Disabilità, un premio per chi sceglie parole nuove


Negli ultimi anni la comunicazione sulla disabilità ha compiuto una serie di passi importanti. Nei media si è diffusa una maggiore consapevolezza riguardo al linguaggio e all’approccio più appropriati per raccontare temi tradizionalmente ancorati a una narrazione stereotipata e pietistica. O per lo meno oggi si avverte di più la necessità di dedicare a questi argomenti una cura molto diversa rispetto al passato.

Nel solco delle iniziative nate per promuovere una nuova mentalità, si inserisce il Premio “Paolo Osiride Ferrero”, giunto alla sua quarta edizione e promosso da Cpd – Consulta per le persone in difficoltà, in collaborazione con Fondazione Crt. Oltre a premiare i migliori lavori giornalistici nelle categorie carta stampata, radio e televisione, web e social con un riconoscimento economico di 2mila euro per ciascuna categoria, da quest’anno il Premio rafforza la sezione dedicata all’attivismo, realizzata in collaborazione con l’associazione Angelo Burzi e presieduta dalla giornalista e attivista Valentina Tomirotti. La sezione nasce con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare l’impegno di chi in Italia promuove i diritti delle persone con disabilità, assegnando un premio di 1.000 euro.

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.
DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA

L’edizione 2026 introduce inoltre una novità: ai due riconoscimenti già esistenti si aggiunge il Premio Agenda della Disabilità, pensato per ampliare il coinvolgimento di quei soggetti che possono contribuire a costruire una società più equa e rispettosa, rivolgendosi ad aziende e organizzazioni che si distinguono per una comunicazione, interna o esterna, particolarmente inclusiva e accessibile.


Uno spaccato sul racconto della disabilità

I lavori che ogni anno arrivano alla giuria, presieduta da Luigi Contu, direttore dell’Ansa, e di cui fa parte anche il direttore di VITA Stefano Arduini, rappresentano uno spaccato significativo del modo in cui la disabilità viene raccontata ai lettori e agli spettatori italiani attraverso i diversi mezzi di informazione.

Ciò che emerge è una netta divisione tra chi ritiene di assolvere al proprio compito solo limitandosi a raccontare fatti che riguardano persone con disabilità o le loro vicende più o meno esemplari e chi, invece, riesce a narrare gli stessi fatti con uno sguardo autentico, libero da stereotipi e pregiudizi. Insomma, non è ancora stata acquisita del tutto quella prospettiva per cui non stiamo raccontando di persone speciali, ma semplicemente di persone. La disabilità non è una sola, ma comprende una molteplicità di esperienze, storie e sfumature, spesso impensabili. Lo dimostrano i lavori premiati nella scorsa edizione, che hanno affrontato il tema attraverso tre ambiti apparentemente lontani dalla narrazione consueta: il sesso, lo spazio e la crisi climatica.

Vincitrici e vincitori della scorsa edizione

«La nostra inchiesta a fumetti – raccontano Michele Calamaio e Lorenzo Di Stasi, vincitori con l’articolo My Disability, My Choice, pubblicato su La Revue Dessinée – illustra la storia di Laura, una donna con una forma di paralisi chiamata tetraparesi spastica, intrecciando il suo percorso personale di scoperta del piacere sessuale con una denuncia più ampia: il vuoto normativo e culturale che in Italia nega alle persone disabili il diritto all’autodeterminazione sessuale e affettiva. Attraverso testimonianze, dati, confronti con altri Paesi europei e battaglie legislative in corso, l’inchiesta esplora il tabù della sessualità disabile, proponendo la figura dell’Oeas (Operatore all’Emotività, Affettività e Sessualità) come strumento di emancipazione e libertà”.

Il pubblico durante la cerimonia di premiazione della scorsa edizione.

Andrea Bettini nel servizio John McFall, il primo parastronauta della storia, si prepara per volare nello spazio, trasmesso su Futuro24 di RaiNews24, ha raccontato il percorso del primo parastronauta della storia verso una futura missione spaziale. «Disabilità e spazio», ha dichiarato, «sono stati per tanto tempo due mondi lontani, ma le cose stanno cambiando. L’Agenzia Spaziale Europea ha avviato da alcuni anni un progetto per capire se sia possibile far volare nello spazio un astronauta con disabilità e per il quale è stato selezionato il britannico John Mc Fall. La missione che lo riguarda ormai è imminente e non sarà importante solo per la ricerca tecnologica dove sperimentare per esempio nuove protesi, ma anche per progettare in futuro navette e moduli accessibili per le stazioni spaziali».

Carmela Cioffi invece, con l’articolo Limpatto della crisi climatica sulle persone con disabilità, pubblicato su A Fuoco, ha evidenziato, attraverso i dati raccolti durante le recenti alluvioni in Emilia-Romagna, quanto gli effetti dei cambiamenti climatici colpiscano in modo ancora più duro le persone con disabilità e le fasce più fragili della popolazione. «La crisi climatica», ha sottolineato, «non è soltanto un tema scientifico e tecnico. È un fatto che colpisce comunità, diritti, persone e soprattutto funziona da amplificatore delle disuguaglianze. In particolare, le persone con disabilità sono tra le più esposte a questa emergenza planetaria in quanto devono affrontare già ogni giorno una serie di barriere che la crisi climatica non fa altro che accentuare».


Tre testimonianze che dimostrano come la disabilità attraversi ogni ambito della vita e non richieda una narrazione separata, bensì statistiche documentate, competenze e parole adeguate per essere rappresentata con la stessa dignità riservata a qualsiasi altro tema.

Contribuire a un cambiamento culturale

Infine, il Premio Speciale per l’attivismo è stato assegnato a Marina Cuollo, che ha dichiarato: «In questi anni, con il mio lavoro, ho cercato di contribuire a un cambiamento culturale. Il mio più grande desiderio è che in futuro le nuove generazioni di persone con disabilità non debbano più fare la stessa fatica che ho fatto io per accedere agli spazi fisici e culturali, e che possano veder riconosciuto il proprio talento e vivere una vita all’altezza delle proprie scelte. E soprattutto che non debbano più attraversare quel percorso tortuoso e accidentato per liberarsi dall’abilismo che ancora attanaglia il nostro Paese”.

Il termine per partecipare al Premio “Paolo Osiride Ferrero” è fissato al 15 settembre 2026. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Cpd a questo link.

In apertura, un momento della premiazione della scorsa edizione del Premio. (Fotografia della Consulta per le persone in difficoltà)


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 Daria Capitani

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