito nel Mediterraneo.
Quando andare e come arrivare
Da giugno a settembre il mare prende la scena: acque più calde, lidi e ristoranti operativi fino a tardi, soprattutto nella zona del porto. In primavera e a inizio autunno l’aria è più fresca e permette di salire al Monte San Biagio e di esplorare il centro storico senza calura e affollamento, con una luce che esalta i contrasti tra roccia e vegetazione. L’inverno è la scelta di chi cerca quiete e ritmi locali, consapevoli che alcuni servizi turistici possono ridursi. In ogni caso, il paesaggio non perde fascino e l’orizzonte resta protagonista.
Un giorno perfetto tra monte, borgo e porto
Per un assaggio completo, si dovrebbe dividere la giornata in tre momenti: mattino in quota al Monte San Biagio, pomeriggio tra i vicoli del centro storico, sera in riva all’acqua al porto. Con un secondo giorno libero, il mare e le grotte diventano protagonisti assoluti.
Monte San Biagio e il Cristo Redentore
Sulla cima si incontrano i resti del Castello, testimonianza della cittadella medievale distrutta nel 1806 durante le campagne napoleoniche, un tassello che spiega perché l’insediamento storico cercasse protezione in quota. Accanto sorge la Basilica di San Biagio, santuario più importante della città, edificato su un luogo di culto precedente e custode delle reliquie del patrono.
La facciata con portico introduce a un interno dove spicca la cappella regia e la statua argentea del santo. Pochi passi e la scena cambia ancora: la statua del Cristo Redentore, in cemento armato rivestito di scaglie di marmo chiaro, domina con i suoi numeri – circa 22 metri d’altezza e 19 di apertura delle braccia – e un candore che contrasta con blu e verde circostanti.
Nel dedalo del centro storico
Terminata la discesa, il pomeriggio porta tra le stradine lastricate del borgo, spesso chiamato Maratea inferiore. Archi, slarghi inattesi, palazzi settecenteschi e case chiare compongono un disegno punteggiato da botteghe e piccoli spazi culturali attivi soprattutto in estate.
Le chiese sono il filo conduttore: la città ne conta 44 e basta visitarne alcune per capire la stratificazione. Santa Maria Maggiore, chiesa madre, mostra all’esterno innesti di epoche diverse e all’interno altari marmorei policromi; la Chiesa del Rosario conserva eleganti stucchi e una memoria collettiva di offerte che ne hanno reso possibile la costruzione. Meritano una sosta anche la Chiesa dell’Annunziata, con il campanile rivestito in maioliche, l’Addolorata con l’obelisco esterno e la piccola San Vito, tra le più antiche.
Pochi metri più in là, Palazzo De Lieto sporge su uno sperone di roccia: nato nel Settecento come primo ospedale cittadino, oggi è riconosciuto bene monumentale. All’interno ospita la pinacoteca con opere di Angelo Brando ai piani superiori e, al piano inferiore, ancore romane recuperate nei fondali vicino all’isolotto Santo Ianni.
Sera al porto tra riflessi e sapori di mare
Quando la luce si fa morbida, il porto diventa una quinta scenica: lo specchio d’acqua è protetto, i bracci dei moli raccolgono barche e riflessi, i ristoranti affacciati sul molo accendono i fornelli. Da qui partono gite in barca che toccano grotte marine e calette raggiungibili solo dal mare, e immersioni guidate su fondali ricchi di vita e reperti.
Spiagge e grotte da segnare
La costa di Maratea alterna arenili sabbiosi e ghiaiosi a tratti rocciosi, con sorprese che vale la pena mettere in lista. C’è una grotta dove stalattiti e stalagmiti disegnano colonnati e drappi minerali, e c’è una spiaggia nera che racconta l’origine vulcanica delle rocce della zona. Tra le curve della litoranea, inoltre, si scoprono baie minuscole dove l’acqua dolce incontra il mare.
Prima di partire, conviene segnare alcuni nomi utili. Le distanze non sono enormi, ma la strada curva e la voglia di fermarsi ai belvedere allungano i tempi. Ecco cosa non dovrebbe mancare in un itinerario costiero ben calibrato:
- Cala Jannìta (Spiaggia Nera): sabbia scura e cornice verde per un colpo d’occhio raro sul Tirreno.
- Spiaggia del Fiumicello: tra le più ampie e attrezzate, con fondale che degrada dolcemente e servizi comodi.
- Acquafredda: piccole baie tra le rocce e una sorgente che arriva fino al mare; lungo costa si aprono la Grotta del Sogno e la Grotta della Colonna.
- Grotta delle Meraviglie: concrezioni spettacolari modellate dall’acqua in migliaia di anni, per una pausa lontano dal sole.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra Rio de Janeiro ma è in Italia: un borgo da favola tra spiagge nere e un Cristo gigante sospeso sul mare
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link


