Mutui casa, TAEG al 3,96% e tasso medio al 3,50%


Il fascicolo è uscito il 9 luglio. Il mese osservato è maggio. Le cifre tra parentesi nelle tavole sono provvisorie. I tassi medi derivano dalla ponderazione per importo. I volumi sono stimati sul campione usato per i tassi armonizzati e non coincidono con le consistenze del credito. La categoria nuove operazioni somma contratti appena stipulati e rinegoziazioni di prestiti non deteriorati. Le erogazioni effettive isolano le nuove stipule.

Sequenza temporale: la rilevazione precede la stretta monetaria entrata in vigore il 17 giugno 2026.

Sommario dei contenuti

Il 3,96% comprende interessi e oneri del finanziamento

Lo scarto dal tasso medio è di 46 punti base. Dal tasso delle erogazioni effettive è di 45 punti base. Il TAEG esprime in percentuale annua gli interessi e gli oneri collegati al finanziamento. Il tasso inserito nel piano di ammortamento remunera il capitale prestato.


La distanza dalla soglia del 4% è di 0,04 punti percentuali. La cronaca ANSA del 9 luglio riporta la medesima percentuale. La tavola integrale espone anche le misure che separano il TAEG dal solo interesse contrattuale.

Maggio aggiunge cinque punti base al TAEG

Le serie mensili seguono direzioni diverse. Il tasso medio passa dal 3,47% al 3,50%, con tre punti base in più. Il tasso sulle erogazioni effettive sale dal 3,49% al 3,51%, pari a due punti base. Nella fascia fino a un anno si scende dal 3,08% al 3,06%. Oltre un anno si sale dal 3,58% al 3,60%.

Lo scarto fra TAEG e tasso medio si allarga da 44 a 46 punti base. Nel confronto con maggio 2025 il TAEG guadagna 38 punti base, dal 3,58% alla quota di maggio. La variazione annuale supera quella registrata nell’ultimo mese.

Le rinegoziazioni scendono di circa 179 milioni

Tra aprile e maggio le nuove operazioni calano di 181 milioni di euro, pari al 3,1%. Le erogazioni effettive cedono soltanto 2 milioni, lo 0,04%. La distanza aritmetica fra il totale e le erogazioni effettive misura le rinegoziazioni incluse: circa 660 milioni a maggio contro 839 milioni ad aprile.

La contrazione delle rinegoziazioni assorbe quasi tutta la flessione mensile delle nuove operazioni. Su dodici mesi il totale scende del 15,0%, da 6,600 a 5,608 miliardi. Le erogazioni effettive arretrano del 9,2%, da 5,451 a 4,948 miliardi.


La flessione mensile nasce nella fascia fino a un anno

Le operazioni con fissazione iniziale fino a un anno passano da 1,228 miliardi a 1,048 miliardi. La diminuzione è di 180 milioni, pari al 14,7%. La fascia oltre un anno rimane ferma a 4,560 miliardi. Il calo complessivo di 181 milioni deriva quasi interamente dalla componente breve.

Il periodo di fissazione iniziale indica l’intervallo durante il quale il contratto non prevede variazioni del tasso. La classe oltre un anno comprende durate diverse e non equivale sempre a un mutuo fisso per tutta la vita del finanziamento.

Tra maggio 2025 e maggio 2026 la fascia breve cresce da 472 milioni a 1,048 miliardi, con un aumento del 122,0%. La fascia oltre un anno scende da 6,128 a 4,560 miliardi, pari al -25,6%. Il peso della componente breve resta minoritario anche dopo il raddoppio annuale.

Il divario di 46 punti base riflette anche gli oneri accessori

Nel TAEG entrano l’istruttoria, la riscossione della rata, le imposte, la perizia e i servizi accessori obbligatori. Un conto corrente o una polizza rientrano nel calcolo quando servono per ottenere il finanziamento oppure le condizioni offerte. Le spese notarili e le penali dovute a violazioni contrattuali rimangono escluse.

La disciplina raccolta in EUR-Lex coincide con questa composizione. Nei mutui variabili il TAEG fotografa le condizioni iniziali usando il parametro disponibile alla firma. Le variazioni future dell’indice modificano l’esborso senza riscrivere retroattivamente la percentuale consegnata nel preventivo.


I precedenti interni usavano perimetri diversi

Il servizio del 20 giugno sul credito bancario registrava la stima ABI disponibile allora sul solo tasso d’interesse. Il rilascio del 9 luglio aggiunge il TAEG e disaggrega i volumi tra stipule e rinegoziazioni.

La mappa regionale pubblicata il 1° luglio riguardava il TAE dei prestiti già presenti nei bilanci al 31 marzo. Qui il perimetro è nazionale e comprende le operazioni registrate in maggio. Consistenze territoriali e nuovi contratti rispondono a domande differenti.

Il mese osservato precede il rialzo del 17 giugno

La BCE ha deliberato l’aumento di 25 punti base l’11 giugno con efficacia dal 17 giugno. La rilevazione di maggio precede entrambe le date. Il TAEG del 3,96% non misura la trasmissione immediata di quella decisione. I contratti conclusi o rinegoziati dopo l’entrata in vigore appartengono a mensilità successive.

Un mutuo fisso già firmato conserva il tasso previsto dal contratto. Un variabile segue l’indice indicato e lo spread pattuito. La frequenza di revisione stabilisce la data del ricalcolo. La media nazionale di maggio non possiede alcun effetto automatico sulle rate in corso.

Su 200.000 euro, tre punti base valgono 3,35 euro mensili

Su un capitale di 200.000 euro restituito in 30 anni con ammortamento alla francese e 360 rate mensili, il passaggio dal 3,47% al 3,50% porta la rata da 894,74 a 898,09 euro. Lo scarto è di 3,35 euro al mese e di circa 1.204,53 euro sull’intera durata.


Il calcolo assume un tasso invariato per tutti i 30 anni ed esclude istruttoria, perizia, polizze, imposte e altre spese. La formula adopera il tasso d’interesse medio. Il TAEG del 3,96% incorpora quegli oneri nella misura annua usata per confrontare le offerte.

Credito al consumo al 10,37%, imprese al 3,67%

Il TAEG sul nuovo credito al consumo scende dal 10,41% al 10,37%, quattro punti base in meno. Il tasso sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sale dal 3,56% al 3,67%, con undici punti base in più. Fino a un milione di euro il tasso è 4,34%. Oltre quella soglia è 3,25%, con una distanza di 109 punti base.

Il tasso medio sull’insieme dei depositi rimane allo 0,65%. Il confronto aritmetico fra queste percentuali non misura un margine bancario uniforme: il credito al consumo usa il TAEG, i prestiti aziendali riportano il tasso d’interesse e i depositi esprimono la remunerazione delle somme raccolte.

Prestiti privati in aumento del 3,1% sui dodici mesi

I prestiti al settore privato aumentano del 3,1% sui dodici mesi, dopo il 2,8% di aprile. Le famiglie registrano il 2,6%. Le società non finanziarie salgono al 3,5%, dal 3,1% del mese precedente. I depositi privati crescono del 2,7%, dal 2,9%. La raccolta obbligazionaria avanza del 4,1%, dal 4,2%.

La crescita delle consistenze e il rialzo del TAEG sui nuovi mutui convivono perché misurano periodi diversi. Le consistenze sommano i finanziamenti ancora nei bilanci e ne calcolano la variazione annuale. Il TAEG riguarda gli accordi registrati nel solo mese di maggio.



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 Junior Cristarella

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