Lazio, firmato il nuovo Air per la medicina generale


Dopo oltre vent’anni di attesa, la Regione Lazio e tutte le organizzazioni sindacali di Medicina generale hanno firmato il nuovo Accordo integrativo regionale. Lo annuncia la Regione in una nota. “L’Accordo, che nasce da un confronto continuo con le parti sociali, ha portato alla definizione di un modello innovativo a livello nazionale” che entrerà in vigore il 1° ottobre, spiega la Regione.

La Regione Lazio fa sapere anche di avere scelto di investire risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal contratto nazionale per valorizzare il ruolo dei medici di Medicina generale; sostenere la riorganizzazione della Medicina territoriale; accompagnare l’avvio delle Case della Comunità.

L’ACCORDO IN SINTESI

Cosa cambia per i medici
L’Accordo, illustra la nota regionale, “migliora le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale e rende più omogenee le tutele”, prevedendo:

  • la parità di trattamento economico tra i medici già in servizio e i nuovi incaricati;
  • maggiori tutele personali, come nei casi di maternità, gravidanza, disabilità, etc.;
  • la valorizzazione economica del ruolo del medico di Medicina generale;
  • maggiore integrazione tra le Case della Comunità e gli altri servizi territoriali.

Obiettivo prevenzione attraverso la Medicina di iniziativa
Il nuovo Accordo “rafforza il ruolo del medico di Medicina generale, non solo nella cura, ma anche nella prevenzione e nella Medicina di iniziativa”.
Cosa significa:
a) individuare precocemente i fattori di rischio;
b) seguire in modo proattivo i pazienti cronici (ad esempio con diabete o ipertensione);
c) incoraggiare stili di vita corretti e pratiche di prevenzione anche nella popolazione sana;
d) usufruire degli strumenti digitali regionali per monitorare lo stato di salute degli assistiti.

Diventano operative le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT)
Le AFT rappresentano una nuova modalità organizzativa, attraverso cui i medici di Medicina generale lavorano in rete sullo stesso territorio.
Per i cittadini significa: maggiore continuità dell’assistenza; un’organizzazione condivisa tra più medici; una presa in carico più efficace dei pazienti cronici e fragili; percorsi di cura più semplici e coordinati.
Non cambia il rapporto di fiducia con il proprio medico, sottolinea la Regione. Cambia il modello organizzativo per facilitare i cittadini e tutelare i professionisti.

Più vicini, più accessibili
Il nuovo modello organizzativo AFT garantirà una maggiore continuità dell’assistenza sul territorio. Dal lunedì al venerdì, la copertura diurna sarà garantita dalle ore 8 alle 20. Nei giorni festivi e nelle ore notturne, la copertura sarà assicurata attraverso la continuità assistenziale, le Case della Comunità e l’organizzazione prevista dall’Accordo.

Per i cittadini significa:

  • maggiore disponibilità di assistenza sul territorio;
  • percorsi più semplici;
  • probabile riduzione di ricorso improprio al Pronto Soccorso e quindi meno attese.

Case della Comunità nel cuore della sanità territoriale
Con il nuovo Accordo integrativo regionale, le AFT opereranno in via preferenziale nelle Case della Comunità.
Le Case della Comunità diventano, così, il luogo in cui la Medicina generale si integra con gli altri servizi sanitari e territoriali. Qui lavorano in modo coordinato:

  • medici di medicina generale;
  • infermieri;
  • specialisti;
  • altri professionisti sanitari.
    L’obiettivo è offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino a casa, più semplice, più accessibile.

Le Case della Comunità diventano il centro operativo della continuità dell’assistenza
Il nuovo modello prevede:

  • attività dei medici di famiglia nelle AFT durante il giorno;
  • presenza medica anche oltre il normale orario degli studi;
  • collegamento con il NEA 116117;
  • integrazione con gli altri servizi territoriali.

L’obiettivo è garantire una risposta sanitaria più continua sul territorio e ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso.

Nasce una rete di presìdi di prossimità
Una delle novità dell’Accordo è il riconoscimento delle sedi AFT, esterne alle Case della Comunità, anche gli studi medici, come presìdi di prossimità del Servizio Sanitario Regionale.
Le sedi nuove o già esistenti potranno essere progressivamente dotate di strumenti di primo livello, come:

  • elettrocardiografo;
  • spirometro;
  • ecografo portatile;
  • telemedicina;
  • piccola diagnostica.
    L’intervento mira ad aumentare l’offerta e le possibilità di presa in carico sul territorio.

