La discografia di Peppino di Capri comincia con singoli che accostano napoletano e inglese. Quella scelta attraversa l’intera carriera. Il pianoforte da locale entra nel pop e la pronuncia dell’isola raggiunge i juke-box. Più avanti un marchio indipendente gli consente di pubblicare i propri dischi. La successione delle incisioni racconta un musicista capace di cambiare formato senza separarsi dalla lingua degli esordi.
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Il rito a Santo Stefano, nel centro di Capri
La famiglia ha scelto la chiesa di Santo Stefano, edificio affacciato sul sistema di piazze che comprende la Piazzetta. ANSA ha registrato le stesse coordinate del rito: domenica 12 luglio alle 17. Il commiato avviene nel centro dell’isola che Giuseppe Faiella scelse per il proprio nome d’arte fin dal debutto discografico.
L’indicazione di una lunga malattia è l’unica informazione sanitaria resa pubblica in forma concorde. Non sono stati diffusi altri particolari clinici. Le date anagrafiche sciolgono l’equivoco sull’età. Nato il 27 luglio 1939 e morto l’11 luglio 2026, Peppino di Capri aveva 86 anni.
Il 3 agosto 2025 chiese il microfono alla Certosa
La sera del 3 agosto 2025 la Certosa di San Giacomo ospitò Una notte per Peppino durante il festival Il Cinema in Certosa. Di Capri seguiva dalla platea il concerto dei Capri Rockers. Al termine chiese il microfono e raggiunse il gruppo guidato da Edoardo Faiella.
Cantò Champagne e Il sognatore. L’intervento precedette la proiezione del film televisivo dedicato alla sua vita. La serata accostò il repertorio eseguito dal vivo alla biografia portata sullo schermo. Quella partecipazione rimane l’ultima esibizione pubblica documentata dell’artista.
Le canzoni americane suonate a quattro anni
Giuseppe Faiella crebbe in una famiglia di musicisti. A quattro anni suonava al pianoforte canzoni americane per Mark Clark e per i militari statunitensi presenti a Capri. PeppinoDiCapri.net conserva l’episodio e ricorda le lezioni private di musica classica affrontate durante l’infanzia.
Quel repertorio anticipa una scelta destinata a tornare nei primi dischi. Le melodie statunitensi entrano accanto alle canzoni napoletane. Il pianoforte collega i due mondi attraverso accompagnamenti adatti al ballo e un canto che conserva la dizione locale.
La canzone napoletana era già diventata ascolto nazionale
Quando Di Capri arrivò in sala d’incisione, la canzone napoletana disponeva già di editori e interpreti capaci di raggiungere l’intero Paese attraverso la radio. Il servizio di Sbircia la Notizia su Radio Napoli e la programmazione dal 1926 al 1952 segue la stagione precedente al suo debutto.
Peppino intervenne su quel patrimonio con il formato del 45 giri e con un gruppo elettrico. La lingua rimase napoletana. La durata dei brani e l’accompagnamento appartenevano alla nuova industria giovanile. Il passaggio dalla radio generalista al juke-box cambiò il luogo dell’ascolto e favorì un pubblico che cercava musica da ballare.
Autunno 1958, i primi singoli per Carisch
Nell’autunno del 1958 Peppino di Capri e i suoi Rockers incisero per Carisch. Tra le uscite di ottobre compaiono ’Mbraccio a mme/Malatia e Pummarola Boat/Nun è peccato. Let Me Cry appartiene allo stesso gruppo iniziale di registrazioni.
La Discografia nazionale della canzone italiana conserva date ed etichette di quella stagione. Nei registri compaiono anche i numeri di catalogo. I titoli mostrano subito l’ampiezza del programma. Un lato del disco guarda alla canzone napoletana. Un’altra incisione usa l’inglese. Il nome Peppino di Capri copre entrambi i repertori e rende l’isola parte dell’etichetta artistica.
Il primo album fissa il suono dei Rockers
Il 33 giri Peppino di Capri e i suoi Rockers, pubblicato nel 1958, raccoglieva brani napoletani e adattamenti di canzoni straniere. Il gruppo trattava il repertorio antico come materiale da eseguire nei locali. Pianoforte e sezione ritmica lo riportavano nella durata breve richiesta dai dischi destinati al ballo.
La pronuncia conservava consonanti e accenti partenopei. L’accompagnamento sostituiva molte soluzioni orchestrali con un suono compatto. Il rock’n’roll entrava così nella canzone napoletana senza riscriverne i testi in italiano.
