Dentro il “sistema 106 jonica”: WeBuild e Anas si sono mangiati i soldi delle imprese calabresi: pressioni, favori e un potere che decide chi pagare e chi no



WEBUILD E ANAS SI SONO MANGIATI 1 SOLDI DELLE IMPRESE CALABRESI

“Dentro il sistema 106 Jonica: pressioni, favori e un potere che decide chi pagare e chi no”

I soldi destinati al pagamento delle imprese sono stati, in più casi deviati, dispersi o utilizzati in modo illecito, pagando solo le imprese vicine a loro compromettendo la tenuta di tutti che continuano ad andare via, ormai nessuno vuole più lavorare con questi criminali, nel silenzio assordante di ANAS.
Una testimonianza anonima, proveniente da un gruppo di imprenditori che operano da anni nei cantieri della SS 106 Jonica, apre uno squarcio su un sistema che, se confermato, metterebbe in discussione la trasparenza e la regolarità di una delle opere più importanti del Mezzogiorno. Il racconto, dettagliato e coerente, descrive un ambiente dominato da pressioni indebite, favoritismi, minacce e sprechi, con un Consorzio che — secondo le fonti — eserciterebbe un controllo informale ma capillare, avanzando richieste di favori personali e per persone a loro vicine su pagamenti, assunzioni e forniture.
Secondo le testimonianza raccolte, all’interno del consorzio Sirjo si sarebbe consolidato nel tempo un gruppo ristretto di potere, descritto come una sorta di “casta”. guidata da figure apicali che — sempre secondo le fonti — eserciterebbero un’influenza significativa sulle dinamiche interne. Le fonti riferiscono che uno dei responsabili, Ing Lieto, insieme al suo vice udite udite quel gentiluomo De Iacovo ex carabiniere (COPPOLA), che conosciamo bene tutti , avrebbe fatto spesso pesare presunte vicinanze con ambienti istituzionali, ma diciamo la verità non lo caca nessuno visto il suo passato non glorioso all’interno dell’arma. Segue a ruota un altro elemento non da meno vicino alle cosche Crotonesi il Sig. Brancadoro responsabile degli acquisti in prima persona, avendo il potere di decidere imprese che devono lavorare e prezzi che deve applicare.

1. Il cuore del sistema: un Consorzio che decide tutto
Secondo la testimonianza, il Consorzio WeBuild che opera nell’appalto ANAS sarebbe guidato da un gruppo ristretto di persone che, nel tempo, avrebbe costruito una rete di potere interna capace di influenzare: assegnazione dei lavori; pagamenti alle impœse; assunzioni di personale; gestione delle forniture; rapporti economici tra imprese e struttura centrale. Si parla apertamente di una “casta”, un sistema chiuso in cui chi non si allinea viene messo ai margini o costretto ad abbandonare il cantiere.

2. Pressioni, favori e minacce: il prezzo per lavorare
La testimonianza elenca una serie di comportamenti che, se verificati, configurerebbero un quadro di pressioni sistematiche: richieste di assumere personale segnalato; pagamenti non dovuti; regali, cene, viaggi; disponibilità verso amici e conoscenti dei vertici; minacce velate (“se parli, non lavori più sulla 106”).
Il segnalante ammette di aver ceduto a parte di queste richieste, “per paura e per necessità”, ma oggi denuncia un sistema che definisce “malato e fuori controllo”

3. Favoritismi e contabilità opache
Uno dei punti più delicati riguarda la gestione economica. Secondo la fonte, alcune imprese avrebbero ottenuto vantaggi grazie a: rapporti personali con i vertici del Consorzio; presunti pagamenti informali; accesso privilegiato ai prezzi dell’ufficio acquisti; contabilità “aggiustate” a fine mese per garantire margini extra.
Il segnalante riferisce che alcuni operatori si sarebbero vantati apertamente della loro capacità di “‘decidere chi entra e chi esce dal cantiere”.

