Siamo alla terza edizione del Vinitaly and the city Sibari, anzi se aggiungiamo anche il Vinitaly and the city Reggio Calabria dei primi di agosto possiamo dire che siamo alla quarta edizione. Ieri sera grande apertura dell’evento alla presenza di ben due ministri: Giuli della Cultura e Lollobrigida dell’Agricoltura. Abbiamo la fortuna – o la sfortuna… – in Calabria di vedere arrivare ministri e sottosegretari di fascia B e a volte di fascia C. Il ministro Giuli verrà ricordato per la battutona: “Rino Gaetano diceva beato il sesso libero, io dico beato il vino libero, ma sempre entro un certo margine”. Invece il ministro Lollobrigida nei giorni scorsi ci aveva deliziato sugli effetti negativi di stare troppo a Bruxelles: “Manca il sole, e quando manca la vitamina D si creano dei problemi che impattano anche sulla capacità di ragionare..”. Chissà se stare chiusi a Roma per troppi anni nel Palazzo dell’Agricoltura non provoca gli stessi effetti o di peggiori.
Naturalmente l’acme delle minchiate l’abbiamo raggiunto con Robertino Occhiuto che ormai dall’alto dei suoi indiscussi… insuccessi e/o fallimenti parla di tutto e di più. Occhiu’ ha affermato con orgoglio: “Questa è la regione della quale l’Italia si sta rendendo conto di quante eccellenze abbia”. Può anche essere ma di certo non è merito suo, delle sue politiche e del Vinitaly and the city Sibari. Mentre con il Capodanno Rai (che rimane la madre degli sprechi) almeno la Calabria è entrata nella casa degli italiani per alcune ore, con il Vinitaly and the city Sibari i vini calabresi non oltrepassano il Pollino a nord e lo stretto di Messina al Sud. Gli italiani non ne conoscono l’esistenza. Il Vinitaly and the city Sibari non si capisce cosa sia. Non è una fiera professionale, non è una sagra di paese, non è un meeting. E’ un raduno dei potenti della Calabria a cui accorrono portaborse, faccendieri, amici, galoppini, imprenditori e impresari, autorità con una spruzzatina di gente comune e qualche turista a cui è pervenuto un carnet omaggio nei villaggi della costa.
Naturalmente questa verità la potete trovare solo su Iacchite’ visto che quel pirla del direttore – che poi sarei… io medesimo… – non è mai andato a tuzzuliare alla porta del presidentissimo o dell’assessore Gallo Cedrone per qualche promozione progresso a pagamento. Sui giornali normali potrete leggere cronache al cui confronto l’Istituto Luce di mussoliana memoria era un esempio fulgido di libera stampa. In alcuni articoli si arriva all’apoteosi, tipo: “Si consolida così un percorso culturale di portata nazionale nato dall’intuizione dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, con l’immediato via libera del presidente Roberto Occhiuto. Modellato a stretto contatto con il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il supporto tecnico di Fulvia Caligiuri alla guida dell’Arsac e la direzione del Parco affidata a Filippo Demma, il progetto si presenta come una realtà matura, capace di superare lo scetticismo iniziale per trasformare il binomio tra storia e agricoltura in una leva economica stabile contro l’isolamento del territorio”.
Già ci immaginiamo un po’ l’assessore Gianluca Gallo a cui si accende l’ispirazione come l’Archimede Pitagorico di Topolino che si accendeva la lampadina. All’intuizione di Gallo risponde subito il mitico Occhiu’ che non tergiversa ma capisce al volo la portata storica dell’intuzione di Gallo Cedrone. Il presidente della Fiera Verona Federico Bricolo modella subito l’intuizione dei due geni calabresi e come Paperon de Paperoni chiede subito 300 mila euro solo per poter utilizzare il marchio Vinitaly and the city. Nel 2025 i soldi partiti per Verona sono stati 270 mila euro. Quest’anno quasi 300 mila. Un po’ come Massimo Troisi: “Cosa portate?”. Vino? 300 mila euro!!! Altro che… un fiorino!
Nell’adorazione assoluta per Occhiu’ si arriva a scrivere: “Il passaggio chiave della giornata porta la firma del presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Con il piglio di chi sa che la macchina amministrativa sta correndo, ha tracciato un paragone audace: «Dimostriamo al Paese che in Calabria le cose le facciamo come in Veneto, a volte anche meglio». Già ce l’immaginiamo la macchina amministrativa che corre a preparare delibere e determine a favore di Verona Fiere per far partire il bonifico di 300 mila euro che casomai comprende anche la minchiata che facciamo le cose meglio del Veneto. Di certo meglio del Veneto facciamo i bonifici. E qui scatta il supporto tecnico di Fulvia Caligiuri che alla guida dell’Arsac ricevuti ben 3 milioni dalla Regione Calabria paga fiere, meeting e sagre in tutto il globo terracqueo. Anche perchè una volta pagata la tassa alla fiera di Verona, si deve pur attrezzare l’area del Vinitaly con stand, gruppi elettrogeni, passarelle, palchi, eccetera eccetera.
Scrive la stampa amica e a libro paga: “Il Parco Archeologico di Sibari, con il Vinitaly, si è trasformato per la terza volta in un palcoscenico a cielo aperto dove il vino non è solo un prodotto, ma un elemento di identità”. Un palcoscenico, l’area del Parco archeologico, che ci è costato ben 70 mila euro solo per la concessione dell’area. Però vuoi mettere: “E quando la storia incontra l’eccellenza, il risultato non è mai banale”. Questa è la propaganda della Calabria dello Spettacolo di Robertino Occhiu’. Poi abbiamo la realtà che ci dice che la Piana di Sibari è famosa per la coltivazione delle clementine, delle arance, del riso. La storia dell’Enotria si è spostata da tempo verso il Crotonese. E in più i dati nazionali ci dicono che il vino calabrese ha una quota di mercato che è marginale. Nell’export non superiamo l’1%. E nonostante impercettibili miglioramenti, ultimi eravamo e ultimi siamo rimasti. Prima e dopo tre anni di Vinitaly and the city e i milioni versati a Verona Fiere. Ma Roberto Occhiuto piace leggere le graduatorie a testa in giù… Sarà un difetto di… fabbrica! PS. Ah, dimenticavamo. Visto che il prossimo anno si vota alle amministrative di Catanzaro e di Cosenza, suggeriamo a Occhiu’ di quadruplicare il pacco. Vinitaly and the city anche a Catanzaro e Cosenza. Un Vinitaly è per sempre…
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