Voce ’e notte e Nessuno al mondo ampliano il pubblico
Nei primi anni Sessanta arrivarono incisioni come Voce ’e notte e Luna caprese. Nessuno al mondo entrò nello stesso periodo fra i titoli più associati al suo repertorio. Let’s Twist Again portò nel catalogo una canzone internazionale già costruita per il ballo.
Le registrazioni appartengono a filoni diversi. Di Capri riprende il patrimonio napoletano con fraseggio asciutto. Nelle cover straniere conserva una dizione riconoscibile anche quando cambia la lingua. Il pubblico ritrova lo stesso interprete dentro canzoni nate in mercati lontani.
Dal ballo di St. Tropez alla confidenza di Roberta
Nel maggio 1962 uscì il 45 giri Daniela/St. Tropez Twist. Nel gennaio 1963 arrivò Roberta/Nustalgia. La distanza di pochi mesi separa due registri destinati a convivere nella carriera: il brano da ballo e la canzone rivolta a una persona nominata nel titolo.
St. Tropez Twist si regge su un ritmo ripetitivo e su una forma rapida. Roberta rallenta il passo e mette il pianoforte al servizio del racconto. Di Capri passa da una pista affollata a un canto confidenziale senza perdere il timbro costruito nei primi singoli.
24 giugno 1965, prima dei Beatles al Vigorelli
Il 24 giugno 1965 Peppino di Capri aprì il concerto pomeridiano dei Beatles al Velodromo Vigorelli di Milano. Le fotografie conservate dalle Gallerie d’Italia fissano la data e il luogo. Gli scatti mostrano Di Capri sul palco prima del gruppo inglese.
Sette anni dopo l’esordio Carisch, il cantante caprese si trovava nel cartellone della tournée che portò i Beatles in Italia. Rock’n’roll e twist avevano preparato quel pubblico molto prima dell’affermazione della beat generation nazionale. La data mostra quanto Di Capri fosse già inserito nel mercato giovanile europeo.
Nel 1970 nasce Splash, casa discografica e sale di registrazione
Nel 1970 Di Capri fondò Splash, marchio discografico dotato di sale di registrazione. Una parte della produzione passò sotto il controllo dell’artista. Le nuove incisioni uscivano con una sigla propria e il catalogo poteva circolare senza dipendere interamente dalle etichette dei primi successi.
Splash accompagnò i dischi centrali degli anni Settanta e rimase attiva nelle uscite molto più tarde. Peppino figurava come interprete e come titolare della struttura che organizzava la pubblicazione. La continuità del marchio spiega la presenza di edizioni successive e nuove incisioni accanto ai brani storici.
Me chiamme ammore chiude la storia del Festival di Napoli
Nello stesso 1970 Me chiamme ammore vinse il Festival di Napoli. L’edizione fu l’ultima della manifestazione nata nel dopoguerra. Il brano rimase il vincitore finale dell’intera serie storica.
Il singolo Splash accoppiava Me chiamme ammore a Torna. Il titolo Napoli ieri – Napoli oggi riassunse la linea editoriale dedicata alla città. Canzoni già note venivano affiancate a incisioni nuove. Il napoletano continuava a vivere dentro il mercato del presente anziché essere confinato in una raccolta d’epoca.
Il 1973 contiene due successi distinti
La prima vittoria al Festival di Sanremo arrivò con Un grande amore e niente più. Champagne uscì diversi mesi dopo, nel dicembre 1973. La vicinanza delle date ha prodotto una sovrapposizione frequente. Il brano del brindisi non partecipò a quel Sanremo.
Il 45 giri Champagne/La prima sigaretta portava il marchio Splash e il numero di catalogo SPH 1016. L’uscita seguì la presentazione televisiva a Canzonissima. Separare i due titoli restituisce al 1973 la sua sequenza reale: vittoria sanremese in inverno e pubblicazione del brano più longevo a dicembre.
Champagne racconta una separazione durante un brindisi
Mimmo Di Francia compose la musica. Depsa e Sergio Iodice firmarono il testo. Il titolo richiama una circostanza festiva. La vicenda appartiene invece a un incontro di commiato, con il protagonista che osserva la fine di una relazione dentro una scena pubblica.
Il pianoforte accompagna senza coprire le parole. Il canto procede come un discorso rivolto a una sola persona e conserva una misura quasi parlata. Il ritornello offre un titolo facile da ricordare mentre le strofe trattengono la tensione del congedo.
