La presenza della Puglia alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è diventata l’occasione per tracciare un quadro delle politiche regionali dedicate al cinema e, soprattutto, per presentare gli strumenti con cui Apulia Film Commission intende accompagnare il settore nei prossimi mesi. Il panel Il talento della Puglia – Storie, professionisti e nuovi strumenti per il cinema, ospitato all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti e autori: tra loro il direttore generale di Apulia Film Commission Antonio Parente, la presidente Anna Maria Tosto, l’assessore regionale Francesco Paolicelli, il direttore artistico del Bif&st Oscar Iarussi, il Chief Executive di Film London Adrian Wootton e alcuni dei registi delle opere pugliesi selezionate a Venezia, tra cui Paolo Strippoli, in concorso con L’estranea.
Ad aprire il quadro è stato proprio Parente, che ha sottolineato come «la Puglia si presenta con una nuova amministrazione e tante novità e una line up interessante», ricordando il riscontro ottenuto dalle selezioni veneziane, a partire da L’Estranea di Strippoli e dal documentario Nino – Un film su Nino Rota di Walter Fasano. La presenza pugliese alla Mostra comprende infatti quattro opere distribuite tra Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Giornate degli Autori, a testimonianza della varietà dei progetti sostenuti o accompagnati sul territorio.
Il nodo centrale dell’incontro è stato però il nuovo Apulia Film Fund 2026 bandito nei giorni scorsi, che avrà una dotazione di 5 milioni di euro destinata al sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva realizzata in Puglia. L’obiettivo dichiarato è duplice: attrarre produzioni e, contemporaneamente, generare spesa e occupazione sul territorio attraverso il coinvolgimento di maestranze, professionisti, imprese, strutture ricettive e fornitori locali.
La strategia, come ha ricordato Francesco Paolicelli, punta a superare una logica occasionale: «la regione non sostiene in maniera episodica ma strutturata l’audiovisivo, grazie a cui si è resa grande e conosciuta». Un investimento che, secondo i dati presentati, nel precedente ciclo del 2024 ha avuto dimensioni significative: oltre 13 milioni di euro di risorse pubbliche hanno sostenuto 66 produzioni, generando circa 35 milioni di euro di spesa diretta in Puglia e una ricaduta economica complessiva stimata attorno ai 70 milioni di euro.
A delineare più nel dettaglio la struttura dell’intervento regionale è stata Anna Maria Tosto. «Il cinema ha rappresentato negli ultimi 20 anni una costante di interesse per la regione, che ha voluto fare del cinema un fattore identitario attorno al quale fare crescere, economia e formare professionalità», ha spiegato la presidente di Apulia Film Commission. Al Film Fund si affiancheranno infatti altri strumenti: Tosto ha annunciato l’imminente bando del Development Fund, rivolto allo sviluppo di soggetti e idee, con particolare attenzione ai giovani autori, e ha ricordato il Social Film Fund, dedicato a progetti che coinvolgono il terzo settore, oltre al Theatrical Fund, pensato per sostenere le sale cinematografiche.
Il sistema comprende inoltre l’Apulia Film Forum, in programma a Bari dal 13 al 15 novembre 2026. L’avviso per la selezione dei progetti sarà pubblicato il 7 settembre con scadenza il 9 ottobre e l’edizione sarà organizzata in partnership con l’European Producers Club. Saranno otto i progetti pugliesi selezionati, chiamati a partecipare a incontri one-to-one con produttori e stakeholder internazionali per favorire sviluppo, coproduzioni e possibili cofinanziamenti.
Sul fronte dell’internazionalizzazione è stato inoltre presentato il CineMarket Voucher Puglia, misura da 100 mila euro destinata alle micro, piccole e medie imprese audiovisive pugliesi. Il voucher servirà a rimborsare le spese ammissibili sostenute per partecipare ai principali mercati cinematografici e audiovisivi nazionali e internazionali, favorendo l’incontro con produttori, distributori, broadcaster e sales agent.
Un altro tassello sarà l’Apulia Digital Experience, in calendario a Bari dall’11 al 13 dicembre 2026 e realizzata da Apulia Film Commission con Rai Com. Il programma sarà dedicato ai cambiamenti tecnologici che stanno attraversando le industrie creative, dall’intelligenza artificiale ai videogame, dai contenuti immersivi ai nuovi modelli di produzione e distribuzione. «Stipuleremo un accordo con Film London, eccellenza per gaming e intelligenza artificiale», ha anticipato Tosto, inserendo la collaborazione internazionale nel percorso di formazione e sviluppo già avviato negli anni con la film commission britannica.
Nel ragionamento sul futuro è entrato anche il Bif&st. Oscar Iarussi ha insistito sulla necessità di evitare che il successo della Puglia si traduca in una rappresentazione semplificata del territorio: «Il rischio non è solo l’over tourism ma che scada nel macchiettistico, nel folklorico, come se le orecchiette surclassassero il resto, ma sarebbe una iattura. Non possiamo retrocedere ad un immagine che ha a che fare solo con gli stereotipi». Una prospettiva che si lega al percorso di riposizionamento del festival in chiave euro-mediterranea e al suo ruolo nelle politiche regionali di audience development e promozione della cultura cinematografica.
A chiudere idealmente il quadro è stato Paolo Strippoli, film sostenuto dall’Apulia Film Fund con un contributo di 320 mila euro, a fronte di una spesa rendicontata sul territorio regionale pari a 638.765,46 euro. Il regista ha ricondotto il sostegno ricevuto a un’esperienza anche personale: «Nel mio piccolo, con questo film, mi ha permesso di toccare con mano l’eccellenza di questa realtà che non mi ha mai fatto sentire solo, è la cosa più brutta che può succedere a un regista, ma la vicinanza e il supporto operativo ed economico sono un privilegio unico». Ma il suo intervento si è chiuso soprattutto con un richiamo al tema delle sale, a partire dalla sua Corato: «In questi tempo in cui la sala sta tornando nelle abitudini degli italiani, le sale devono essere raggiungibili anche nelle piccole città. Invito chi può a fare qualcosa per questa situazione, sono disponibile».
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