Un modello che si adatta ai territori
L’Accordo prevede soluzioni specifiche per le aree rurali, periferiche e disagiate. In queste aree potranno essere individuate e coordinate più sedi assistenziali sullo stesso territorio, garantendo assistenza di prossimità senza costringere i cittadini a lunghi spostamenti.
L’obiettivo è garantire gli stessi livelli di assistenza in tutto il Lazio, anche nei territori più periferici e complessi.

Cosa non cambia
Il cittadino continuerà ad avere il proprio medico di famiglia. Rimane il rapporto fiduciario tra medico e assistito. Cambia il modello organizzativo, con una rete più forte, più integrata e più vicina alle necessità delle persone.

Fimmg Lazio: “Vince la coesione dell’intersindacale per un modello innovativo”
La Fimmg Roma-Lazio accoglie con soddisfazione la firma dell’accordo dopo “un percorso che da dura 8 mesi e che ha visto la nascita di un intersindacale della medicina generale costituita da Fimmg Snami Smi FMT Cisl medici, non firmatario, ma che ha collaborato nella stesura. Un’operatività condivisa che ha permesso di raggiungere alti obiettivi su di un accordo, con nuovi risvolti e di utilità sia per il lavoro dei medici, sia per i cittadini”, scrive la Fimmg Lazio in una nota.

Per la Fimmg Roma-Lazio “in questo accordo viene varata una nuova struttura territoriale a livello locale. Le principali novità che entreranno in vigore dal 1° ottobre 2026, delineeranno una profonda riorganizzazione della medicina generale. Al centro del nuovo modello vi sono le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), chiamate a coordinare l’attività dei medici e a integrarsi con le Case della Comunità. L’accordo rafforza la medicina di iniziativa, amplia la diagnostica di primo livello negli studi e introduce nuove modalità di remunerazione legate agli obiettivi di salute. Restano confermati la libera scelta del medico e il massimale di 1.500 assistiti, con specifiche deroghe. Sono inoltre previsti investimenti per il personale di supporto e per l’organizzazione degli studi. Numerosi aspetti operativi dovranno tuttavia essere definiti attraverso successivi tavoli tecnici e accordi attuativi, rendendo decisiva la fase di applicazione nelle diverse ASL del Lazio”, conclude la Fimmg Roma-Lazio.

Smi Lazio: “Volontarietà per l’adesione nelle Case di Comunità e riconosciute nuove tutele ai medici”
“I motivi che ci hanno indotto alla firma – spiega in una nota Marina Pace, neo segretario regionale Smi Lazio – sono in discontinuità con il quadro nazionale e con l’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN). Punto essenziale è rappresentato dalla completa volontarietà all’adesione alle ore nelle Case di Comunità del medico a ciclo di scelta. Questione discussa prima delle modifiche dell’ACN stralcio del 23 giugno scorso, ma ch’è stata mantenuta e che verrà rispettata”.

“Abbiamo firmato l’AIR Lazio – prosegue Pace -, anche, a partire dalla decisione che verranno costituite finalmente le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che aspettavamo dal 2022, con la previsione che i medici opereranno in una completa autonomia gestionale e nel rispetto dei bisogni territoriali. I giovani medici con 400 scelte, che devono dare 38 ore in ASL, non saranno gravati da ulteriori 3 ore in AFT e, come coloro che superano i 1500 assistiti, daranno le 6 ore solo in maniera volontaria. Inoltre, la quota AFT sarà uguale per tutti i medici, sia per quelli già in carico al sistema sanitario nazionale, sia per i nuovi medici a quota oraria. L’ulteriore punto ci ha indotto alla firma è la totale garanzia del riposo compensativo dopo il turno notturno e la copertura dello studio a ciclo di scelta sarà garantita dalla AFT”.

Per il segretario regionale dello Smi, “il medico di medicina generale prenderà, finalmente, in carico il paziente cronico a tutto tondo e questa presa in carico verrà valorizzata economicamente. Ulteriore elemento qualificante dell’AIR è l’ampliamento del supporto alla genitorialità e all’accudimento (voluto fortemente dallo SMI) . Essendo i medici di medicina generale in regime libero professionale convenzionato e privi di alcune tutele, siamo riusciti a far riconoscere tutte le tutele previste dall’ordinamento. Potranno usufruirne non solo le donne, che costituiscono più dell’80% della categoria, ma tutti i medici. Saranno coperte situazioni come allattamento, gravidanza, adozione, ma anche l’assistenza a familiari fragili (titolari di Legge 104) o le fragilità degli stessi medici. La nostra azione non finisce qui e auspichiamo di risederci a breve a tavoli con la parte pubblica per sciogliere gli ultimi nodi rimasti irrisolti”, conclude Pace.


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