La diffusione internazionale dipese anche dalla comprensibilità della situazione narrata. Un brindisi appartiene a molte culture e la separazione non richiede riferimenti locali. Di Capri mantenne il brano in repertorio per oltre mezzo secolo e lo scelse anche per la sua ultima apparizione alla Certosa.
Non lo faccio più porta la seconda vittoria
Nel 1976 Non lo faccio più vinse Sanremo. Il secondo successo arrivò tre edizioni dopo il primo e consolidò Splash come etichetta capace di sostenere un brano vincitore nella maggiore gara televisiva italiana.
Il titolo presenta una frase colloquiale compiuta. Di Capri la tratta con un canto vicino alla conversazione e con il pianoforte dentro l’accompagnamento. La canzone appartiene alla stagione in cui alternava composizioni in italiano e recuperi napoletani sotto la stessa sigla produttiva.
Le quindici gare di Sanremo, dal 1967 al 2005
L’esordio sanremese arrivò nel 1967 con Dedicato all’amore. Nel 1971 presentò L’ultimo romantico. Le due presenze successive produssero le vittorie del 1973 e del 1976 già descritte.
Gli anni Ottanta cominciarono con Tu cioè… nel 1980. Seguirono E mo’ e mo’ nel 1985 e Il sognatore nel 1987. Nun chiagnere arrivò nel 1988. L’anno successivo portò Il mio pianoforte.
Nel 1990 gareggiò con Evviva Maria. Favola blues, cantata con Pietra Montecorvino, appartiene al 1992. Nel 1993 presentò La voce delle stelle. Due anni dopo entrò nel Trio Melody con Gigi Proietti e Stefano Palatresi per Ma che ne sai… (…se non hai fatto il piano-bar).
Le ultime presenze furono Pioverà (Habibi ené) nel 2001 e La panchina nel 2005. Rai Teche fissa a quindici il totale delle partecipazioni e a due quello delle vittorie. L’arco di trentotto anni attraversa orchestre e regolamenti televisivi molto diversi.
Il concerto londinese del 4 gennaio 1987 diventa un doppio album
Il 4 gennaio 1987 Peppino di Capri registrò un concerto alla Royal Albert Hall di Londra. Diciannove esecuzioni confluirono nel doppio album Peppino di Capri in concerto, pubblicato nel 1988.
La scaletta accostava i brani degli esordi alle canzoni sanremesi e chiudeva con Champagne. Il disco fissava sul supporto lungo la forma dello spettacolo costruita nei locali. Il pianoforte guidava i passaggi tra napoletano e pop internazionale davanti a un pubblico fuori dall’Italia.
Roma 1991, il napoletano arriva settimo all’Eurovision
Nel 1991 Di Capri rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest con Comme è ddoce ’o mare. La gara si svolse a Roma e terminò con il settimo posto. Fu la prima proposta italiana al concorso cantata interamente in una lingua diversa dall’italiano.
Marcello Marocchi firmò la musica. Giampiero Artegiani scrisse il testo. Il registro dell’Eurovision conserva piazzamento e crediti. La canzone usava il napoletano come lingua pop del presente e portava in una trasmissione continentale la scelta compiuta nei dischi del 1958.
Nel 1996 con Fred Bongusto nasce Due ragazzi così
Nel gennaio 1996 Peppino di Capri partì in tournée con Fred Bongusto nei teatri italiani. I concerti proseguirono per mesi con orchestra e produssero l’album Due ragazzi così – live ’96.
L’incontro metteva sullo stesso palco due repertori legati al pianoforte e alla canzone da locale. Ognuno interpretava anche titoli dell’altro. I duetti mostravano la parentela fra la scuola caprese e quella del night club italiano senza cancellare le differenze di fraseggio.
Nel 1998 Rai 1 trasmette dalla Piazzetta
Nel settembre 1998 Rai 1 mandò in onda Champagne, di Capri di più dalla Piazzetta. Lo spettacolo celebrava quarant’anni di attività e riportava la televisione nel luogo contenuto nel nome d’arte.
La sede reale sostituiva una scenografia costruita in studio. Il paese ospitava musicisti e repertorio davanti alle telecamere nazionali. Capri entrava nella trasmissione come spazio abitato e non come fondale decorativo.
