Abbiamo parlato molto di Snowflake ultimamente, affrontando i temi legati alla sua piattaforma dati e al suo approccio all’intelligenza artificiale. Gran parte dell’ecosistema di Snowflake ruota attorno a Snowflake CoCo (ex Cortex Code), il prodotto di AI generativa progettato per tradurre espressioni in linguaggio naturale in viste modulari sui dati. In questa visione, tuttavia, manca un tassello fondamentale: il lavoro di chi deve unire i puntini per creare applicazioni e servizi da mettere in produzione. Se in molti casi parliamo di sviluppatori o programmatori, Snowflake preferisce definirli builders, ovvero costruttori.
All’interno di un ecosistema complesso come può essere quello di un’azienda moderna, tutti gli strumenti e i dati necessari per costruire qualcosa sono già a disposizione. Il vero ostacolo, tuttavia, è la frammentazione di strumenti e dati su sistemi disgiunti. Questa dispersione costringe i builder a investire molto tempo semplicemente per collegare tra loro gli elementi rilevanti. Di conseguenza, i lunghi tempi di attesa rallentano le decisioni strategiche e rischiano di lasciare lacune nel prodotto finale.
Nella visione di Snowflake, al contrario, un builder dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul risultato finale, lasciando che sia la piattaforma a farsi carico di tutto il resto. L’attività di sviluppo dovrebbe quindi essere indipendente da specifici strumenti o sistemi, sfruttando l’intelligenza artificiale per accelerare i processi. Ma soprattutto, ogni progetto deve essere finalizzato a generare un vero impatto sul business aziendale.
CoCo come strumento per l’unificazione dei sistemi
La risposta di Snowflake è rappresentata da CoCo. Per un builder, questo strumento può diventare l’assistente ideale lungo tutto il ciclo di vita di un’applicazione. Si parte dalla raccolta dei requisiti, fase in cui CoCo è in grado di analizzare le registrazioni dei meeting e sintetizzare la situazione tecnica e le necessità del cliente. Si passa poi alla creazione del software per l’accesso uniforme ai dati, sfruttando un’architettura multi-agente governata da CoCo per dare vita a un vero e proprio team di esperti. Infine, il sistema ci assiste nel generare un’intelligenza artificiale specifica per interpretare i dati aziendali secondo gli obiettivi richiesti.
Insomma, CoCo non abbandona mai il builder finché l’applicazione non è operativa. L’umano può così concentrarsi sulle funzionalità da ottenere e sulla verifica che il software aderisca alle richieste, mentre gli agenti AI faranno tutto il resto.
Potenza e controllo
Il rapporto tra potenza e controllo non è solo un vecchio slogan pubblicitario, ma rappresenta esattamente ciò che serve a un builder per portare a termine il proprio lavoro. CoCo permette di accedere a tutta la potenza dell’AI generativa per sviluppare codice in modo estremamente rapido. In questo scenario, tuttavia, rimangono caldi i temi di governance e security, che devono essere rigorosamente garantiti. Si tratta di un aspetto estremamente importante, soprattutto considerando che oggi non sono più solo gli esseri umani a essere soggetti alle regole di accesso ai dati, ma anche gli agenti AI.
CoCo, ovviamente, si fa carico anche di questa complessità, applicando principi di governance già integrati nella piattaforma di Snowflake. Il sistema, infatti, definisce prima la gestione dei dati e poi estende l’intera architettura per consentir all’organizzazione di scalare verso l’alto con un modello di governance che reputa già affidabile a priori.

Tutti possono diventare dei builder
Quello che Snowflake e CoCo rendono davvero possibile è la democratizzazione del processo di sviluppo. In passato, per creare un servizio o un’applicazione, era necessario essere esperti nel trattamento dei dati e degli strumenti coinvolti. Oggi, grazie all’uso estensivo dell’AI generativa attraverso CoCo, tutti possono diventare un builder e ottenere in poco tempo un’applicazione funzionante partendo da un’idea. Tuttavia, creare l’applicazione è solo metà del lavoro di un builder, poiché l’altra metà consiste nell’assicurarsi che i dati siano effettivamente sicuri e sotto il controllo dell’utente.
Su questo tema, diventano di un’importanza fondamentale le partnership con le altre piattaforme di gestione dei dati. Ogni azienda, infatti, definisce il proprio perimetro per la sicurezza dei dati all’interno del suo specifico ecosistema software, mentre il software generato da CoCo viene eseguito sulla piattaforma di Snowflake. Oggi, però, anche questa barriera può cadere: è possibile infatti per Snowflake integrare le piattaforme di una serie di partner a livello di runtime. Questo significa che il partner può permettere ai suoi clienti di installare ed eseguire le loro applicazioni direttamente su Snowflake, ereditando però il perimetro di sicurezza e le policy di governance della propria organizzazione.
In questo modo, l’utente finale non è costretto a scegliere tra prestazioni elevate e controllo dei dati. Può ottenere entrambi i benefici senza dover modificare il proprio ecosistema software o le policy di accesso alle informazioni.
Un lungo percorso per CoCo
CoCo ha permesso a Snowflake e ai suoi clienti di compiere un lungo e importante percorso. Ha guidato la democratizzazione dello sviluppo, abbattendo le barriere imposte da infrastrutture eterogenee e permettendo di raggiungere il risultato finale in tempi fino a ieri impensabili. In questo contesto, l’azienda riconosce da sempre l’alto valore del contributo della community, dagli user group fino ai contributori open source. Il cammino evolutivo, tuttavia, è ancora lungo e per capire quali saranno le prossime tappe bisognerà forse attendere il prossimo Snowflake Summit.
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Dario Maggiorini
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