4. Clima intimidatorio




Nel racconto compaiono figure non riconducibili alle attività tecniche, presenti nei cantieri senza ruoli chiari. A chi chiedeva spiegazioni veniva risposto di: non fare domande; non presentare offerte autonome; non interferire con I ‘ufficio acquisti. Un clima che, secondo la fonte, avrebbe scoraggiato molti imprenditori dal denunciare.

5. Sprechi, privilegi e personale inattivo
La testimonianza descrive un quadro di gestione inefficiente e opaca: assunzioni di parenti e conoscenti privi di competenze, con incarichi da dirigenti; stipendi elevati per personale inattivo; lavori privati eseguiti gratuitamente dalle imprese pur di ottenere contraüi,• sprechi di risorse economiche; utilizzo di veicoli di lusso a carico delle aziende subappaltatrici. Il tutto mentre molte imprese lamentano ritardi nei pagamenti e perdite economiche significative. Ormai molte imprese stanno scappando evitando i fallimenti.

6. Le domande inevase: chi controlla davvero?
La denuncia solleva interrogativi che richiedono risposte: Quali controlli effettua Webuild sui consorzi e sui subappalti? ANAS verifica la trasparenza delle procedure? Chi controlla le assunzioni e le spese? Dove finiscono i fondi pubblici destinati all’opera? Perché nessuno interviene nonostante le segnalazioni informali? Se confermate, queste dinamiche potrebbero indicare un sistema parallelo che opera al di fuori delle regole formali.

7. La decisione di denunciare
Gli imprenditori affermano di voler trasmettere la segnalazione anche alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica, assumendosi le proprie responsabilità ma chiedendo che vengano accertate anche quelle di chi — a suo dire — avrebbe abusato del proprio ruolo. “Ho sbagliato anch’io — scrive uno di loro — ma sono stato costretto da un sistema che non lascia alternative. Ora non voglio più tacere”.

8. Perché questa storia riguarda tutti
La 106 Jonica è una delle infrastrutture più strategiche del Sud Italia. Se il sistema descritto fosse confermato, non si tratterebbe solo di irregolarità interne, ma di un danno per lo Stato, per tutti i cittadini. Questa testimonianza potrebbe essere solo la prima di molte. E apre un fronte che merita attenzione, verifica e — se necessario — un intervento immediato delle autorità.
Se quanto denunciato trovasse riscontro, non saremmo di fronte a semplici irregolarità amministrative, ma a un sistema capace di condizionare la vita economica di un intero territorio. Un sistema che decide chi lavora e chi fallisce, chi entra e chi resta fuori, chi deve tacere e chi può permettersi di parlare.

La 106 Jonica non è solo un cantiere: è un’opera strategica, finanziata con denaro pubblico, che dovrebbe rappresentare sviluppo, sicurezza, futuro. E invece, secondo le testimonianze raccolte, rischia di diventare terreno fertile per dinamiche opache, favoritismi, sprechi e pressioni che nulla hanno a che vedere con la legalità e la buona amministrazione.
Per questo, l’appello finale dei segnalanti non è solo la voce di imprenditori stanchi: è il grido di un intero comparto che chiede trasparenza, controlli, responsabilità. Un appello che chiama in causa tutte le istituzioni, affmché si faccia luce su ruoli, procedure, decisioni e rapporti di forza che, se confermati, potrebbero aver compromesso la regolarità e la credibilità dell ‘ intero sistema degli appalti. Il caro Ing. Marra che rappresenta ANAS un altro personaggio che conoscono bene tutti cosa ha fatto in tutti questi anni il suo contributo ovviamente legato a tutti questi farabutti.
1 SINDACATI DOVE SONO ??? IL LAVORO PIU’ GRANDE DELLA CALABRIA LASCIATO SENZA CONTROLLO SOLO PERCHE’ ANCHE LORO MANGIANO…
La domanda, ora, è una sola: chi avrà il coraggio di guardare dentro questo meccanismo e fermarlo prima che produca altri danni irreparabili? (Lettera firmata)


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Iacchite

Source link

Di