Fase 3 apre il catalogo a Franco Del Prete e James Senese
Nel 2001 uscì Fase 3, album collegato alla partecipazione sanremese con Pioverà (Habibi ené). I testi portavano la firma di Franco Del Prete. Il disco comprendeva anche l’incontro con James Senese.
Il titolo divideva la carriera in stagioni. Dopo il periodo Carisch e l’affermazione di Champagne, Di Capri cercava un dialogo con musicisti legati al Neapolitan Power. La collaborazione con Senese portava il sassofono e una pronuncia urbana dentro un catalogo nato nei locali capresi.
Il sognatore del 2004 mette la biografia su carta
Nel 2004 Peppino di Capri pubblicò con Geo Nocchetti il libro Il sognatore per Rai Eri. Il volume ordinava episodi della vita privata e del lavoro già raccontati in interviste sparse.
La pubblicazione precedette le grandi celebrazioni televisive. Il racconto in prima persona tornava sulle origini capresi e sulla gestione della notorietà. Il titolo riprendeva la canzone presentata a Sanremo nel 1987 e collegava il libro al repertorio.
Il 26 maggio 2005 diventa Commendatore
Il 26 maggio 2005 Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri, ricevette il grado di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il conferimento avvenne su iniziativa del Presidente della Repubblica.
Il registro del Quirinale conserva la data e il nome anagrafico. La scheda lo qualifica come cantautore. L’onorificenza arrivò quarantasette anni dopo i primi dischi Carisch e nello stesso anno dell’ultima partecipazione in gara a Sanremo.
Per la fiction Capri firma musiche e arrangiamenti
Peppino di Capri compose e arrangiò musiche per le tre serie della fiction Rai Capri, lavoro proseguito tra il 2007 e il 2010. L’attività lo collocò dietro le immagini di un racconto televisivo ambientato sull’isola.
Il nome Capri passava dal marchio personale al titolo della serie. Le musiche originali estendevano il rapporto con il luogo oltre la canzone da concerto. Il musicista entrava nella durata narrativa delle puntate e adattava il proprio linguaggio a scene e personaggi.
Il cinquantesimo anniversario e l’orchestra di Magnifique
Nel 2008 Di Capri celebrò cinquant’anni dal debutto discografico con concerti e una pubblicazione audiovisiva legata alla tournée. Il repertorio dei Rockers veniva ripreso accanto ai brani Splash davanti a platee ormai composte da più generazioni.
Nel 2011 l’album Magnifique affidò gli arrangiamenti ad Antonello Cascone. Canzoni francesi e standard internazionali convivevano con nuove incisioni di Roberta e Champagne. L’orchestra ampliava il suono senza cancellare il pianoforte che aveva guidato i primi 45 giri.
Nel 2015 interpreta se stesso e un boss al cinema
Nel film Natale col boss del 2015 Di Capri interpretò due parti: se stesso e il personaggio attorno al quale ruota l’equivoco della storia. Per le musiche del film nacque Fiumi di Champagne con Guè Pequeno.
L’operazione usa il titolo più noto come materiale per una commedia e per un incontro con il rap. Di Capri accetta di giocare sulla propria immagine pubblica e porta un ritornello degli anni Settanta dentro una produzione rivolta a spettatori più giovani.
Sessant’anni di dischi sul palco del San Carlo
Nel maggio 2018 il Teatro di San Carlo di Napoli ospitò il concerto per i sessant’anni di carriera. La prima data esaurì i posti e ne fu aggiunta una seconda. L’orchestra era guidata da Edoardo Faiella.
Il San Carlo riuniva il musicista dei locali capresi e il protagonista della televisione nazionale in un teatro d’opera. La scaletta attraversava i primi brani con i Rockers e le composizioni pubblicate da Splash. Gli arrangiamenti orchestrali mostravano la tenuta del repertorio in uno spazio molto diverso dal night club.
Mister… Peppino di Capri e il singolo del 2022
Il 6 novembre 2019 uscì Mister… Peppino di Capri, album di dieci brani pubblicato da Splash. Il disco aggiungeva nuove registrazioni a una discografia spesso riproposta attraverso antologie.
L’11 febbraio 2022 arrivò il singolo L’amore esiste. Anche questa uscita portava il marchio Splash. Cinquantadue anni dopo la fondazione, l’etichetta pubblicava ancora materiale nuovo del proprio fondatore.
