Ravvedimento operoso 730/2026, sanzioni, scadenze e calcolo — idealista/news


A volte può capitare di accorgersi troppo tardi di aver commesso un errore nella dichiarazione dei redditi o di aver versato in ritardo le somme dovute con il modello 730. In questi casi c’è la possibilità di utilizzare uno strumento molto utile per regolarizzare la propria posizione fiscale ed evitare sanzioni più pesanti. Il ravvedimento operoso sul modello 730 consente di sanare eventuali errori, omissioni o pagamenti effettuati in misura inferiore al dovuto. La procedura prevede il versamento spontaneo delle somme mancanti, degli interessi legali maturati e di una sanzione ridotta, calcolata in base al ritardo accumulato. Più tempo trascorre prima della regolarizzazione, maggiore sarà l’importo complessivo da versare.

Qual è la sanzione per il pagamento in ritardo del modello 730?

Anche per quest’anno la scadenza per la presentazione del modello 730 è fissata al 30 settembre prossimo, ed è utile sapere cosa succede se non si fa il 730, ricordando che i termini per il pagamento delle imposte a debito per chi lo invia senza sostituto di imposta, sono ormai alle porte. Il mancato versamento delle somme dovute entro la data prevista, implica l’applicazione di sanzioni e interessi.

La sanzione per il pagamento in ritardo del modello 730, quindi per omesso o tardivo versamento, è pari al 25% nella misura ordinaria, grazie alla riduzione prevista dal Decreto Legislativo 87/2024 che ha introdotto un taglio rispetto al 30% precedente, per le violazioni commesse dall’1 settembre 2024.

Se si procede a regolarizzare la propria posizione entro i 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è dimezzata e scende al 12,5%, ricordando che in entrambi i casi andranno aggiunti gli interessi legali, calcolati sugli effettivi giorni di ritardo. C’è la possibilità di ridurre notevolmente la sanzione ordinaria grazie al ravvedimento operoso sul 730 precompilato e anche su quello ordinario.


Quanto tempo ho per fare il ravvedimento operoso?

Grazie al ravvedimento operoso si ha la possibilità di regolarizzare omessi o insufficienti versamenti come anche altre irregolarità fiscali, dopo la scadenza del pagamento, beneficiando della riduzione delle sanzioni. È bene muoversi con una certa rapidità, visto che i benefici diminuiscono con il passare del tempo e in generale più ci si allontana dalla scadenza e più aumenta l’importo da versare al fisco.

In linea generale si ha tempo fino a due anni per fare il ravvedimento operoso, ma si può andare anche oltre questo limite, a patto però che l’amministrazione fiscale non abbia già avviato una contestazione della violazione commessa o attività di accertamento.

Qual è la scadenza per il ravvedimento del modello 730?

Chi ha presentato il 730 e si accorge di un errore che comporta più imposte da pagare, ha la possibilità di correggere la dichiarazione e ravvedersi anche dopo la scadenza ordinaria. Per la correzione si può inviare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria, versando imposta, interessi e sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Le sanzioni per il ravvedimento operoso sul 730

Quando si ricorre all’istituto del ravvedimento operoso sul 730 si applicano sanzioni più contenute rispetto a quella ordinarie e la riduzione varia a seconda del ritardo accumulato, secondo il principio per cui più tempo è passato dalla scadenza e minore è il beneficio per il contribuente.

In conseguenza delle novità introdotte dal Decreto Legislativo 87/2024, è necessario fare una distinzione tra le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024 e quelle a partire dall’1 settembre 2024, visto che da quest’ultima data in poi si pagano sanzioni ancora più contenute. Ecco una tabella riepilogativa:


RITARDO Sanzione ridotta fino al 31/08/2024 Sanzione ridotta dal 1° settembre 2024
Da 1 a 14 giorni  0,1% 0,0833%
Da 15 a 30 giorni  1,5% 1,25%
Da 31 a 90 giorni 1,67% 1,39%
Da 91 giorni ed entro 1 anno  3,75% 3,125%
Entro 2 anni  4,29% 3,57%
Oltre 2 anni 5% 3,57%

Come fare il ravvedimento operoso sul 730

Quando si vuole procedere a regolarizzare spontaneamente la propria posizione nei confronti del fisco in seguito alla presentazione del 730, si ha la possibilità di muoversi in due direzioni, in base alla tipologia dell’errore commesso, ricorrendo in uno dei due casi al ravvedimento operoso:

  • errore nel 730 a favore del contribuente: di norma non serve il ravvedimento operoso e si deve presentare un 730 integrativo tramite un CAF o un professionista, entro il 25 ottobre, ma siccome nel 2026 cade di domenica slitta al 26 ottobre;
  • errore nel 730 a sfavore del contribuente: quando il pagamento è stato inferiore al dovuto o il credito ricevuto è maggiore di quello spettante, si deve utilizzare Redditi integrativo entro il 2 novembre 2026.

Quando l’errore comporta un’imposta da versare e il pagamento è stato omesso o effettuato in misura insufficiente, la regolarizzazione avviene normalmente pagando l’imposta dovuta, cui aggiungere la sanzione del ravvedimento operoso per insufficiente versamento. 

Si utilizza il modello F24 per il ravvedimento operoso sul 730 per versare le somme spettanti al fisco, ricordando di includere anche gli interessi legali calcolati sul tributo non pagato e facendo attenzione a non commettere errori per evitare ulteriori problemi.

Come faccio a calcolare il ravvedimento operoso?

Per essere sicuri di non sbagliare, è necessario conoscere con precisioni i passaggi da seguire per effettuare il versamento. Il calcolo del ravvedimento operoso sul 730 ha come punto di partenza fondamentale la determinazione di tre elementi principali da cui partire:

  • imposta dovuta;
  • sanzione;
  • interessi legali.

In base al tempo trascorso dalla scadenza, si deve prima individuare la sanzione da applicare, cui aggiungere gli interessi legali, per il calcolo dei quali si utilizza una formula ben precisa che prevede la moltiplicazione dell’imposta non versata per il tasso di interesse legale, moltiplicando il risultato per il numero dei giorni.


Si può comprendere meglio facendo un esempio di ravvedimento operoso, prendendo il caso di un contribuente che deve versare 1.000 euro di IRPEF e provvede al pagamento con 40 giorni di ritardo. Si moltiplicano i 1.000 euro per la sanzione ridotta prevista tra 31 e 90 giorni di ritardo, ossia l’1,39% e si ottiene un risultato di 13,9 euro, cui aggiungere 1,75 euro di interessi legali, relativi ai 40 giorni di ritardo. L’importo complessivo da versare sarà pari a 1.000+13,9+1,75 = 1.015,65 euro. 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Davide Pantaleo

Source link

Di