Diversamente da quanto si pensi, il posto di blocco ed il posto di controllo sono due procedure diverse che le forze dell’ordine attuano per eseguire controlli su strada.
Ti è mai capitato di essere fermato dai Carabinieri, dalla Polizia o dalla Guardia di Finanza e, dopo aver incontrato un amico, di avergli riferito: “sono stato appena controllato ad un posto di blocco”. Ebbene, molto probabilmente si trattava di un posto di controllo. In questo articolo ti spiegherò le differenze, come comportarti e cosa rischi se non ti fermi.
Cosa sono i posti di blocco e i posti di controllo?
La definizione di posto di blocco e di posto di controllo si ricava dall’articolo 192 del codice della strada. In particolare, la legge parla degli obblighi di coloro che circolano sulla strada, imponendo a questi ultimi di fermarsi all’invito delle forze dell’ordine, che siano in divisa o munite di apposito segnale distintivo (cosiddetta paletta).
Quindi, quando sei alla guida di un veicolo ed un agente, in divisa, vicino ad un’autovettura con colori di istituto, o in borghese, con auto avente colori di serie, ti invita a fermarti, è necessario ottemperare, per evitare di incorrere nelle sanzioni che vedremo a breve.
Entrando nel dettaglio, il posto di controllo viene eseguito da uno o più equipaggi su una carreggiata anche a doppio senso (ad esempio, nel centro abitato o in una strada extraurbana secondaria) ed è finalizzato al controllo casuale di veicoli in transito a campione.
Il posto di blocco, invece, è il controllo capillare di tutti i veicoli in transito in un determinato tratto di strada, che vengono convogliati in un percorso obbligato, distinto da coni, delimitatori flessibili in gomma e cartellonistica stradale.
In poche parole, se ti trovi al cospetto di una macchina delle forze dell’ordine, ferma in una piazzola, con degli agenti che fermano a campione altre auto, sei in presenza di un posto di controllo; mentre, se ti trovi davanti ad un percorso preceduto da un segnale “Alt-Polizia” e con dei delimitatori che ti guidano verso gli accertatori, sei in presenza di un posto di blocco.
Cosa sono volti ad accertare?
Durante un posto di blocco o un posto di controllo, il conducente è tenuto ad esibire alle forze dell’ordine il documento di circolazione (cosiddetto libretto del veicolo) e la patente di guida. Successivamente, gli accertatori possono procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’efficienza dei dispositivi di equipaggiamento (ad esempio, fari, cinture, paraurti, indicatori di direzione e dispositivi luminosi).
Ovviamente, bisogna comprendere che il controllo non è finalizzato soltanto ad accertare eventuali infrazioni del solo codice della strada, ma anche altri illeciti. Gli agenti possono, quindi, eseguire ispezioni e controlli più approfonditi, nel caso in cui, ad esempio, gli occupanti del veicolo facciano sorgere il sospetto che possano occultare addosso o nell’abitacolo armi, strumenti di effrazione, sostanze stupefacenti o proventi di eventuali illeciti.
Cosa accade se si forniscono false generalità o ci si rifiuta di fornirle?
È capitato a chiunque, soprattutto da neopatentati, di vivere una situazione di disagio non appena l’operatore di polizia compiva qualche passo in avanti e sporgeva la paletta per invitare a fermarsi.
Appena ci si avvicinava e si arrestava la marcia, con le mani tremolanti e la voce incrinata, si esibivano i documenti richiesti.
Con il tempo, queste circostanze diventano sempre più familiari, ma l’ansia non retrocede affatto.
Con una buona dose di conoscenza sui diritti e sugli obblighi, sono sicuro che si riuscirà a gestire più tranquillamente queste situazioni.
Sapevi che se il conducente di un veicolo ottempera all’invito di fermarsi e non ha al seguito la patente di guida o altro documento di riconoscimento, qualora fornisse false generalità, si renderebbe responsabile del reato di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, punito con la reclusione da uno a sei anni [1].
Se, invece, il soggetto sottoposto a controllo decidesse di rifiutarsi di fornire le proprie generalità, incorrerebbe nel reato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale, punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206 [2].
In pratica, una volta fermato non bisogna essere impulsivi o dimostrare di essere un superuomo o di conoscere diritti che in realtà non esistono, ma occorre essere il più collaborativi possibile, per evitare di macchiarsi la fedina penale di reati di cui si sarebbe potuto tranquillamente fare a meno.
Cosa accade se non ci si ferma?
L’inottemperanza all’invito rivolto dalle forze dell’ordine, ossia il non fermarsi, comporta una sanzione che varia a seconda che si tratti di posto di blocco o posto di controllo.
In caso di posto di controllo, il trasgressore è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 600 e, nel caso in cui si tratti della medesima violazione commessa nei due anni antecedenti, si applica anche la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni [3].
Per quanto riguarda il posto di blocco, il trasgressore è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.500 a euro 6.000, oltre che con la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da tre mesi ad un anno [4].
Quest’ultima sanzione è stata inasprita dal 12 aprile 2025 [5], poiché prima era prevista soltanto la multa che andava da euro 1.362 a euro 5.456, senza anche la sospensione della patente di guida.
Seppure, quindi, gli illeciti amministrativi si differenzino in relazione al fatto che siano commessi in un posto di blocco o in un posto di controllo, è opportuno evidenziare che dal 25 febbraio 2026 [6] è entrata in vigore una nuova regola che punisce chi si dia alla fuga, in modo da mettere in pericolo la sicurezza degli altri, con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Inoltre, si applicano anche le sanzioni amministrative accessorie della sospensione della patente di guida da uno a due anni e della confisca del veicolo, a meno che non appartenga ad un’altra persona.
Dunque, in sintesi, se ad un posto di controllo o ad un posto di blocco fuggi, sei passibile di multa, con conseguente sospensione della patente. Se, però, scappando metti in pericolo gli altri, adottando dei comportamenti scellerati, rischi di incorrere nella sanzione penale.
Quindi, che differenza c’è tra posto di blocco e posto di controllo?
Come avrai avuto modo di comprendere dalla lettura dell’articolo, la differenza consiste nella modalità di esecuzione dell’uno o dell’altro, non essendoci, invece, alcuna distinzione in relazione al tipo di controllo ed alle attività svolte dalle forze dell’ordine.
Tuttavia, da adesso sarai in grado di distinguere un posto di blocco da un posto di controllo, in modo tale da essere più preciso quando ti troverai a parlare con amici o parenti, ma con una maggiore consapevolezza su come comportarsi e sulle conseguenze che eventuali condotte difformi potrebbero generare.
Ti è mai capitato di essere fermato dai Carabinieri, dalla Polizia o dalla Guardia di Finanza e, dopo aver incontrato un amico, di avergli riferito: “sono stato appena controllato ad un posto di blocco”. Ebbene, molto probabilmente si trattava di un posto di controllo. In questo articolo ti spiegherò le differenze, come comportarti e cosa rischi se non ti fermi.
note
[1] Art. 495 cod. pen.
[2] Art. 651 c.p.3
[3] Art. 192, comma 6-bis, codice della strada.
[4] Art. 192, comma 7, codice della strada.
[5] Decreto-Legge n. 48 del 11/04/2025.
[6] Art. 192, comma 7–bis, introdotto dal Decreto-Legge n. 23 del 24/02/2026.
Immagine realizzata con AI
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Nicola Burbo
Source link



