Il codice civile fissa distanze minime precise per costruzioni, finestre, balconi, fossi, pozzi, tubi e depositi pericolosi. I regolamenti comunali possono imporre distanze maggiori. Chi non rispetta le distanze rischia la demolizione o il ripristino a proprie spese, oltre al risarcimento del danno al vicino.
Si vuole costruire un ampliamento vicino al confine con il vicino. O aprire una finestra che guarda sul suo giardino. O scavare un fosso di drenaggio. Tutto lecito — ma solo se si rispettano le distanze stabilite dalla legge. Ignorarle può costare caro: dal risarcimento del danno fino all’ordine di demolizione.
La risposta alla domanda su quali distanze dal confine occorra rispettare dipende dal tipo di opera che si vuole realizzare. Il codice civile detta regole specifiche per ciascuna categoria, integrate dai regolamenti comunali che spesso prevedono limiti più stringenti.
Le nuove costruzioni: la regola dei 3 metri tra edifici
La regola generale è che tra due costruzioni su fondi confinanti che non siano unite tra loro deve esserci una distanza minima di 3 metri. Questo vale quando nel fondo vicino esiste già un edificio: il nuovo costruttore deve collocarsi a non meno di 3 metri da quello preesistente.
I regolamenti comunali possono prevedere distanze maggiori — mai minori. Se il piano regolatore del comune impone 5 metri, quelli sono i metri da rispettare.
Quando invece nel fondo vicino non c’è ancora nulla, il discorso è diverso. In questo caso il proprietario che vuole costruire può scegliere: rispettare la distanza minima di 1,5 metri dal confine (o la metà della distanza tra costruzioni prevista dal regolamento comunale), oppure costruire direttamente sul confine o a distanza inferiore.
Se costruisce sul confine o molto vicino, però, accetta una conseguenza: il vicino che in futuro voglia a sua volta costruire potrà farlo in aderenza alla sua costruzione, appoggiando il proprio edificio a quello già esistente. In quel caso, chi costruisce per secondo dovrà pagare al primo il valore della metà del muro in comune, e il valore del suolo eventualmente occupato.
Mario costruisce un magazzino a 50 centimetri dal confine con il terreno di Luigi. Luigi, anni dopo, vuole costruire a sua volta. Può appoggiare la propria costruzione al muro di Mario, pagandogli la metà del valore del muro e la striscia di terreno occupata. Mario non può opporsi: è la conseguenza della sua scelta iniziale di costruire così vicino al confine.
Le finestre: la differenza tra luci e vedute
Non tutte le finestre sono uguali davanti alla legge. Il codice civile distingue nettamente tra luci e vedute, con regole completamente diverse.
Le luci sono aperture che danno aria e luce ma non consentono di affacciarsi e di guardare direttamente il fondo del vicino. Per essere tali devono avere il lato inferiore a un’altezza di almeno 2 metri dal pavimento del locale (2,5 metri per i piani superiori al primo), a un’altezza di almeno 2,5 metri dal suolo del fondo del vicino, e devono essere munite di inferriata e grata fissa in metallo. Per le luci non sono previste distanze minime dal confine: si possono aprire anche sul muro di confine.
Una cantina vuole ricevere aria e luce da un’apertura che dà sul giardino del vicino. Se quella finestra è alta più di 2 metri dal pavimento, è munita di grata e non consente l’affaccio, è una luce e può essere aperta senza rispettare distanze dal confine.
Le vedute sono invece finestre, terrazze, balconi o qualsiasi apertura che consenta di affacciarsi e di vedere il fondo del vicino. Qui le distanze sono obbligatorie:
per le vedute dirette sul fondo vicino, la distanza minima è di 1,5 metri tra il fondo del vicino e la faccia esterna del muro su cui si apre la finestra; per i balconi e le terrazze, i 1,5 metri si misurano tra il fondo del vicino e la linea esterna del balcone; per le aperture oblique o laterali, la distanza minima è di 75 centimetri tra il lato più vicino della finestra e il fondo del vicino.
