Oltre tremila morti all’anno sulle strade italiane, il triplo delle vittime sui luoghi di lavoro, costituiscono una grande emergenza sociale ed economica, che richiede una responsabilità condivisa tra tutti i soggetti coinvolti nel sistema della mobilità. È da questa sfida che ha preso le mosse la quinta edizione del Forum di The Urban Mobility Council, il Think Tank della mobilità promosso dal Gruppo Unipol che si è svolta nella sede monumentale della Triennale di Milano. Il costo sociale dell’incidentalità stradale è impressionante, stimato in circa 20 miliardi di euro l’anno considerando le perdite di vite umane, i costi sanitari, i danni materiali, gli oneri assicurativi, la perdita di produttività. Secondo i dati elaborati dal Rapporto di The Urban Mobility Council, nel 2024 in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni alle persone, circa 7.000 in più rispetto al 2023 (+4,1%). I feriti sono stati 233.853, anch’essi in crescita del 4,1%, mentre le vittime sono state 3.030, 9 in meno rispetto al 2023. Il 73,2% degli incidenti ed il 69,3% dei feriti si concentrano nelle aree urbane.
Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol e coordinatore di The Urban Mobility Council, ha ricordato che gli obiettivi sono già stati fissati: dall’Onu, che vuole dimezzare le vittime entro il 2030, l’Unione Europea con il progetto Vision Zero, con il target zero morti sulle strade al 2050, e anche l’Italia con il suo Piano Nazionale per la Sicurezza. L’Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, Jean Todt, con cui The Urban Mobility Council ha preannunciato una partnership, ha ricordato i costi enormi degli incidenti stradali in tutto il mondo: 1,2 milioni di morti, una cifra monstre simile alla popolazione di Milano.
Nel Corso del Forum è stato presentato il 2° Rapporto The Urban Mobility Council realizzato in collaborazione con Isfort, Istituto Superiore di Formazione e di Ricerca per i Trasporti, che offre al dibattito pubblico uno strumento conoscitivo che descrive le dinamiche e le innovazioni legate alla sicurezza stradale, in particolare negli ambiti urbani. Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort, ha rappresentato come, dopo il forte calo registrato tra gli anni Novanta e il primo decennio degli anni Duemila, il miglioramento degli indicatori di sicurezza stradale abbia progressivamente rallentato fino a una sostanziale stabilizzazione negli ultimi dieci anni; e ha sottolineato come i livelli attuali di incidentalità restino ancora molto elevati e incompatibili con gli obiettivi europei di riduzione della mortalità stradale previsti al 2030 e al 2050, con criticità persistenti in ambito urbano e per gli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, motociclisti). Secondo Isfort è necessario rafforzare le politiche integrate di prevenzione, innovazione tecnologica, controllo e sicurezza delle infrastrutture per invertire in modo strutturale questa tendenza. In questo scenario, il ruolo crescente delle tecnologie digitali e dei big data rappresentano un fattore abilitante cruciale per il raggiungimento degli obiettivi europei (“Vision Zero”) e del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030.
Sergio Savaresi, Direttore Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano e Membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council, ha presentato RoadSafeAI 2.0, il modello che adotta una logica predittiva. A differenza degli approcci tradizionali, basati sull’analisi degli incidenti già avvenuti, RoadSafeAI 2.0 utilizza milioni di dati telematici provenienti dai veicoli, informazioni sul traffico e caratteristiche della rete stradale per stimare il livello di rischio delle diverse aree urbane – dove avvengono oltre il 73% degli incidenti stradali. La principale innovazione è l’integrazione della variabile traffico. Il sistema non produce più, infatti, una fotografia statica del rischio, ma mappe dinamiche che mostrano come la pericolosità delle strade cambi nelle diverse condizioni di circolazione e nei diversi momenti della giornata.
RoadSafeAI 2.0 è stato applicato a due contesti urbani italiani, Milano e Genova. I risultati dimostrano che il sistema è in grado di ‘’imparare’’ e adattarsi a città caratterizzate da morfologie urbane, densità e condizioni di traffico molto differenti tra loro. Il grande vantaggio del modello addestrato è la capacità di previsione del rischio anche a zone prive di dati telematici, sfruttando esclusivamente le immagini delle mappe OpenStreetMap e le capacità predittive dell’algoritmo. I risultati di RoadSafeAI 2.0 sono stati infatti testati su Napoli, ipotizzando di non disporre dei dati degli harsh events e confermano la localizzazione delle zone a maggiore o minore intensità di frenate brusche con un margine di errore del 5-6%. Per amministrazioni pubbliche, gestori delle infrastrutture e operatori della mobilità, il sistema rappresenta un nuovo strumento decisionale per individuare le priorità di intervento.
Carlo Ratti, Direttore Mit Senseable City Lab e Membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council, ha presentato una ricerca che, analizzando milioni di harsh events, come una sterzata o una frenata improvvise, nella città di Milano – registrati attraverso la telematica UnipolTech – dimostra come il design urbano influenzi direttamente la sicurezza stradale. L’analisi degli harsh events non rileva soltanto le situazioni che sfociano in incidenti, ma anche i più frequenti mancati incidenti (near misses) e le manovre rischiose che normalmente rimangono invisibili nelle statistiche ufficiali. Per questo motivo rappresentano uno strumento particolarmente efficace per analizzare la sicurezza stradale, consentendo di individuare il rischio prima che si verifichino gli incidenti. I risultati mostrano che il rischio non è distribuito in modo uniforme all’interno della città: alcune strade presentano livelli di pericolosità sistematicamente più elevati, evidenziando come il volume di traffico non sia l’unico fattore determinante del rischio.
Matteo Salvini, Vicepresidente Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha descritto le tante azioni del suo dicastero a favore della sicurezza stradale, dalla manutenzione della vastissima rete stradale e infrastrutturale fino alle campagne a favore dell’utilizzo capillare e corretto dei seggiolini, fino all’introduzione nel nuovo Codice della Strada della saggia prescrizione che le piste ciclabili siano protette, sottolineando inoltre l’importanza del ruolo del volontariato e auspicando che l’obiettivo di scendere sotto alla “maledetta soglia” dei tremila morti all’anno possa essere presto raggiunto.
Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager di Unipol Assicurazioni ha affermato che per fare un ulteriore passo avanti in campo di sicurezza stradale è fondamentale l’utilizzo della tecnologia: poiché la sicurezza stradale del futuro sarà sempre più fondata sull’integrazione tra infrastrutture intelligenti, veicoli connessi, dati e comportamenti responsabili, è necessario accelerare la costruzione di un ecosistema nazionale della sicurezza stradale basato sulla diffusione delle tecnologie di prevenzione a bordo dei veicoli e nelle infrastrutture, sulla valorizzazione dei dati come bene collettivo per orientare le decisioni pubbliche, sugli investimenti nella formazione delle nuove generazioni e sul rafforzamento della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni alle imprese, dalle forze dell’ordine al mondo della ricerca.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Riccardo Venturi
Source link


