Fisco e Guardia di Finanza usano le foto storiche di Google Maps per controllare i lavori edilizi e bloccare le frodi sui bonus casa.
L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza inaugurano una nuova stagione di controlli serrati sulle agevolazioni edilizie. Da oggi, gli ispettori accertano l’esatta progressione dei cantieri attraverso le immagini storiche di Google Maps e Google Street View. L’obiettivo immediato è bloccare le irregolarità fiscali e recuperare le somme incassate in modo indebito dai proprietari di immobili. La direttiva, partita dal Ministero dell’Economia, impone l’uso di ogni strumento digitale a disposizione per fermare un’emorragia finanziaria imponente. Secondo l’ultima relazione della Corte dei Conti, lo Stato spende circa 44 miliardi di euro all’anno per onorare i crediti d’imposta legati alla stagione d’oro degli sconti edili.
Come funziona il controllo con Google Maps
Le fotografie di Google Maps, Google Earth e Street View non sono semplici immagini: sono scatti datati, acquisiti periodicamente negli anni, che consentono di ricostruire la storia visiva di un edificio o di un cantiere con un buon grado di precisione.
L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza utilizzano questi archivi per confrontare lo stato visibile dell’immobile nelle date rilevanti con quanto dichiarato dal contribuente negli stati di avanzamento lavori. Se le immagini storiche mostrano una facciata intatta al 31 dicembre 2021, mentre il contribuente ha dichiarato che i lavori erano già iniziati, la discrasia è documentata fotograficamente e può fondare una contestazione.
Il caso segnalato dalla Direzione provinciale delle Entrate di Trieste illustra il metodo: le informazioni fornite dai condomini sono state incrociate con i “riscontri di coerenza esterna” e con le “riproduzioni fotografiche datate, estrapolate dai verificatori dall’applicativo Google Maps”. Il risultato è una cronologia del cantiere ricostruita attraverso fonti indipendenti, non manipolabili dal contribuente.
Il Sistema Integrato del Territorio: lo strumento di fondo
Il controllo tramite Google Maps si inserisce in un sistema più ampio. La Corte dei conti, nell’ultima relazione sul rendiconto generale dello Stato, descrive il Sistema Integrato del Territorio (SIT) come uno strumento che consente l’integrazione e l’interoperabilità delle principali banche dati territoriali — dati catastali, dati edilizi comunali, ortofoto ad alta risoluzione, analisi spaziale avanzata.
Il SIT gestisce informazioni relative a circa 78 milioni di immobili urbani e 60 milioni di immobili rurali. Consente il confronto in tempo reale tra le risultanze catastali, i dati dei comuni e lo stato effettivo del territorio. In pratica, l’amministrazione finanziaria dispone di uno strumento che mappa lo stato degli immobili italiani con un livello di dettaglio senza precedenti.
Le immagini di Google Maps sono uno degli input di questo sistema: si sommano alle ortofoto aeree, ai dati catastali, alle comunicazioni ENEA e alle dichiarazioni fiscali per costruire un quadro integrato della situazione di ciascun immobile.
Il caso del Bonus Facciate e le foto storiche
La lente dell’amministrazione finanziaria si concentra con particolare attenzione sul Bonus Facciate. Questa misura offriva un maxi-sconto del 90% per gli anni 2020 e 2021, per poi scendere in modo drastico al 60% nel 2022. Una recente indagine della Direzione Provinciale delle Entrate di Trieste, assistita dalle denunce pervenute alla Confedilizia locale, svela le esatte modalità di controllo. Per blindare il 90%, il proprietario non aveva solo l’obbligo di predisporre il cantiere su carta. La normativa esigeva l’inizio materiale e tangibile delle opere, come la demolizione, la raschiatura o la pulitura, entro la scadenza del 31 dicembre 2021.
In questa fase entra in scena l’innovazione tecnologica. I militari della Guardia di Finanza non si limitano a esaminare i contratti di appalto. Gli ispettori incrociano le dichiarazioni fornite dai condomini con le riproduzioni fotografiche estratte dagli archivi digitali di Google. L’applicativo permette alle autorità di viaggiare indietro nel tempo. I finanzieri osservano lo stato reale della via e del palazzo nelle settimane a cavallo tra il 2021 e il 2022. Se le immagini smentiscono le scartoffie, l’accertamento fiscale parte in automatico.
Un esempio pratico per comprendere il rischio
Ipotizziamo la situazione di un condominio che approva i lavori di rifacimento della facciata a fine novembre 2021. L’amministratore paga subito le prime fatture a dicembre e dichiara l’avvio formale del cantiere per assicurarsi il generoso Bonus al 90%. Tuttavia, a causa di ritardi della ditta edile, gli operai montano le impalcature reali solo a marzo 2022.
Oggi, a distanza di anni, l’Agenzia delle Entrate apre una verifica. Il funzionario si collega a Google Street View, imposta la ricerca temporale su febbraio 2022 e osserva la facciata del palazzo del tutto intatta, senza alcun ponteggio e senza operai al lavoro. Questa singola prova visiva, definita come “riscontro di coerenza esterna”, demolisce all’istante la documentazione cartacea. Il Fisco declassa il bonus dal 90% al 60%, calcola la differenza economica incassata in modo illecito e notifica al condominio una maxi-cartella esattoriale, comprensiva di pesanti sanzioni pecuniarie e interessi legali.
La mappa catastale del futuro e il progetto Sit
Il ricorso ai motori di ricerca commerciali rappresenta solo un assaggio della nuova capacità di indagine statale. L’Agenzia delle Entrate accelera sulla totale digitalizzazione dei controlli attraverso il Sistema Integrato del Territorio (Sit). Questo immenso database pubblico elabora e gestisce le informazioni relative a circa 78 milioni di immobili urbani e 60 milioni di immobili rurali.
Il Sit fonde in un unico ambiente digitale diverse fonti di informazione strategiche:
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i dati catastali tradizionali;
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le pratiche edilizie depositate nei vari Comuni;
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le ortofoto ad altissima risoluzione scattate dall’alto.
Questa convergenza tecnologica permette allo Stato di sovrapporre la mappa teorica dei permessi con lo stato di fatto del territorio in tempo quasi reale. Ogni discrepanza tra la carta e la realtà visibile innesca un accertamento chirurgico e mirato. I contribuenti disonesti non hanno più scampo: l’occhio del Fisco osserva le case dal satellite, rendendo del tutto impossibili le truffe sulle finte date di chiusura o di apertura dei cantieri.
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Angelo Greco
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