Piadiniamo 2026 concentra in tre serate il rito pubblico della piadina: il banco del chiosco, la prova dell’impasto, la cottura sul testo, i mestieri rurali e la musica che attraversa le vie. Savignano ospita una sagra del gusto con assetto urbano: il centro storico diventa cucina aperta.
Da tenere a mente: il festival si svolge in strade e piazze del centro storico, con chioschi distribuiti lungo il circuito pedonale.
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Tre serate nel centro storico
Il perimetro temporale è chiuso: 17, 18 e 19 luglio 2026. L’appuntamento occupa il centro storico di Savignano sul Rubicone e porta il pubblico dentro un circuito di piazze con banchi di assaggio. La scheda del Comune di Savignano sul Rubicone lo inserisce tra le Manifestazioni e ne fissa l’arco da venerdì a domenica.
L’edizione è la tredicesima. La pagina ufficiale dell’evento mostra la dicitura XIII edizione accanto alle date 17/18/19 luglio 2026, una scelta grafica che conferma il ritorno del marchio Piadiniamo nel calendario estivo savignanese.
Dieci chioschi, una gara di stili
La presenza di dieci chioschi dà alla festa una scala da fiera gastronomica. Il visitatore attraversa banchi con impasti, farciture, piastre e cotture diverse, dentro un itinerario di degustazione distribuito nel centro.
Ideanet segnala l’ingresso gratuito e la sede nel centro storico. La gratuità concentra la spesa sui singoli assaggi, porta il flusso verso i chioschi e mantiene vive le vie commerciali aperte durante le serate.
Corelli sceglie la miglior piadina del Belpaese
Igles Corelli arriva con un compito netto: eleggere la miglior piadina del Belpaese. La presenza di uno chef da stelle Michelin porta la gara sul terreno della tecnica, perché una piadina giudicata in piazza viene valutata su cottura, elasticità dell’impasto, reazione alla piastra e rapporto con la farcitura.
Manuela Arcuri sarà madrina. L’apertura affianca la sfilata degli sciucarèn allo spettacolo del Gruppo Folk “alla Casadei” di Bruno Malpassi. Lo stesso nucleo di ospiti e avvio serata è registrato da Tgcom24, che conferma anche gli spettacoli musicali sul palco e lungo le strade.
Piazza Amati accoglie Piadiniamo Wellness
Il filone Piadiniamo Wellness occupa una sede riconoscibile: Piazza Girolamo Amati, indicata da Cheventi per la fascia 18:00-22:00 dal 17 al 19 luglio. La scelta separa conferenze e incontri dal circuito dei chioschi, evitando sovrapposizioni tra assaggio e ascolto.
Gli appuntamenti lavorano su alimentazione naturale, grani antichi, microbiota e rapporto tra attività fisica e terza età. Nel programma figurano Alessio Tacchinardi e Gabriele Prinzi. Con loro è annunciata Tiziana Stallone, presidente ENPAB. Qui il festival usa la piadina come ingresso a temi di nutrizione e lascia la piazza al suo passo.
Il Salotto di Marti porta il linguaggio social
La trainer Martina Baiardi entra nel programma con il Salotto di Marti. Lo spazio ospita ricette nate per il pubblico dei social insieme a Irene Volpe, finalista di MasterChef, affiancata da Tirmagno.
L’innesto intercetta un pubblico abituato a ricette filmate in verticale, preparazioni domestiche, prove in piazza e confronto immediato con chi assaggia. Per una festa basata sul chiosco, questa sezione avvicina la piadina alla grammatica dei creator senza svuotarla della sua matrice romagnola.
Scuola di Piadina e laboratori
La Scuola di Piadina sarà attiva tutte le sere. La collocazione serale aggancia i laboratori al momento in cui il centro storico raggiunge la massima presenza di famiglie e gruppi, così la didattica dell’impasto vive nella festa e non in una sala separata.
Il Comune cita anche attività in cui si impastano piadine e biscotti come una volta. L’abbinamento tra piadina e biscotti amplia il perimetro familiare della festa: il bambino lavora l’impasto, l’adulto riconosce strumenti e movimenti della cucina domestica romagnola.
Artigiani e teglie di Montetiffi nel circuito
Il circuito dei vecchi mestieri aggiunge fabbri, stampatori, dimostrazioni rurali e maestri delle teglie di Montetiffi. I tegliai portano in strada l’utensile che lega impasto, fuoco e cottura della piada.
Visit Sogliano al Rubicone descrive la teglia come piatto di terracotta legato alla cottura della piada. Portarla a Savignano significa far vedere l’attrezzo prima del prodotto servito al banco, una sequenza poco comune in molte fiere alimentari.
Piadina Romagnola IGP: due profili in assaggio
Il disciplinare della Piadina Romagnola IGP indica misure che danno sostanza agli assaggi in piazza. Qualigeo indica per la Piadina Romagnola un diametro da 15 a 25 centimetri e uno spessore da 4 a 8 millimetri. La variante alla Riminese ha diametro da 23 a 30 centimetri e spessore fino a 3 millimetri.
Quei numeri raccontano perché due piadine cotte nella stessa festa hanno masticazione diversa. La piadina più spessa dà morso friabile. La Riminese lavora su flessibilità e diametro ampio. Chi assaggia riconosce subito se il chiosco sta andando verso struttura, morbidezza, ripieno abbondante o piega più sottile.
Piadiniamo nel cartellone estivo
Piadiniamo cade dentro un calendario cittadino lungo: dal 1 maggio al 27 settembre Savignano programma più di 150 serate e oltre 80 titoli. La tre giorni della piadina arriva dopo Savignano Wine e prima della stagione teatrale con Apertus e SI Fest.
Il Resto del Carlino colloca la manifestazione nella stessa dorsale estiva, tra vino e teatro, con fotografia di fine stagione. Il festival ha un ruolo di cerniera: assorbe pubblico gastronomico, trattiene visitatori nel centro storico e collega la piazza alle attività commerciali.
Piazza Borghesi, negozi aperti e flussi serali
Il centro storico ha una parte attiva. La festa usa Piazza Borghesi, piazza Amati, le vie commerciali, i negozi aperti e i mercatini per distribuire i visitatori. La mossa alleggerisce la pressione sui chioschi e porta pubblico davanti alle vetrine anche dopo l’orario di cena.
ViviRomagna cataloga Piadiniamo nel centro di Savignano. Per chi arriva da fuori, il riferimento resta il circuito del centro storico: si entra, si cammina, si assaggia e si scelgono gli incontri. La logistica vale più di una scaletta rigida.
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Junior Cristarella
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