Il premio del 2023 e l’autobiografia pubblicata nel 2025
Nel 2023 il Festival di Sanremo gli consegnò il Premio Città di Sanremo alla Carriera. Tornò all’Ariston fuori gara e cantò titoli del proprio repertorio. La cerimonia riconobbe una presenza iniziata nel 1967 e proseguita fino al 2005.
Il 29 gennaio 2025 uscì Un grande amore e niente più. La mia vita, la mia musica, i miei amori, scritto con Alessandro Di Nuzzo e Fulvio Iannucci. Compagnia Editoriale Aliberti lo presentò come la prima autobiografia formale dell’artista. Il volume del 2004 aveva una struttura dialogata con Geo Nocchetti. Il libro del 2025 adotta invece il racconto autobiografico esteso.
Le chiavi di Capri e il film trasmesso il 24 marzo 2025
Il 24 marzo 2025 il Comune di Capri gli consegnò le chiavi della città. La sera Rai 1 trasmise Champagne – Peppino di Capri, film con la regia di Cinzia TH Torrini e Francesco Del Gaudio come protagonista. La scheda di RaiPlay accredita regista e cast.
La cerimonia comunale e la prima televisiva caddero nello stesso giorno. L’isola riconobbe il cittadino che ne aveva portato il nome sui dischi mentre la televisione nazionale riproponeva la biografia a un pubblico nuovo.
Tre figli e una collaborazione musicale con Edoardo
Peppino di Capri lascia tre figli. La parte familiare entrata più spesso nel lavoro pubblico riguarda Edoardo Faiella, musicista e arrangiatore. Ha guidato orchestre nei concerti del padre e ha condotto i Capri Rockers alla Certosa nel 2025.
La collaborazione permette di seguire la trasmissione del repertorio dentro la famiglia senza confondere vita privata e discografia. Edoardo interviene nelle esecuzioni e negli arrangiamenti. Peppino conserva la parte di interprete al pianoforte.
La candidatura Unesco della canzone napoletana sarà dedicata a lui
L’11 luglio 2026 il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha annunciato che l’iter per il riconoscimento della canzone napoletana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità sarà dedicato a Peppino di Capri.
La candidatura era stata lanciata il 5 giugno 2026 all’Arena di Verona. Sbircia la Notizia aveva seguito il legame fra gli appuntamenti napoletani e la candidatura nel servizio sul Gran Galà delle Voci Napoletane. La dedica assegna a Di Capri una posizione simbolica dentro un iter che riguarda la lingua usata nei suoi dischi per quasi sette decenni.
Il pianoforte agisce dentro il canto
Nel repertorio di Di Capri il pianoforte svolge spesso un compito ritmico. Nei brani da ballo scandisce figure brevi e ripetute. Nelle canzoni lente lascia spazio alle parole e interviene fra una frase cantata e la successiva.
Il canto evita molte espansioni della tradizione melodica più teatrale. Le consonanti restano nitide e l’accento napoletano non viene neutralizzato. La combinazione rende riconoscibili sia un twist rapido sia una ballata costruita su un dialogo privato.
Perché brani molto diversi convivono nello stesso catalogo
Nun è peccato appartiene alla canzone napoletana ripensata per un gruppo moderno. St. Tropez Twist nasce per il ballo. Roberta usa la forma della dedica personale. Champagne costruisce una scena di separazione. Quattro ingressi diversi conducono allo stesso interprete.
La continuità deriva dal fraseggio e dal rapporto con il pianoforte. Di Capri cambia il tipo di canzone e mantiene stabile la presenza cantata. Tale elasticità sostiene la durata dei concerti e facilita il passaggio del repertorio dalla televisione alle piattaforme musicali.
Il posto di Peppino di Capri nella musica italiana
Peppino di Capri ha normalizzato il napoletano come lingua del pop del dopoguerra. I primi dischi lo collocano accanto all’inglese senza chiedere al cantante di cancellare l’accento. Le gare televisive e l’Eurovision ampliarono la platea di quel principio.
La fondazione di Splash aggiunge il profilo dell’editore a quello dell’interprete. Per decenni Di Capri mantiene il controllo della produzione. Accanto ai successi si trova un’organizzazione autonoma del catalogo, sostenuta da sale di registrazione proprie.
La sua storia discografica collega la canzone napoletana del primo Novecento al juke-box e alla televisione a colori. Arriva poi al supporto digitale e allo streaming. Il filo comune rimane una pronuncia riconoscibile accompagnata dal pianoforte.
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Junior Cristarella
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