La scena entra nella sua materia amministrativa: un turno di salvataggio, una postazione scoperta, uno smartphone usato per seguire sport in diretta e due verbali che separano la responsabilità del gestore da quella dell’assistente bagnante.
Avvertenza editoriale: il nome dello stabilimento e l’identità dell’assistente al salvamento non risultano diffusi nei materiali pubblici esaminati. Per questo non vengono indicati.
Sommario dei contenuti
I verbali sul servizio di salvataggio
I militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Santa Margherita Ligure hanno contestato due violazioni nello stesso stabilimento. La prima riguarda l’assenza dell’assistente al salvamento dalla propria postazione; la seconda nasce dall’uso personale dello smartphone durante il servizio, con lo schermo occupato da una diretta sportiva.
L’importo complessivo indicato per questa parte dell’intervento è 2.064 euro, somma che corrisponde a due verbali da 1.032 euro. La scansione amministrativa pubblicata da Prima il Levante distingue gestore e assistente bagnante, mentre ANSA conferma il valore complessivo oltre duemila euro collegato allo stabilimento.
La postazione scoperta pesa più del telefono
Il telefono è la parte visibile della vicenda. La contestazione nasce già prima: l’assistente al salvamento risultava lontano dal punto assegnato perché coinvolto in mansioni estranee alla sorveglianza. In uno stabilimento balneare la torretta non è arredo di spiaggia; è il punto da cui si legge il tratto di mare affidato all’addetto.
Quando il bagnino lascia la postazione, il problema si sposta sull’organizzazione del lavoro. Se l’addetto viene assorbito da incombenze di spiaggia, la vigilanza perde continuità proprio nelle ore in cui il litorale concentra famiglie, turisti e ingressi rapidi in acqua.
Lo smartphone durante il turno
L’uso dello smartphone aggiunge una seconda condotta allo stesso fascicolo amministrativo. Guardare una diretta sportiva durante la sorveglianza produce un tempo cieco: occhi sullo schermo, mani occupate e reazione rallentata davanti a malore, richiesta di aiuto o rientro difficile verso riva.
La qualificazione dello sport seguito non modifica la sostanza del verbale. Conta l’uso personale del dispositivo mentre il servizio richiede osservazione continua dello specchio acqueo. Tgcom24 conferma il controllo a sorpresa negli stabilimenti del Levante ligure e il rapporto tra distrazione digitale e sanzione.
La regola locale sugli schermi in servizio
Il caso arriva dopo la stretta inserita nell’ordinanza di sicurezza balneare 2026 dell’Ufficio circondariale marittimo di Santa Margherita Ligure. La formula operativa sui dispositivi elettronici è netta: apparecchiature elettroniche soltanto per servizio o emergenza. Anche gli auricolari, quando usati, devono lasciare un orecchio libero per percepire ciò che accade intorno.
La stessa regola prevede la segnalazione alla federazione competente per le valutazioni sul brevetto dell’assistente inadempiente. Sky TG24 aveva già riportato il nodo dell’ordinanza: il turno di salvamento non ammette chat, social o contenuti privati durante la vigilanza.
Ristoranti, pesce e diporto nello stesso fine settimana
I verbali sul bagnino stanno dentro un intervento più largo della Guardia Costiera di Santa Margherita Ligure. Tra Chiavari e Lavagna, le ispezioni in esercizi commerciali e attività di ristorazione hanno portato a tre sanzioni per circa 7.300 euro e al sequestro di circa 10 chilogrammi di prodotto ittico.
Le contestazioni sulla filiera hanno riguardato tracciabilità mancante, informazioni non corrette sul prodotto servito e un caso di tonno pinna gialla indicato come tonno rosso nel menu. In mare sono arrivati altri sei verbali, per circa 4.300 euro, legati alla navigazione da diporto: tra le infrazioni compaiono moto d’acqua condotta senza patente nautica, documentazione di bordo non disponibile e contratto di locazione di natante privo delle indicazioni richieste. Il totale del fine settimana si attesta intorno ai 14mila euro, cifra ripresa anche da GenovaQuotidiana.
Il perimetro di Mare e Laghi Sicuri 2026
L’episodio ligure rientra nella campagna estiva Mare e Laghi Sicuri 2026, partita il 16 giugno e attiva fino al 20 settembre. Il dispositivo nazionale della Guardia Costiera schiera oltre 3.000 donne e uomini, circa 450 mezzi navali e 19 assetti aerei lungo oltre 8.000 chilometri di coste e sui principali laghi italiani.
Dentro questa rete, il controllo sul bagnino non è un caso isolato di disciplina interna allo stabilimento. È un tassello del presidio estivo che unisce salvataggio, navigazione da diporto, pesca e correttezza commerciale dei prodotti ittici.
Il precedente interno sul Tigullio
Il territorio era già entrato nelle pagine di Sbircia il 15 giugno con l’articolo Tigullio, tonno rosso nei menu: sanzioni per 22mila euro. In quel pezzo avevamo raccontato i controlli della Guardia Costiera tra filiera ittica e sicurezza sul litorale, compreso un verbale legato all’assenza dell’assistente bagnanti dalla postazione.
Il nuovo episodio aggiunge lo smartphone durante il turno e rende più leggibile la linea seguita nel Levante: la sicurezza balneare viene trattata insieme alla correttezza dei servizi offerti sulla costa. Il bagnino non opera ai margini dello stabilimento; è il primo presidio umano tra spiaggia e acqua.
Perché non compaiono nomi
Nei materiali pubblici non compaiono il nome del bagno, l’identità dell’assistente al salvamento e altri riferimenti personali. La scelta di non inserirli protegge il perimetro certo dell’articolo: luogo, condotte contestate, importi, autorità intervenuta e collegamento con l’ordinanza locale.
La vicenda resta amministrativa. Le condotte vengono descritte come contestazioni della Guardia Costiera, senza attribuzioni penali e senza qualificazioni ulteriori rispetto a quanto emerso dagli atti pubblici e dalle cronache convergenti.
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Junior Cristarella
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