Anna vuole aprire una grande finestra panoramica sul lato della sua abitazione che guarda il giardino del vicino Beppe. Se il giardino di Beppe inizia a 1 metro dalla faccia esterna del muro di Anna, la finestra non si può aprire: manca mezzo metro rispetto alla distanza minima di 1,5 metri.
Una regola aggiuntiva riguarda chi ha già una veduta diretta verso il fondo del vicino: se questo diritto è stato acquisito, il vicino non potrà costruire a meno di 3 metri dalla veduta stessa.
I balconi: stessa logica delle vedute
I balconi seguono le stesse regole delle vedute, con la particolarità che la distanza di 1,5 metri si misura dalla linea esterna del balcone — non dalla faccia del muro. Se il balcone sporge di un metro dal muro e il muro è già a 80 centimetri dal confine, la punta del balcone è a 80 centimetri dal confine: distanza insufficiente, il balcone non è regolare.
Canali e fossi: la profondità determina la distanza
Per i canali e i fossi la regola è proporzionale alla dimensione dell’opera: la distanza minima dal confine non può essere inferiore alla profondità del fosso o canale. Se si scava un fosso di drenaggio profondo 80 centimetri, deve essere a almeno 80 centimetri dal confine. La distanza si misura dal confine alla sponda più vicina, non al centro del fosso.
I regolamenti locali possono prevedere distanze diverse.
Pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime
Questi manufatti devono essere costruiti a una distanza dal confine di almeno 2 metri. La regola vale per i pozzi d’acqua, le cisterne di raccolta, le fosse biologiche e le fosse per il concime — tutto ciò che può potenzialmente infiltrare liquidi nel sottosuolo e raggiungere il fondo del vicino.
Un agricoltore vuole costruire una fossa per il letame a uso del suo allevamento. Deve posizionarla a non meno di 2 metri dal confine con i terreni confinanti.
Tubi di acqua, gas e simili
Per l’installazione di tubi di acqua, gas e simili la distanza minima dal confine è di 1 metro, salvo diverse disposizioni dei regolamenti comunali.
Fabbriche e depositi nocivi o pericolosi
Per chi vuole aprire attività o depositi che possono causare danni ai fondi vicini — forni, camini, magazzini di sale, stalle, depositi di materiali esplosivi o nocivi, macchinari pericolosi — la distanza minima è quella prevista dai regolamenti comunali oppure, in assenza di disposizioni specifiche, quella necessaria per preservare i fondi vicini da ogni danno. Non c’è una misura fissa: dipende dalla natura dell’attività e dai rischi concreti.
Cosa succede se le distanze non vengono rispettate
Le conseguenze dipendono da quale norma è stata violata.
Se la violazione riguarda le distanze previste dal codice civile (tra edifici, per luci e vedute, per fossi, pozzi e cisterne), il vicino danneggiato può chiedere al giudice di ripristinare la situazione precedente — cioè la demolizione o la modifica dell’opera abusiva — oltre al risarcimento del danno subito.
Il vicino ha aperto una finestra-veduta a soli 80 centimetri dal confine anziché i 1,5 metri richiesti. Il proprietario del fondo adiacente può chiedere al giudice che quella finestra venga murata, e può chiedere anche il risarcimento per il pregiudizio subito (perdita di privacy, diminuzione del valore dell’immobile).
Se invece la violazione riguarda i regolamenti comunali — che spesso prevedono distanze maggiori rispetto al codice civile — il discorso cambia. Il vicino non può di regola chiedere il ripristino: può solo chiedere il risarcimento del danno. Le conseguenze amministrative (ordine di demolizione) spettano alle autorità pubbliche competenti.
Se la norma del regolamento comunale violata specifica o integra una delle distanze già previste dal codice civile — ad esempio portando la distanza minima tra edifici da 3 a 5 metri — allora il vicino può pretendere anche il rispetto di quella distanza maggiore, non solo il risarcimento.
Il regolamento del comune prevede 5 metri tra edifici. Il vicino costruisce a 3,5 metri. Poiché quella norma specifica la distanza del codice civile (3 metri), il proprietario confinante può chiedere la demolizione o l’arretramento dell’edificio — non solo i danni.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link

