La seduta nasce da un obbligo parlamentare inserito nel testo unico sulla sicurezza. L’articolo 14-bis del decreto legislativo 81/2008 porta ogni anno in Aula la Relazione sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il 30 giugno il tema approda a Montecitorio con un nodo politico già definito: misurare il calo dell’incidenza mortale senza ignorare l’aumento delle denunce e delle malattie professionali.
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L’indice mortale e il milione di occupati
Il confronto si è aperto alle 10 nella seduta 683ª della XIX legislatura, collocazione registrata anche dal calendario di Radio Radicale. Calderone ha usato il dicembre 2022 come base di misura della platea sottoposta alla prevenzione dei rischi. La scelta dà alla discussione un asse misurabile: il rapporto tra occupati assicurati e frequenza degli eventi mortali.
Le serie Istat danno corpo alla soglia citata in Aula. Gli occupati erano 23,215 milioni a dicembre 2022 e arrivano a 24,337 milioni ad aprile 2026. Il saldo supera 1,1 milioni e rende leggibile il richiamo ministeriale al milione di persone in più dentro il sistema di prevenzione. La stessa frase sull’incidenza per 100mila dipendenti coincide con quanto registrato da ANSA nella diretta politica e da Agenzia Vista nel video parlamentare.
Il 2025 separa luoghi di lavoro e tragitti
Il 2025 resta duro nei numeri assoluti. L’Italia ha chiuso l’anno con 1.093 denunce mortali: 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. Il totale supera di tre unità il 2024. La flessione nei luoghi produttivi convive con dieci decessi in più nei tragitti casa-lavoro, scarto che impone di separare il luogo produttivo dal tragitto casa-lavoro.
Il calcolo di Vega Engineering su base Inail porta un’indicazione precisa: il miglioramento dell’incidenza non cancella l’accumulo dei casi. Il governo rivendica una curva più favorevole rispetto agli occupati. Il Parlamento deve misurarsi con un totale ancora sopra quota mille. In questa distanza si gioca il senso delle risoluzioni depositate dai gruppi.
Il decreto 159 dietro badge e patente a crediti
Il decreto-legge 159 del 31 ottobre 2025, convertito dalla legge 198 del 29 dicembre 2025, è il perno legislativo richiamato dalla ministra. La Gazzetta Ufficiale ne fissa la conversione nella serie generale n. 301 del 30 dicembre 2025 e l’entrata in vigore del provvedimento il giorno successivo. Il testo entra sui cantieri e sulla formazione, poi aggancia premi e strumenti digitali.
Il badge digitale di cantiere identifica il lavoratore con un codice univoco e dialoga con il SIISL. La patente a crediti stringe il rapporto tra violazioni accertate e qualificazione delle imprese nei cantieri. Il monitoraggio dei near miss porta nei registri aziendali eventi mancati che nei reparti rimanevano spesso confinati a racconti informali. La vera posta amministrativa è rendere tracciabile il rischio prima dell’incidente, non dopo la denuncia.
INL, più ispezioni e organici più larghi
Il segmento ispettivo è quello con la variazione più visibile. Le attività di controllo passano da circa 100mila nel 2022 a oltre 157mila nel 2025. Le ispezioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro salgono da 63.571 a 130.579. La stessa scansione numerica compare anche nel lavoro di Edotto, che incrocia l’intervento di Calderone con il decreto sicurezza lavoro.
Gli organici seguono una traiettoria più lenta: da 3.848 unità nel 2021 a 4.366 all’inizio del 2026, con un incremento annunciato superiore a 1.700 unità a regime. Il dato da solo pesa poco se non incontra banche amministrative comunicanti, accessi rapidi ai cantieri e programmazione territoriale sulle filiere più esposte. Edilizia e agricoltura restano in testa. La logistica chiede lo stesso livello di accesso ispettivo, perché il subappalto allunga la catena delle responsabilità.
Scuola e copertura Inail degli studenti
La copertura Inail estesa al mondo scolastico coinvolge quasi 10 milioni di persone tra studenti, docenti e personale. Calderone la inserisce nel capitolo sulla prevenzione precoce, con un riferimento alla Carta di Lorenzo e ai percorsi scuola-lavoro. Qui il tema supera l’assicurazione: l’ingresso dello studente in azienda richiede un documento di valutazione dei rischi costruito sul percorso reale, lontano dalle formule generiche.
Nei numeri del primo quadrimestre 2026 gli infortuni denunciati dagli studenti arrivano a 36.728. La sottosezione dei percorsi scuola-lavoro conta 355 denunce e segna un calo del 54% sullo stesso periodo del 2025. La riduzione della parte più esposta spinge a separare gli incidenti scolastici ordinari dai tirocini e dalle esperienze in impresa, perché le responsabilità non seguono lo stesso tracciato.
Cinque risoluzioni e una griglia politica
La comunicazione della ministra non esaurisce la giornata parlamentare. Alla Camera arrivano cinque risoluzioni: maggioranza, Partito democratico-Movimento 5 Stelle-Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva e Futuro Nazionale. Agenzia Nova registra il numero dei testi e la loro matrice politica, confermando che la seduta diventa subito terreno di impegni scritti.
La bozza della maggioranza chiede più educazione alla prevenzione nei percorsi scolastici e universitari. Sul versante ispettivo punta a poteri più forti per l’INL, organici completati e banche amministrative comunicanti. La parte economica guarda a incentivi per le imprese certificate e alleggerimenti amministrativi per chi possiede sistemi di gestione della sicurezza già riconosciuti. È una linea premiale con un confine netto: chi investe viene distinto da chi usa appalti e subappalti come schermo.
Bandi ISI e premi alle imprese regolari
Il capitolo economico si concentra sui bandi ISI Inail, portati a una dotazione annua di 600 milioni di euro, con 90 milioni per l’agricoltura. Queste risorse finanziano macchinari e bonifiche, oltre agli interventi aziendali contro esposizioni note. La quota agricola riconosce una catena di rischio fatta di caporalato, mezzi, caldo, trasporti e manutenzioni.
Il decreto 159 collega i premi alle imprese virtuose ed esclude dai benefici chi ha condanne definitive per gravi violazioni in materia di sicurezza. Qui affiora il lato più duro della linea governativa: la regolarità diventa condizione d’accesso ai benefici pubblici. Il premio Inail agisce come filtro tra aziende che documentano investimenti e aziende che arrivano dopo l’evento lesivo.
Il 2026 già registra più denunce
Il primo quadrimestre 2026 consegna una frizione netta. Le denunce complessive di infortunio arrivate a Inail, studenti compresi, sono 204.573 contro 192.253 nello stesso periodo del 2025. I casi mortali scendono da 291 a 278. Le malattie professionali salgono a 38.992, con un incremento del 17,7%. La fotografia di Borsa Italiana-Teleborsa sulle tabelle Inail mostra un Paese dove i morti calano e le denunce crescono.
Dentro il totale dei decessi, l’Osservatorio Vega conta 196 vittime in occasione di lavoro e 82 in itinere. Il primo blocco cala rispetto ai 211 casi del 2025, il secondo cresce di due unità. L’indice migliora, il volume delle denunce no. Per questo la seduta del 30 giugno non chiude il capitolo sicurezza: lo trasferisce dentro impegni parlamentari che dovranno colpire cantieri irregolari, appalti opachi e agricoltura sfruttata.
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Junior Cristarella
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